Favorevoli al rigassificatore?
Riteniamo sia indispensabile per chi interessato alle problematiche ambientali e socio-economiche che interessano il nostro territorio, sentire anche chi ha opinioni diverse in merito a determinate tematiche. G. J. Morici
Quanto di seguito riportato, sono le opinioni di chi dicendosi favorevole all’impianto di rigassificazione di Porto Empedocle, ha creato un comitato “pro-rigassificatore” e un sito tramite il quale veicolare la propria informazione.
Rispettiamo sempre le idee altrui, anche allorquando non le condividiamo e al fine di dare ai cittadini un’informazione quanto più imparziale possibile, abbiamo aggiunto in grassetto a quanto affermato da chi d’accordo con l’impianto, le nostre risposte la cui veridicità è facilmente appurabile.
La struttura NON è inquinante, non c’è combustione di alcunchè, ne produzione di scorie o sostanze inquinanti. Inoltre l’approvigionamento di gas metano può incentivare la riconversione di centrali elettriche a carbone in centrali a metano, così come potrebbe dare impulso alle macchine a metano, tanto pubblicizzate dagli ambientalisti.
R: è evidente come la scarsa informazione dello scrivente, impedisca al medesimo di effettuare valutazioni sull’impatto ambientale che avrebbero le 30 tonnellate di cloro immesse ogni anno in mare dall’impianto. Tutto ciò senza voler considerare la presenza in zona dei dissalatori e l’effetto cancerogeno dei cloroderivati.
Per quanto riguarda la pericolosità sono certo che gli attuali standard tecnologici che permettono di andare in automobile con una bombola di GPL (Gas Propano Liquido) nel bagagliaio, possano permettere di stoccare grandi quantità di metano in un’area che non presenta rischio di incidenti.
R: apprezziamo l’impegno nello studio e nella ricerca, che ha portato l’autore dello scritto a paragonare due serbatoi da 160.000 mq di gas, con una bombola di GPL. Non volendo fare allarmismo sulla pericolosità dell’impianto, va evidenziato come lo stesso sia sottoposto alla legge Seveso e come tale pericolosità sia acclarata da autorevoli studi e incidenti avvenuti in precedenza. Forse a differenza dagli studi effettuati dall’autore dello scritto di cui sopra, i nostri sono meno autorevoli, poiché tanto per citarne qualcuno, facciamo riferimento alla Commissione Energie Californiana, al Pentagono ed altri enti, che mai si sarebbero sognati di fare uno studio di paragone tra una bombola di gas e delle metaniere o dei rigassificatori.
Passiamo ai possibili rischi ambientali. Posto che l’impianto di rigassificazione non è inquinante, l’unico rischio dovuto alla presenza dell’impianto e alle strutture accessorie potrebbe, e sottolineo potrebbe, essere quello dell’erosione della costa. Se questo rischio fosse determinante nella scelta, dovrebbe essere ponderato anche nel caso di possibili allargamenti dei porti (quello di Porto Empedocle per le navi da crocera, e quello di S. Leone per le imbarcazioni) per accogliere turisti. Siamo quindi disposti a correre qualche rischio oppure siamo condannati all’immobilismo? Chi sostiene che questo rischio non può essere in nessun modo accettato sta indirettamente dicendo che Agrigento non potrà mai avere un porto turistico di alto livello. Ma se questo rischio può essere accettato per trarne benefici diretti, credo sia accettabile anche per trarne benefici indiretti.
Il dragaggio e l’ampliamento del porto di Porto Empedocle, a spese dell’impresa che gestisce il rigassificatore, sarà un’opportunità di sviluppo turistico per la provincia di Agrigento, perchè permetterà la realizzazione di quelle strutture che possono aumentare il volume di traffico di turisti.
Riguardo l’erosione costiera, non solo è doveroso precisare come tali opere incidano negativamente su tali fenomeni, ma va anche sottolineato come le precedenti esperienze (Porticciolo di S.Leone, riempimento ASI, moli frangiflutti etc) hanno di fatto cancellato il nostro litorale.
L’impianto sarebbe invisibile dal Parco archeologico della Valle dei Templi e dal Parco letterario Luigi Pirandello (sono andato a verificare di persona e così ha certificato la Sovraintendenza ai Beni Culturali) e non minaccia assolutamente il sito della valle come Patrimonio dell’Umanità. Ogni minaccia di cancellazione dalla lista dell’UNESCO si presenta, ai miei occhi, dettata da interessi diversi dalla natura della segnalazione come Patrimonio dell’Umanità.
