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Giornale "La Sicilia" 22-10-07 "Rigassificatore Callari ci ripensa <è necessario>

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 22:22

La notizia è stata data con enfasi dal giornale che è da sempre favorevole al rigassificatore, a tal punto da fare partecipare i propri cronisti a viaggi arganizzati dalla società proponente all'estero, con il fine dichiarato di conoscere meglio tali impianti e successivamente pubblicare gli articoli dagli stessi redatti, che nel pubblicizzare i tanti benefici che tale panacea avrebbe sul territorio, snaturavano e falsavano dati reali inconfutabili.

E dopo il FAI, venne il turno de presidente del consiglio comunale di Agrigento. Molti ricorderanno come nel mese di giugno la presidente del FAI, tramite il suo responsabile locale, si rese protagonista di un inaspettato, quanto sconcertante, cambiamento d’opinione in merito al rigassificatore di Porto Empedocle. Infatti, mentre con una precedente lettera al Governatore Cuffaro esprimeva tutta la sua costernazione all’avallo da parte dello stesso al progetto dell’Enel, con una successiva missiva nella quale si elogiava la società proponente, la Mozzoni Crespi si trasformava quasi nella “madrina del rigassificatore della Valle dei Templi”. Appare evidente, come la repentina retromarcia del presidente del consiglio comunale di Agrigento in merito alla stessa vicenda, non possa meravigliare più di tanto. Anche Callari, stravolgendo integralmente quanto precedentemente dichiarato, oggi sostiene la necessità di realizzare l’impianto industriale con la seguente motivazione: “Forse sono state sottovalutate le grandi possibilità che il rigassificatore offre al territorio. La nostra città è a vocazione turistica per le sue ricchezze ambientali e culturali. Ma si deve riconoscere che l’apporto economico del turismo non riesce a garantire il benessere economico a tutti i cittadini”. Se le dichiarazioni della Mozzoni Crespi fecero clamore, altrettanto non può dirsi per il voltafaccia di Callari, anche se ciò non significa che non crei interrogativi ai quali la responsabilità morale e politica, dovrebbero indurlo a dare più ampie e valide spiegazioni. Già quindici giorni addietro, avevo notiziato come circolassero le prime voci su possibili dietrofront da parte di taluni consiglieri comunali (e Callari non sembra sarà il solo…), auspicando che tali sospetti e maldicenze, venissero fugati dai comportamenti, consequenziali e coerenti, da parte dei 21 consiglieri che avevano precedentemente votato in favore della mozione sul referendum. Alla luce di quanto accaduto, dobbiamo prendere atto di come i sospetti fossero fondati e le maldicenze non fossero tali, iniziando a chiederci le ragioni di tali repentini ripensamenti. Mentre possiamo infatti capire, ma non condividere, talune posizioni del sindaco Firetto, al cui Comune andrebbero delle “misure di compensazione” oltre ai circa 1.500.000 euro l’anno e la possibilità di far lavorare nell’impianto qualche decina di empedoclini, non si riesce a comprendere quali siano i ritorni o le “grandi possibilità” di cui parla Callari, per la popolazione agrigentina. Allo stato, non ci risulta infatti che l’Enel abbia promesso ricadute occupazionali o misure di compensazione, che possano in qualche modo giustificare le dichiarazioni del presidente del consiglio comunale. In attesa di successivi (ma non imprevisti) dietrofront di altri rappresentanti politici, riteniamo sia opportuno che l’Amministrazione Comunale di Agrigento, così come è accaduto in precedenza a Brindisi, formalizzi e presenti una denuncia in autotutela alle autorità competenti, sollecitando e motivando la richiesta di moratoria al Ministro Pecoraro Scanio e smentendo le solite “male lingue” che da tempo sussurrano sui “ni” di alcuni amministratori interessati più a non dispiacere Cuffaro, di quanto non lo siano alle prospettive di sviluppo della nostra città. Al presidente Callari vorremmo porre la seguente domanda: le eventuali (quanto non dichiarate) ricadute per la collettività agrigentina, ripagheranno la stessa del danno subito?

Gian Joseph Morici


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