E infine arrivò la risposta di Schillirò - 26 settembre 2007
Come potrete osservare da quanto notiziato oggi dal “La Sicilia” e di seguito integralmente riportato, è chiara la posizione del giornale, mentre non si fa riferimento alcuno ai tentativi di denigrare quanti contrari al rigassificatore, alla mancata e doverosa pubblicazione di repliche, ne alla massima scorrettezza nell’aver divulgato una replica ad un nostro articolo, quest'ultimo mai pubblicato dal giornale La Sicilia.
La risposta di Schillirò:
“Caro presidente, grazie per la lezione di deontologia della quale avrei fatto ben volentieri a meno, visto che faccio questo mestiere da 35 anni e non mi pare che lei abbia mai visto una redazione giornalistica, tranne quando mi ha fatto gentilmente visita per un chiarimento che mi rendo conto che lei non ha apprezzato. Perché se è vero che io e il mio giornale abbiamo fatto una scelta precisa e non abbiamo mai avuto preoccupazione di dirlo, è altrettanto vero che abbiamo sempre dato spazio alle iniziative di comitati contro il rigassificatore e pro-referendum, prova ne sia l’ampio spazio dato alla conferenza del sindaco di Agrigento la scorso mese di luglio. Certo è pure vero che non pubblichiamo tutti i comunicati che ci giungono in redazione, perché il nostro è un giornale di opinione, non di veline via fax. Riusciamo a pensare da soli e a discernere quello che riteniamo giusto dall’altro. Pensiamo ad esempio che il rigassificatore di Porto Empedocle, nulla abbia a che vedere con quello di Brindisi e che si tratta di due storie completamente diverse come immagino sappia bene anche lei. Così come sono convinto che l’impianto sia l’unica via possibile per fare uscire dalla crisi questa provincia, non mi pare che il turismo sia una valida alternativa, se è vero che da duemila anni non produce reddito e che proprio in questi giorni ha confermato il trend negativo. Qui si offre su un piatto d’argento un’ancora di salvezza e noi giochiamo alle vocazioni che da duemila anni, ripeto, hanno creato solo miseria ed immigrazione. Io forse deontologicamente non sarò obiettivo, ma mi creda ho nel cuore la voglia di gridare tante verità, su tutte il desiderio di salvare una terra che con i continui no è destinata a morire. E non mi venga a parlare di pericolo e di inquinamento, perché di prove tangibili ne esistono decine e decine in Europa, con esperienze pluriennali e la invito ad andare a Barcellona, in Spagna, dove il rigassificatore è nel bel mezzo del porto, o a La Spezia, alle Cinque Terre, anche questo patrimonio dell’umanità, dove il rigassificatore esiste da decine di anni. Ma qui tutto è difficile, perfino concedere a chi ha voglia di lavorare nella propria terra di farlo serenamente. Qui vige la legge del signor no. E, mi creda (ma so che non ho speranza), solo questo amore per Agrigento e la sua provincia, mi spinge a lottare in un campo che non mi porta alcun beneficio, perché io ho un lavoro che mi gratifica, ho fatto una carriera che da siciliano in Sicilia mi picco di definire esaltante, non ho problemi economici e, se la salute me lo consentirà, aiuterò con tutte le mie forze questa terra, a costo di essere accusato di scarsa deontologia (tutta da dimostrare si intende).”
E’ necessario, purtroppo, dover evidenziare come la scarsa deontologia sia facilmente dimostrabile dalle innumerevoli sollecitazioni, anche di carattere legale, fatte pervenire da parte dello scrivente a Schillirò, anche per semplici rettifiche o per far valere il diritto di replica (peraltro sancito dalla legge). La non obiettività dello Schillirò, lo porta a parlare di un turismo che da duemila anni non produce reddito e ha creato solo miseria ed immigrazione. Io non so con quale imperatore romano che gli ha potuto fornire i dati di 2000 anni fa, abbia parlato il giornalista, ma ciò che è certo, è l’investimento fatto sul nostro territorio per lo sviluppo turistico, al quale lo stesso giornale ha sempre plaudito. Con riferimento alle “prove tangibili” in Europa e all’invito ad andare a Barcellona, in Spagna, “dove il rigassificatore è nel bel mezzo del porto, o a La Spezia, alle Cinque Terre, anche questo patrimonio dell’umanità, dove il rigassificatore esiste da decine di anni”, è sufficiente osservare dal satellite come le condizioni siano ben diverse da quanto dichiarato e inoltre lo stesso Schillirò, avrebbe potuto verificare quanto in più circostanze riportato dalla stampa locale di La Spezia, in merito all’inquinamento ed alla risospensione dei fondali. Per dovere di cronaca, è necessario ricordare come giornalisti di questo quotidiano abbiano partecipato a viaggi nei siti indicati, organizzati dalla società proponente il progetto. Un dubbio che mi sovviene, è: come mai non si sono accorti delle diverse caratteristiche e peculiarità dei siti visitati rispetto Porta Empedocle? E’ inutile prendersi in giro, la realizzazione dell’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle è un dato di certezza, lo vogliono il governo nazionale, quello regionale e il Sindaco Firetto. Pur convenendo sulla necessità di dover far fronte ai consumi energetici nazionali e non entrando nel merito della pericolosità di simili impianti, ho da sempre sostenuto che scelte che condizioneranno il futuro delle comunità locali, devono essere fatte tenendo conto della volontà popolare. Oltre alle valutazioni di carattere ambientale, non si può fare a meno di considerazioni che rivestono importanti aspetti socio-economici, poiché è indispensabile mettere in bilancio costi e benefici, che ne deriverebbero dalla presenza del rigassificatore. A tal fine bisogna evidenziare come impianti del genere non siano stati voluti in molti comuni italiani e questo ingenera seri dubbi sul perché la scelta debba ricadere sulla nostra provincia, che dovrebbe consentire quello che non si è voluto realizzare altrove. Appare inoltre evidente, come decisioni di questo genere non possano prescindere da un calcolo di ritorno più generale, per le popolazioni locali e per quanti non trarrebbero direttamente alcun beneficio. Il sacrificio richiesto a tutta la popolazione (è chiaro che di questo si parla, altrimenti avrebbe trovato consensi in quei comuni che non lo hanno voluto), non può certamente passare attraverso scelte imposte dall’alto e determinate da pochi. Caro dr Schillirò, forse potrete impedirci di divulgare le notizie tramite i mezzi d’informazione, ma state certi, la voglia di difendere questa nostra città, ci spingerà a lottare con tutte le nostre forze e fortunatamente per noi, esistono oggi altri mezzi di informazione altre la carta stampata… “E, mi creda”, se a lei lottare in questo campo non le porta alcun beneficio, si immagini noi che da una simile lotta non potremo che ricavarne antipatie ed inimicizie, se non di peggio…
Gian Joseph Morici