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Risposta al Comitato Sialrigassificatore

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

Mero opinionismo o cosa?

Sono dispiaciuto nel constatare come si possa tentare di speculare su quanto dichiarato in merito a una norma che prevede che la “popolazione interessata” debba essere informata e poter esprimere il proprio parere.

Non ritengo sia necessario che i cittadini siano obbligati a studiare la vigente normativa, solo perché possa essere sancito un loro diritto.

L’informazione ad oggi data alla popolazione, è spesso di parte, lacunosa, quando non veritiera.

Prova ne sia il filmato sul rigassificatore o gli atteggiamenti tenuti dal giornale “La Sicilia”.

Questa testata infatti, pubblica prevalentemente le notizie favorevoli all’impianto, trasformandosi da “organo di informazione” in sponsor del rigassificatore, a tal punto da pubblicare una Vostra replica ad un nostro comunicato del quale non aveva dato notizia.

Appare evidente, come tali comportamenti non siano ascrivibili al codice deontologico del giornalismo…

Mi permetto di farle notare, come, a parte il tentativo di strumentalizzare le mie dichiarazioni, null’altro abbiate saputo replicare o precisare a quanto da me esposto e ciò non mi meraviglia…

Il suo riferimento alla metaniera permanentemente ormeggiata al largo, è inesatto.

Nel mio intervento, non parlo di impianto Off-Shore, ma di rigassificazione a bordo ed è evidente come a Lei sfugga che non più tardi di sei mesi addietro, sia avvenuto il primo scarico di una metaniera che grazie a questa tecnologia non ha più necessità di impianti fissi.

Riguardo al cloro, forse dovrebbe fare mente locale, oltre che al danno ambientale, alla presenza dei dissalatori che attingono in quello specchio di acqua.

Capisco la Vostra grande difficoltà ad affrontare un confronto pubblico e come sia più semplice esprimere opinioni basate sul nulla nascondendosi dietro comunicati o forum che non permettono al vasto pubblico di verificare la fondatezza delle dichiarazione e la preparazione e attendibilità dei relatori.

Mi chiedo se vi spinga solo la voglia di sterile protagonismo o se partecipiate ad un gioco a fare disinformazione il cui fine sconosco.

Un errore certamente è stato da me commesso, confrontandomi con chi non avendo conoscenza alcuna della materia, poteva solo ricorrere a piccoli espedienti mirati a delegittimare quanti si sono spesi per la collettività e si sono anche confrontati con soggetti certamente più preparati e qualificati, come i tecnici ENEL, Nuove Energie, amministratori e rappresentanti delle istituzioni, argomentando senza tema di smentita.

La scarsa conoscenza della materia e forse la motivazione che vi spinge ad intervenire, vi impediscono il confronto democratico al quale eravate stati invitati e sono certo pertanto, che l’unica attività che potete continuare a condurre è l’esprimere opinioni infondate, avvalendovi di qualche redattore non proprio imparziale e del vostro sito.

Mi sorge un dubbio: Chi dovrebbe farvi delle donazioni?

Sul Vostro sito ho letto della possibilità di effettuare donazioni in favore del Vostro Comitato.

Orbene,  nonostante da tempo siamo impegnati nel fare informazione, sensibilizzazione, produrre atti concreti quali ricorsi e denunce, le assicuro che non abbiamo sponsor alcuno né donatori anonimi che ci sovvenzionino e tutto ciò che ad oggi è stato fatto, è frutto di sacrifici di persone come Davide tedesco, Cesare Sciabarrà, Toti Cinque  ed altri, me compreso, che dedichiamo tempo e quel poco denaro che possiamo, per portare avanti un’iniziativa nella quale crediamo.

Cordiali saluti G. J. Morici

 

Abbiamo scoperto chi sono i maggiori consumatori di gas in Italia...

Da Comitato Pro-Rigassificatore Commento di Giovanni Nocera — 5 Ottobre 2007 #

Nella lista degli incidenti lei (Morici) scrive:

30.8.2005 Nigeria Esplode un gasdotto di GNL

Io le ho contestato che nella lista c’è un minestrone di incidenti.

Naturalmente per collegare la rete Snam all’impianto serve un gasdotto, ma non un gasdotto di GNL (Gas Naturale Liquefatto)!!! Quindi dalla lista vanno depennati gli incidenti ai gasdotti di GNL.

Il gasdotto che collega l’impianto alle rete di distribuzione porterà metano rigassificato, quindi con la stessa possibilità di incidenti della rete che le porta il gas in casa.

Ribadisco che l’unico tratto di gasdotto di GNL va dalla banchina ai silos.

Senza contare che ha anche inserito incidenti a impianti di produzione di GNL, cosa che notoriamente richiede un impegno tecnologico ed energetico maggiore per far scendere la temperatura del metano a -162° C, ed è molto diversa dal semplice scambio termico dell’impianto di rigassificazione.

Se il nostro obbiettivoè chiarire le idee alle persone è inutile mettere in gioco situazioni che nulla hanno a che fare con la vicenda specifica.

  Risposta di G. J. Morici — 5 Ottobre 2007 #

Orbene, per essere più precisi, è opportuno evidenziare come per l’impianto de quo sia necessario realizzare sia il gasdotto GNL, di collegamento tra il punto d’attracco e l’impianto, sia il collegamento fra l’impianto e la rete Snam per il gas allo stato aereiforme. Nel “minestrone” è citata l’esplosione di un gasdotto GNL, che causò la distruzione di 27 Kmquadri di territorio. La invito a darmi 2 smentite:
1) l’impianto di collegamento fra punto d’attracco e silos, è un gasdotto GNL?
2) Il paese di Porto Empedocle, qualora si verificasse quanto accaduto in Nigeria, sarebbe o non sarebbe investito da una fiammata?
Le risparmio tutte le precedenti domande alle quali non ha mai risposto.

