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La responsabilità politica

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

Una scelta che condizionerà il futuro di Agrigento.

La vicenda della costruzione del rigassificatore impone alla classe politica agrigentina una seria riflessione sul futuro prossimo dello sviluppo della città di Agrigento e dell’intera fascia costiera compresa tra scala dei turchi e San Leone.

La scelta di allocare un impianto di tale natura nell’area industriale di Porto Empedocle infatti, presuppone una visione “industriale” dello sviluppo della zona, senza tenere in alcun conto la possibilità di rovinare per sempre una ampia zona della fascia costiera che coinvolge appieno la città di Agrigento e le spiagge di San Leone.

Appare superflua ogni considerazione circa la reale pericolosità di tale impianti, “certificata” dal suo inserimento tra gli impianti sottoposti alle misure “Seveso 2”, misure previste solo per impianti altamente pericolosi, tanto per la pubblica incolumità quanto per i probabili danni ambientali che tali impianti possono verosimilmente provocare.

Se il problema principale per tali impianti deriva dalla loro pericolosità, è di pari rilevanza il problema dell’impatto che essi hanno su enormi pezzi di territorio.

Dallo spot autoprodotto dalla società che dovrebbe costruire e gestire l’impianto, sembrerebbe quasi che si tratti di un’opera priva di alcuna refluenza ambientale e di sicurezza, quasi fosse un’oasi naturalistica, e, per far presa sulla popolazione locale, si snocciolano numeri e cifre sulla grande mole di lavoratori che potrebbero essere impiegati nelle varie fasi, tralasciando però la valutazione sui danni (certi) che l’impianto produrrebbe all’intero comparto turistico agrigentino, che offre già occasioni di lavoro diretto ed indiretto, che da anni e con fatica lavora ad uno sviluppo serio e reale  dei flussi turistici, con sensibili investimenti tanto da parte delle Istituzioni, quanto dai privati imprenditori.

Dallo spot si evincono alcune considerazioni: la non pericolosità dell’impianto, l’assenza di impatto ambientale, l’assenza di impatto paesaggistico, la perfetta integrazione con  i beni culturali presenti nel territorio.

Come hanno ben rilevato i soggetti, politici e non, che si oppongono con forza alla realizzazione di tale impianto nell'area di Porto Empedocle, tale spot mira a suggestionare la popolazione empedoclina, che verosimilmente potrà essere interessata da un referendum sulla fattibilità dell'opera, attraverso il miraggio di un posto di lavoro per i tantissimi disoccupati della zona nonché dalle bonifiche ambientali e dai miglioramenti strutturali che interesseranno l'area portuale.

Ed è su questo piano, che la Politica ed i Politici devono maggiormente riflettere: calare la testa ad un progetto che modificherà in negativo l'intera fascia costiera agrigentina al fine di rimediare alle mancanze di chi governa; è infatti dovere di chi governa reperire i fondi per le migliorie ambientali e strutturali, ed ancor di più progettare e realizzare iniziative concrete che possano offrire ai disoccupati le occasioni per uscire da tale scomodo e mortificante status.

Allora, con responsabilità, sarebbe opportuno attivarsi a tutti i livelli (Comunitario, Nazionale e Regionale), con la sinergia di tutte le forze politiche presenti nel territorio, per reperire i finanziementi necessari alle opere di bonifica e riqualificazione, ed incentivare con la dovuta forza il comparto del turismo attraverso i necessari investimenti per aiutare i privati investitori a qualificare l'offerta turistica, proseguendo e potenziando le già numerose iniziative per la destagionalizzazione del turismoe per la promozione, a livello internazionale, della fascia costiera agrigentina.


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