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Dibattito sul rigassificatore con il comitato pro-rigassificatore

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

Da un confronto con il Comitato Pro-Rigassificatore, si evince che...

Stralci del confronto con Nocera del Comitato pro rigassificatore

Nocera - Il Sig. Morici, cofondatore del Comitato pro referendum - No rigassificatore, ha lasciato un commento al post che ho scritto sul mio blog circa la vicenda del referendum sull’impianto di rigassificazione a Porto Empedocle. Scrivo qui la risposta anche per chiarire meglio acuni aspetti sollevati dal commento.

Naturalmente il rigassificatore non è la panacea di tutti i mali, ma l’investimento che l’Azienda deve fare per l’impianto può avere ripercussioni positive sull’economia del territorio e di tutta la nazione. […]

Morici - Ma perchè proprio a Porto Empedocle?

Non conosco le specifiche tecniche del progetto, posso immaginare che la posizione strategica del porto di Porto Empedocle, affacciato sul Mar Mediterraneo, e la disponibilità di un’area sufficientemente estesa abbiamo fatto pensare al sito dell’area industriale. Un’area che è già industriale .

Resto comunque del parere che delle infrastrutture vadano costruite, anche correndo dei rischi, commisurabili ai benefici, come l’ampliamento del porto di Porto Empedocle. Avere a disposizione il tesoro della Valle dei Templi (che qui entra in gioco solo in quanto attrazione turistica e non in quanto minacciata direttamente dall’impianto) e non mettere in essere le strutture che possano accogliere i turisti disposti a spendere per visitarla significa non averla e non condividere con l’umanità un tale patrimonio.

E qui veniamo alla minaccia di cancellazione della Valle dei templi dalla lista dei siti patrimonio dell’umanità stilata dall’UNESCO. Forse chi ha palesato questa possibilità non conosceva bene la questione e immaginava che l’impianto sarebbe stato costruito a ridosso del posto di ristoro nel cuore del parco archeologico. Evidentemente un impianto costruito a molti km dal parco e da quest’ultimo completamente invisibile non può compromettere la bellezza del sito. Ma se, nonostante queste evidenze di buon senso, cancellassero la valle dalla lista - mi permetto qui di essere un po provocatorio - ce ne potremmo strafottere: la Valle dei Templi resterà comunque una meraviglia e anzi dovremo lavorare di più perchè sia conosciuta in tutto il mondo, magari andando a cercare i turisti nei loro paesi. La Valle e il parco paesaggistico non hanno bisogno di certificazioni, sono un patrimonio per il fatto che esistono! E possono essere patrimonio dell’umanità se l’umanità è facilitata nella fruizione del bene. Avere un sito col bollino e non avere chi lo visiti è un controsenso.

Morici - (ci sarebbe da chiedersi come mai il segretario regionale dell’UDC, on Saverio Romano, ritenga che l’impianto di rigassificazione di Melilli, non sia compatibile con la vocazione “turistica” di Augusta)

Nocera -  Se ostacoli insormontabili si mettono all’impianto di rigassificazione, sono ostacoli che si pongono anche ad ogni sviluppo turistico del porto di Porto Empedocle. La possibile erosione della costa potrebbe esserci anche per la costruzione del molo esclusivamente a scopo turistico.

Vorrei qui ribadire che la mia avversione al referendum è giustificata dal fatto che la questione sia da valutare, da una parte, dal lato tecnico e quindi i tecnici (politici, enti, università) devono risolvera, d’altra parte è una questione che suscita parecchie emozioni. La popolazione chiamata al referendum non sarà mai in grado di conoscere, capire e apprezzare il progetto (non solo nell’interesse locale, ma anche nazionale) al punto da sopire il forte impatto emotivo che certa parte della cittadinanza illuminata solleva.

