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I veri motivi dello scontro tra Cuffaro e Cimino

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gaetano Gaziano, dalla quale si evince come esistano due pesi e due misure, secondo le circostanze.

Ieri, 4 novembre, la televisione (soprattutto RAI 3 Regione Sicilia) ha dato ampio risalto alla notizia che l'Ambasciata Americana si è ufficialmente lamentata che i governanti siciliani discriminano le imprese americane, in particolare la Panther Oil, titolare di una concessione di trivellazioni nella zona del Val di Noto, a favore di imprese italiane. La lamentela è giusta, perché Toto' Cuffaro, governatore della Sicilia, cavalcando le legittime proteste delle popolazioni del Val di Noto, si è fatto paladino di quella lotta, ma si è disinteressato, pur essendo agrigentino, totalmente della Valle dei Templi di Agrigento, minacciata dal costruendo rigassificatore da 8 miliardi di metri cubi a Porto Empedocle, sotto la casa natale di Luigi Pirandello e a due passi dal confine sud-occidentale del parco archeologico della Valle, impianto industriale che dovrà essere costruito dalla multinazionale italiana dell'energia, l'ENEL. Anzi Cuffaro è stato ed è il più convinto sostenitore del progetto. Sia il Val di Noto che la Valle dei Templi di Agrigento sono stati inseriti nella World Heritage List dell'Unesco come patrimonio dell'umanità, ma per il nostro governatore non sono suscettibili di uguale tutela. Mentre Cuffaro, infatti, è pronto a far adottare una legge regionale che revochi in modo retroattivo la concessione alla Panther Oil, spiana i tappeti rossi all'ENEL. L'impatto ambientale che deriverebbe dalla costruzione del rigassificatore nella Valle dei Templi sarebbe devastante nei confronti di un paesaggio, ritenuto tra i più belli del mondo, decantato dai primi viaggiatori del Grand Tour e dagli attuali visitatori. Tale progetto ha sollevato lo sdegno e la condanna di autorevoli studiosi italiani e stranieri, che non hanno esitato a bollarlo come " indecoroso". Il governatore Cuffaro, non solo resta sordo al grido di allarme di intellettuali e studiosi per salvare la Valle dei Templi, ma porta avanti con forza il  rigassificatore nella Valle, essendo spalleggiato da forze politiche (di destra e di sinistra) che trasversalmente sostengono il progetto. Non è un mistero per nessuno che i rigassificatori sono fortemente voluti da Prodi, Bersani, D'Alema e Vincenzo De Bustis (che il "Corriere della Sera" ha definito come il banchiere di D'Alema), ma fortemente contrastati dalle popolazioni locali. A Porto Empedocle invece i paladini del rigassificatore hanno trovato terreno fertile nei compiacenti amministratori locali.  In questo contesto risulta anche ambiguo il comportamento di Andrea Camilleri che ha lanciato l'appello su "La Repubblica" per salvare il barocco del Val di Noto, ma non ha speso una sola parola per la Valle dei Templi e per Porto Empedocle (sua città natale e la "Vigata" letteraria). L'italianissima ENEL sta fortemente pressando per l'autorizzazione a costruire l'impianto industriale, trascurando il fatto che distruggerebbe non solo il paesaggio della Valle dei Templi, ma anche l'unica vera ricchezza di Agrigento e dell'intero comprensorio che è il turismo.  In questo scellerato progetto Cuffaro ha avuto come complici altri politici influenti agrigentini, i quali o sono apertamente favorevoli al progetto, come il Vice Ministro diessino Angelo Capodicasa, o sono colpevolmente silenziosi, come il coordinatore regionale di Forza Italia, Angelino Alfano.  Poche voci si sono levate a contrastare il potente governatore siciliano. Tra queste, bisogna dargliene atto, quella del giovane deputato regionale, l'empedoclino Michele Cimino, presidente della Commissione Regionale Bilancio che, pur facendo parte della coalizione che sostiene Cuffaro, ha coraggiosamente condannato il progetto del rigassificatore nella Valle dei Templi.  E non è una condanna dell'ultima ora: in un'intervista al "Corriere della Sera" del 26 marzo di quest'anno Cimino ebbe ad indicare in Cuffaro e Capodicasa, "la vera coppia di fatto" che ha governato e governa la Sicilia, come i principali protagonisti  dell' "indecoroso" progetto. Bisogna ricordare pure che Cimino è stato l'unico politico agrigentino di rilievo che ha partecipato al consiglio comunale di Agrigento aperto alla cittadinanza e ha preso la parola apertamente contro il rigassificatore. Tutti gli altri deputati nazionali e regionali (di destra e di sinistra) erano latitanti. Sono questi i veri motivi che hanno indotto il governatore Cuffaro a reagire scompostamente ai rilievi formulati al DPF da Cimino, in qualità di presidente della Commissione Bilancio, attaccando frontalmente il giovane deputato di Forza Italia che, a suo dire, aspirerebbe ad un incarico governativo. Non capisce il nostro governatore, che concepisce la politica come una mera questione di spartizione di poltrone, che possano esistere altri valori alti, per cui valga veramente la pena di lottare e di fare politica.
Gaetano Gaziano
Comitato Salviamo la Valle dei Templi di Agrigento


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