Il popolo delle pecore
Un popolo storicamente dominato da altre civiltà, e soggiogato da poteri forti più o meno occulti. Considerato oggi alla stregua, o peggio, degli animali. Questa è la triste storia, di una città che fu la culla della civiltà e della cultura.
Porto Empedocle è un comune in provincia di Agrigento, che conta 17.123 abitanti, forse. Il “forse” nasce da quanto apprendiamo oggi, 24-11-07, dal secondo quotidiano regionale, il giornale “La Sicilia”
Nell’articolo a firma del giornalista Pier Damiani D’Agata e dal titolo “Rigassificatore, Porto Empedocle chiede all’Enel garanzie e denaro” leggiamo: “Diversificazione delle fonti, flessibilità negli approvvigionamenti e maggiore sicurezza per il sistema energetico nazionale. Per raggiungere questi obiettivi, stando agli esperti, in Italia servirebbero al più presto nuovi rigassificatori. Tre o quattro secondo il ministro Bersani. Impianti in grado di riconvertire il gas naturale liquido, Gnl, in rarefatto. Stabilimenti industriali di ricezione, stoccaggio e rigassificazione, come quello Enel in progetto a Porto Empedocle. Il gas liquido, prodotto in paesi lontani, verrebbe trasportato nel porto siciliano con navi metaniere. Molte arriverebbero dalla Nigeria. Una quota consistente del gas prodotto, verrebbe utilizzato in Sicilia. Il resto immesso nei gasdotti e trasportato nel resto d’Italia. Perché costruire un impianto in Sicilia, quando la domanda maggiore è proprio nel Nord? Un quesito importante che svela le vere lacune del sistema Italia. <<La Sicilia è una porta d’ingresso naturale per il gas. Il terminale farà risparmiare all’Enel parte degli alti costi di trasporto via nave>> sostiene Giuseppe Luzzio, amministratore delegato di Nuove Energie, società completamente controllata dall’Enel. Ma quando si calcola la ricaduta dell’operazione, sul costo della bolletta del gas e dell’elettricità le cose cambiano. <<Alla fine le differenze non sono rilevanti. Siamo più o meno allineati>>. afferma Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
<<La verità è che al Nord è più difficile costruire i rigassificatori – continua Tabarelli – Le coste sono densamente abitate, trovare un sito ottimale, in riva al mare, è difficile>>. Insomma, i terminali sono impianti industriali e non sono belli. Il rischio inquinamento? Basso. E del resto bisogna pur costruirli da qualche parte…” Dopo quanto affermato da Davide Tabarelli, in merito alla difficoltà di reperire aree idonee e lontane da centri abitati nel Nord del Paese, non possiamo che prendere atto di come i 17.123 abitanti di Porto Empedocle, più i circa 60.000 abitanti di Agrigento, per questi “nuovi colonizzatori” valgano meno degli animali. Non si capisce diversamente, come mai la considerazione fatta per le aree densamente abitate di altre regioni, non valga per Porto Empedocle che dovrebbe consentire la realizzazione del rigassificatore a meno di un chilometro dal centro abitato. E’ necessario chiedersi: se per il mondo imprenditoriale, questi 77.000 abitanti possono essere paragonati ad animali da macello, è mai possibile che la classe politica locale abbia la stessa considerazione dei propri concittadini? Evidentemente sì!