  • Dando sempre per assunta la sua buona fede, le porgo due ulteriori domande:
    1) il maggior impegno tecnologico che lei cita, non è quello che (sempre a vostro dire)  dovrebbe garantire una maggiore sicurezza?
    2) è proprio sicuro che il gasdotto che porta il gas a casa sua, abbia una capacità di 8 miliardi di metricubi/anno?
    Le pongo questa domanda, perchè o lei non ha la più pallida idea della differenza che passa tra il tubo del gas di casa sua e la rete nazionale, o lei consuma più gas di qualsiasi grande industria italiana e di conseguenza si è reso necessario un allaccio della sua abitazione direttamente alla rete nazionale…

     6 Ottobre 2007 La risposta di Giovanni Nocera:

    1) un gasdotto che possa fare una voragine di 27 kmq ha una portata simile a quelli che collegano Russia e Italia (30 mld mc/anno), non certo un collegamento di 1 km tra banchina e silos. Ma si può “definire” gasdotto GNL.
    2) Non è impossibile, ma improbabile tanto quanto un aereo precipiti su via Roma.
    3) Il maggior impegno tecnologico di un impianto di liquefazione è dovuto al fatto di dover forzar le leggi della termodinamica. L’impianto di rigassificazione, nonostante abbia la tecnologia che ne garantisce la sicurezza, è meno complesso di uno di liquefazione, ciò è un motivo in più di sicurezza perchè sono minori le variabili da controllare.
    4)Naturalmente la rete che porta il gas fino al mio appartamento è diversi ordini di grandezza inferiore, ma attualmente l’Italia è percorsa da gasdotti di portata pari o superiore a quello che porterebbe il gas aeriforme alla rete Snam. Un tratto in più non farebbe la differenza.

    Il commento di Morici: Nella debita proporzione nel caso di Porto Empedocle (secondo i suoi stessi calcoli) la voragine sarebbe appena di 6Kmq, tanto quanto riguarderebbe l’intero paese. Voglio anche precisare, che in Nigeria non si creò una voragine, ma un’immensa fiammata che investì il territorio. Dal sito da lei indicato, risulta che per il gas importato dalla Russia, le due linee del gasdotto hanno un diametro di 42/36 e 34 pollici, contro i trnta pollici di quello di Panigaglia che ha una capacità del 25% rispetto quello empedoclino. Faccia un pò lei stesso i conti… Ritengo inoltre, che lei faccia una gran confusione sulla lunghezza del gasdotto, che in quanto tale, comprende il tratto di congiungimento alla rete Snam, infatti, il gas proveniente dalle altre nazioni, è allo stato aereiforme come quello che dal silos arriverebbe alla rete nazionale. Le chiedo inoltre: quanti di questi gasdotti trasportano 8 miliardi di mc/anno di gas, passando a qualche centinaio di metri dall’abitato? Per sua conoscenza, tengo inoltre ad informarla che anche a livello internazionale si comincia a palesare il timore di possibili attentati alle metaniere. Lo ha sostenuto mercoledì sera il segretario generale della Nato, Jaap de Hoopo Sceffer durante una cena organizzata dalla società di assicurazione Lloyd a Londra, il quale ha dichiarato che:”L’organizzazione per la difesa nord-atlantica Nato, dovrebbe riflettere sull’opportunità di usare le proprie navi da guerra per difendere il trasporto di GNL in futuri tempi di crisi”. La notizia tratta dalla Staffetta Quotidiana, dovrebbe indurre i fautori del rigassificatore empedoclino a riflettere. Se è pur vero che non si devono diffondere false notizie allarmistiche (inoltre non necessarie in quanto sono più che sufficienti quelle veritiere), riteniamo sia doveroso informare la popolazione sulla vera natura dell’impianto e di quanto al medesimo connesso. Credo che la popolazione agrigentina e le future generazioni, non avranno motivo alcuno di ringraziare quanti acriticamente stanno svendendo il nostro territorio. Se la vostra posizione fosse dettata dalle ricadute occupazionali, voglio ricordarle come siano in gioco ulteriori 200 posti di lavoro all’Italkali, per i quali nessuno sp dispera e come iniziative quali il Golf Resort che ben altre prospettive offre al territorio, siano state osteggiate senza che si sia avvertita la necessità di creare comitati a favore, siti internet e blog. Facciamo un bell’esame introspettivo e proviamo a chiederci cosa in realtà ci spinge ad intervenire su questo argomento… Se fossi un politico agrigentino, non mi lascerei comunque sfuggire l’occasione per chiedere quelle forme di compensazione che spettano alle popolazioni interessate, altro che temere il costo del referendum. Mi spiega come mai Enel si adopera solo adesso che si è aperto un dibattito e non prima, nel proporre forme di compensazione in precedenza non previste, quali la metanizzazione gratuita, la metropolitana di superficie ed altre? Da ambientalista non ho l’obbligo morale di tentare di impedire un tale scempio, ma se fossi stato un politico, avrei quantomeno tentato di trarre quanti più vantaggi possibili per il mio paese. Ma poichè si sà che noi siciliani siamo generosi, eccocci pronti a regalare le nostre risorse, il nostro territorio ed iul futuro dei nostri figli. Lei credo non abbia figli, ma certamente ne avrà in futuro e mi creda, non vorrei trovarmi al suo posto nel dovere spiegare ai miei figli il perchè di scelte tanto scellerate…

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