R: La Soprintendenza, ha posto un vincolo paesaggistico sulla contrada Caos. Dalle motivazioni del vincolo, che chiunque può verificare, appare evidente come l’impianto de quo non sia compatibile con l’area circostante. Che la presenza del rigassificatore non possa essere causa di cancellazione del sito della Valle dei Templi dalla Lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, lo scrivente dovrebbe dirlo al dr Puglisi, il quale nella qualità di Presidente della Commissione Nazionale per l’Unesco, ha già palesato al Governatore Cuffaro tale possibilità. Riguardo gli “interessi diversi” di cui si parla, onestà intellettuale vorrebbe una maggiore chiarezza delle affermazioni e non illazioni che forse troverebbero maggiori motivazioni da tutt’altra parte.
Nel mio blog ho già spiegato perchè sono contrario al referendum sulla questione del rigassificatore. Qui proverò ad essere più formale e forse più chiaro.
Innanzi tutto vorrei capire perchè i cittadini di Agrigento saranno chiamati ad esprimere un parere sulla destinazione di un’area sita nel comune di Porto Empedocle. La trovo una cosa stravagante, ma nella terra di Pirandello, nella zona Caos, potrebbe apparire una licenza burocratica e non un madornale errore dell’amministrazione di Agrigento.
R: anche in questo caso, appare evidente come chi scrive sconosca la legge (la quale parla di “popolazione interessata e non di Comune) e precedenti come quello di Melilli, laddove il TAR si è espresso con una sentenza favorevole al referendum in quel comune, per un rigassificatore da realizzare a Priolo.
Più sensato sarebbe stato interpellare i cittadini di tutta la Provincia di Agrigento. O forse, visto l’interesse della Regione, tutti i Siciliani. Direi di più: poichè l’impianto ha interesse strategico nazionale sarebbe il caso di fare un referendum tra tutta la popolazione. Non solo per decidere della sorte di quest’impianto, ma per ogni opera: TAV, autostrade, ponti, porti. Ogni decisione dovrebbe vedere interpellati tutti i cittadini italiani.
Converrete con me che nel giro di poco tempo si dovrebbe cambiare sistema, magari passando alla democrazia rappresentativa. Il nome sembra complicato ma il funzionamento è semplice.
Tutta la cittadinanza sceglie dei rappresentanti (a livello locale, regionale, nazionale) con il compito di riunirsi per amministrare la cosa pubblica. Se i rappresentanti si dimostrano incapaci di decidere, alla fine del mandato si silurano e al loro posto si manda qualcun altro a governare.
I rappresentanti dei cittadini, eletti per amministrare, hanno a disposizione numerosi vantaggi e possono usufruire di molte opportunità che permettano loro di formarsi un parere chiaro su ogni questione prima di prendere una decisione. Dovrebbe succedere lo stesso nel caso del rigassificatore. Il Consiglio Comunale (quello di Porto Empedocle) può convocare esperti, studiare i progetti, chiedere pareri tecnici (ad esempio alla Sovraintendenza ai Beni Culturali) in modo da arrivare ad una decisione frutto di attenta analisi. Dopo tanto lavoro credo sarebbe impossibile non saper decidere e scegliere di dare la parola alla cittadinanza che non dispone dei mezzi sufficienti a formarsi una retta opinione della questione.
Ciò significa che i cittadini non decideranno coscientemente, ma in base a quel poco che potranno sapere del progetto e quindi non sarà tutelato il bene comune, ma vinceranno solamente egoistiche questioni di interesse personale o locale.
Credo di aver dimostrato l’inutilità dello strumento referendario per decidere dell’impianto di rigassificazione. Reputo l’utilizzo di tale strumento un totale spreco di risorse ed un’offesa a quanti, come me, dedicano del loro tempo all’elezione di rappresentanti alle amministrazioni locali.
Forse l’autore di queste affermazioni, oltre a meglio documentarsi, farebbe bene a chiedersi: 1) perché nessuno in tutta Italia vuole i rigassificatori? 2) Siamo solo noi gli unici geni che hanno capito i benefici che porterebbero sul territorio dove sarebbero ubicati? 3) Per quale motivo realizzarli al sud se servono al nord? Perché Saverio Romano, segretario regionale dell’UDC, ad Augusta non lo vuole, dichiarando che Augusta ha vocazione turistica (se l’argomento non fosse tanto serio, ci sarebbe da ridere a crepapelle…) e il suo partito con in testa Cuffaro, fa le sovrumane cose per realizzarlo ad Agrigento? Perché tanto la sinistra, quanto la destra, osteggiano questi progetti in tutta Italia e per quello agrigentino sono tutti d’accordo, da Cuffaro a Capodicasa? Riteniamo sia indispensabile una maggiore informazione prima di dare pareri o esprimere giudizi e invitiamo pertanto tutti a meglio documentarsi. Fortunatamente oggi non è difficile attingere informazioni sia sui “pro” di questi impianti, sia sui “contro”, che sono certamente molti di più…