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Lettera dell'Avv. Enzo Camilleri 21/08/2007

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

La vicenda "rigassificatore" continua a tenere banco...

Il Presidente del Consiglio Comunale di Favara ha lanciato dalle colonne del vostro giornale una sfida al capoluogo di notevole interesse. In sostanza ha attribuito al (passato) governo della città capoluogo anche le responsabilità del mancato sviluppo economico e sociale del territorio non solo agrigentino ma delle città che ne sono cornice naturale geo-politica. La questione assume particolare importanza in questo scorcio di fine anno 2007, perché effettivamente alcune scelte dovranno essere operate dai governi locali per mettere in moto quei meccanismi innanzitutto politici, ma anche economici, culturali e più genericamente sociali che potrebbero e dovrebbero consentire al territorio agrigentino di area vasta (Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Aragona, Comitini, Ioppolo, Raffadali e Realmonte) di costruire un solido programma di sviluppo nel prossimo decennio. Procedendo con ordine, la prima pietra gettata nello stagno che ha fatto tanto parlare è la delicata questione del rigassificatore in prossimità dell'area portuale di Porto Empedocle. Potrebbe essere proprio tale questione ad offrire diversi spunti più generali sullo stato della politica dell'agrigentino e sulle scelte future. Il dibattito sul fare o non fare un rigassificatore ha assunto il valore dell'ultimo atto della politica per proseguire sulle precedenti strade o cambiare radicalmente direzione di marcia. Anche dalle colonne del giornale “La Sicilia” si è detto che il rigassificatore rappresenta l'ultima occasione per lo sviluppo di questa martoriata terra e perderla non ha alcun senso; perderla, servirebbe solo a dimostrare ulteriormente che la “politica” del territorio agrigentino, non ha capacità alcuna ed anzi vuole proprio mantenere con ogni mezzo questa terra nel sottosviluppo. Detta in questi termini, l'opera sembrerebbe da fare, quantomeno, per non dover assumere la responsabilità dell'occasione perduta. Io non la penso in questo modo. E, se ho ben compreso i tanti messaggi provenienti dalle diverse parti del tessuto economico e sociale (ricordo in particolare il dibattito svoltosi in Consiglio Comunale di Agrigento), devo dedurre che anche da altre parti impegnate politicamente, o socialmente, si levano le richieste di una volontà politica diversa dal passato, che si confronti effettivamente con le tematiche dello sviluppo economico-sociale del territorio e non solo a parole. Il tema centrale rimane sempre quello dello sviluppo turistico come elemento centrale e trainante dell'intero processo di sviluppo.  In sostanza, si contrappone al rigassificatore equivalente ad un rinnovato interesse per lo sviluppo industriale o pseudo tale, lo sviluppo turistico del comprensorio che sarebbe compromesso dal primo e si chiede che la politica adotti le opportune decisioni per evitare ciò. Una facile risposta su cui si è incentrato il dibattito sostiene che lo sviluppo turistico (genericamente inteso) non sarebbe negato da un impianto di scarso impatto ambientale ed il sottostante argomento sottilmente agitato, (ma di sostanziale contenuto), è il seguente: ma di cosa e di quale sviluppo turistico si sta parlando, visto che se ne parla da quarant'anni e non c'è niente di concreto sulla tavola apparecchiata? La questione è esattamente centrata e l'obiettivo raggiunto; si riassume nel motto: meglio un uovo oggi che una gallina domani! (in altri termini, meglio un rigassificatore certo oggi che il turismo incerto domani). In effetti, a ben guardare, qual’è il piano di sviluppo turistico che coinvolge il nostro territorio? Più in particolare quali le iniziative di progetto che determineranno lo sviluppo turistico? Ed ancora più avanti, quali sono i progetti turistici che interessano il Porto, l'area circostante (ex Montedison ed area ASI), Porto Empedocle in generale, il limitrofo Parco di Pirandello, i luoghi di Andrea Camilleri e quali i progetti di Agrigento e della Valle dei Templi di tale portata e prossimità da indurre a scartare ogni ipotesi di creazione di impianti così problematici e preoccupanti sotto tanti profili?  La risposta attualmente non c’è. Ma la coscienza della città di Agrigento, cioè, degli operatori economici del turismo, culturali, dell’associazionismo sociale, di chi ama questa città, di chi crede nel riscatto del territorio mediante uno sviluppo turistico-culturale che rispetti l’ambiente, la storia e che sia duraturo e non semplicemente una valvola di sfogo per non far scoppiare il sistema è cambiata, non è più la stessa. Per sintetizzare, si può riassumere, in buona sostanza, il senso della nuova coscienza nella voglia di una politica locale di alto spessore, chiara, concreta che sappia passare dalle parole (tante) ai fatti. Le parole del Presidente del Consiglio Comunale di Favara, pertanto, possono essere lette come richiesta di una leadership forte della città capoluogo nel processo di sviluppo economico-sociale del territorio. Come detto sopra, anche, alcuni editoriali recenti del giornale “La Sicilia” esprimono implicitamente questi contenuti. Infatti, il presupposto costante che aleggia in ogni articolo che ha trattato gli argomenti dello sviluppo e più in particolare, del rigassificatore, è la dichiarata incapacità della politica di essere in grado di sviluppare proposte concrete e VERE (non parole) per uno sviluppo turistico del comprensorio. In soldoni, rigassificatore si, perché non ci sono i politici in grado di fare e di agire per uno sviluppo diverso e duraturo. Dunque, si chiede alla rinnovata politica (del cambiamento) una capacità d’azione da dimostrare non a parole ma con i fatti. Pertanto, la politica agrigentina deve condividere SUBITO un programma di sviluppo ed il Comune di Agrigento deve dare garanzia di una leadership come si conviene ad un capoluogo di provincia. Del resto, non può dubitarsi che il Porto sia una infrastruttura che interessi tutto l’hinterland agrigentino e non solo la cittadina di Porto Empedocle, così come le aree ASI, le strade statali per Palermo e per Catania, la ferrovia e il possibile aeroporto ed altre strutture strategiche. La convergenza degli interessi comuni del comprensorio farà la differenza: l’unione fa la forza. Ma perché il programma sia credibile, bisogna mostrare attraverso un piano di sviluppo (con i progetti pronti o da predisporre immediatamente) le strategie da adottare nell’immediato e nel prossimo decennio. Per tornare infine all’esempio utilizzato, cioè, la costruzione del rigassificatore, non ci si può limitare ad affermare la propria contrarietà all’impianto, (come la politica locale mostra di voler fare), ma bisogna dimostrare - con la progettualità effettiva - quali potrebbero essere i benefici delle infrastrutture e strutture per il turismo, come ed in quanto tempo si potranno creare impianti e, soprattutto, nuova occupazione: infatti, il turismo e lo sviluppo del Porto possono generare una maggiore occupazione di un rigassificatore e degli impianti industriali ad esso collegati.
                                                                                      Avv. Enzo Camilleri

   (Fonte: agrigentonotizie.it)


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