Morici - La scelta di costruire un rigassificatore, è anacronistica poichè la rigassificazione può oggi avvenire direttamenta a bordo delle metaniere. La scelta di Porto Empedocle, non è stata fatta in virtù della sua posizione geografica, tanto è che si tenta di relizzarne 15 in tutta Italia. Il gas prodotta serve alle industrie del nord, alle quali già forniamo l’80% dell’energia prodotta in Sicilia. Ai consumatori del nord, il gas prodotto da noi costerà qualcosa in più, ma poichè nessuno vuole i rigassificatori nel nord-Italia, l’unica soluzione è realizzarli da noi. Non esiste un indotto derivato dalla catena delo freddo e lo dimostra il fatto che su 54 rigassificatori al mondo, solo in Giappone vengono utilizzate le frigorie prodotte. Perchè non le hanno utilizzate a La Spezia dove un impianto esiste già? Non abbiamo industrie conserviere o di trasformazione che potrebbero utilizzare la piattaforma del freddo. La presenza di 150 metaniere anno a Porto Empedocle, non favorirà lo sviluppo del porto. Gli errori commessi in passato (ASI, porticciolo e moli) non possono giustificare il proseguo dei medesimi. A cosa servirebbe l’esperienza? La distanza minima dall’abitato, è per legge superiore a quella prevista dal progetto di Nuove Energie. La distanza dal Parco, non è di svariati chilometri. Basta guardare tramite Google la posione degli altri rigassificatori, per rendersi conto che nessuno di essi si trova a poche centinaia di metri da asili e centri abitati, a differenza di quanto si vorrebbe realizzare ad Agrigento. Queste sono solo alcune delle ragioni che ci spingono a non essere favorevoli all’impianto. Sono comunque disponibile da un confronto sulla tematica, meglio se pubblico, affinchè ognuno di noi possa dare il proprio contributo all’informazione della popolazione. Voglio ricordare, come la stessa normativa europea e nazionale, prevede che la popolazione debba essere informata e poter esprimere il proprio parere. Purtroppo a Porto Empedocle, l’informazione ha potuto farla solo chi aveva soldi da spendere e interesse a farlo e quelli non siamo certamente noi. Sono certo che Vi sarà gradita l’occasione di poterci confrontare pubblicamente nell’interesse della popolazione agrigentina e affinchè vengano chiariti una volta per tutte gli aspetti positivi e quelli negativi che comportano tali impianti.

Nocera - Mi viene un dubbio: se il progetto non rispetta i termini di legge non basterebbe una denuncia, un ricorso, una qualunque azione che faccia decidere un arbitro terzo, con le competenze tecniche per decidere?
Chiamare ad arbitro la cittadinanza incompetente in materia giuridica e tecnica è, dal mio punto di vista, un atteggiamento assurdo nonché dispendioso di tempo e risorse economiche.

Per l’indotto del freddo basterebbe il pesce pescato, senza contare la frutta.

(Forse Nocera non sa che da noi non esistono industrie conserviere e di trasformazione e che neppure a Panigaglia dove il rigassificatore esiste dal 1970, si è mai realizzata la piattaforma del freddo, così come nel resto del mondo. Ma possiamo esser certi che ad Agrigento avverrà il miracolo…)

La popolazione ha tutto il diritto di essere informata, ma continuare a presentare tragedie non aiuterà.

(è forse meglio fargliele vivere?)

Resto del parere che in vista di un possibile sviluppo, è possibile correre dei rischi.

Morici - Vorrei ricordarLe, che purtroppo i tempi della giustizia nel nostro paese, sono spesso così lunghi da non riuscire ad evutare il danno. Una denuncia non può impedire la realizzazione di un progetto, tranne che non sia dimostrato che ciò rappresenti reato. L’iter amministrativo, è cosa ben diversa, anche se a tal proposito, tengo a precisare che sulla vicenda ho già presentato più esposti, avendo ritenuto opportuno investire l’Organo Inquirente, affinchè possa accertare se sussistono responsabilità di carattere penale nella mancata applicazione di talune prescrizioni di legge. Le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale Interlandi, in merito al rigassificatore da realizzare nella zona industriale di Augusta, dovrebbero indurre a maggiori riflessioni sull’impianto di Porto Empedocle.
“Costruire un impianto del genere in una zona industriale piena di raffinerie – secondo la Interlandi - significa posizionare un congegno ad orologeria che,in caso di incendi negli impianti petrolchimici, cosa che si verifica frequentemente, produrrebbe conseguenze devastanti in un’area che va da Catania a Ragusa”.
L’assessore regionale sottolinea inoltre:
“E’ impensabile che un’opera capace di incidere in maniera cosi’ problematica nella vita della popolazione locale, possa essere imposta dall’alto, contro la volonta’, peraltro espressa in maniera plebiscitaria nel referendum, dalle popolazioni stesse”.
Seppure gli agrigentini non hanno ancora avuto modo di esprimere il proprio parere, va evidenziato come anche in questo caso la scelta venga imposta dall’alto.
Ci chiediamo e chiediamo a chi di competenza, organi giudiziari compresi: e’ possibile che valutazioni sulla vocazione turistica del territorio, sulle conseguenze di eventuali incidenti e sulla volonta’ dei cittadini, valgano solo per Augusta e non per Porto Empedocle?
Cosa spinge i deputati regionali a considerazioni tanto diverse?
Si puo’ parlare di vocazione turistica di Augusta e disconoscere quella di Agrigento e d