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Commissione Europea

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 22/11/2007 23:22

Motivazione e sintesi della conferenza stampa del 9 ottobre 07 indetta dal Comitato Norigassificatore.

Le recenti apparizioni televisive del sindaco Firetto che, nello sbeffeggiare il fronte del “no” al rigassificatore, afferma come l’allarmismo generato dal comitato norigassificatore in merito alla pubblicazione sul sito del Comune empedoclino, di notizie che stato opportuno trattare con una certa riservatezza, sia infondato, ci inducono a dover replicare. Quanto di seguito riportato, conferma le nostre prime perplessità sui comportamenti di chi con assoluta leggerezza diffonde senza necessità alcuna, informazioni che potrebbero mettere a rischio la protezione dell’interesse pubblico e della pubblica sicurezza. A riprova della fondatezza delle nostre perplessità e della leggerezza con la quale l’amministrazione empedoclina ha diffuso senza valido motivo tali informazioni, riportiamo alcune parti della risposta fornita ai nostri quesiti dalla Commissione Europea Direzione Generale Giustizia Libertà e Sicurezza: “Grazie per la sua lettera in cui esprime preoccupazioni in merito alla pubblicazione su Internet di informazioni riguardanti un previsto grande impianto di produzione e stoccaggio del gas, che potrebbe effettivamente essere considerato un’infrastruttura critica a pieno titolo. Come lui sa, l’Unione Europea attribuisce grande importanza alla protezione delle infrastrutture critiche. Nell’applicare la direttiva EPCIP (Protezione delle infrastrutture) alcune informazioni sono effettivamente tali da minare, se divulgate, la protezione dell’interesse pubblico e della pubblica sicurezza. […] l’accesso a specifici fatti, dovrebbe essere accordato solo a persone che abbiano l’effettiva esigenza ed in possesso del necessario nulla osta di sicurezza. Altro requisito indispensabile per l’attuazione del programma EPCIP, è un alto livello di riservatezza anche negli Stati membri UE. È importante che l’accesso a tali informazioni sia sicuro e limitato e che tale accesso sia autorizzato solo a funzionari oggetto di appropriate verifiche di sicurezza. La Commissione Europea non è competente ad intervenire nello specifico caso della riferita pubblicazione di informazioni sensibili, poiché si tratta di una questione puramente nazionale che può essere risolta solo a livello interno. Tuttavia, si ritiene che un’attenta valutazione del contenuto delle informazioni pubblicate dalle autorità di Porto Empedocle, possa essere utilmente assegnata al punto di contatto PIC del Ministero Italiano dell’Interno […].”  Ad ulteriore riprova della scarsa attenzione con la quale viene trattato l’argomento, si riporta la notizia del 3 ottobre, pubblicata da una nota agenzia stampa -  “L'organizzazione per la difesa nord-atlantica Nato, dovrebbe riflettere sull'opportunità di usare le proprie navi da guerra per difendere il trasporto di GNL in futuri tempi di crisi. Lo ha sostenuto mercoledì sera il segretario generale della Nato, Jaap de Hoopo Sceffer durante una cena organizzata dalla società di assicurazione Lloyd a Londra”. Appare evidente, come soltanto i nostri amministratori, siano poco attenti ai possibili pericoli derivanti dall’ingombrante presenza del rigassificatore, Sul fronte agrigentino, desta notevole preoccupazione l’oscura situazione che sta venendo a crearsi attorno al referendum. Mentre infatti in Consiglio Comunale di Agrigento, ha approvato con 21 voti favorevoli e 5 contrari la mozione sul referendum proposta dall’Mpa, circolano già le prime voci su possibili, quanto inspiegabili, ripensamenti da parte di taluni consiglieri. Una ulteriore valutazione di carattere socio-economico, ci induce ad altre considerazioni. Si parla sempre più spesso di misure compensative, che l’Enel sarebbe disposta a concedere al territorio interessato, cominciando a considerare tale anche il comune di Agrigento e a tal proposito, è necessario precisare come ciò avvenga solo dopo che si è costituito un fronte contrario all’impianto. Riteniamo quindi, che qualora venisse realizzata l’opera e da ciò ne divenissero forme risarcitorie (o compensative, come preferiscono chiamarle), la collettività non dovrebbe certo ringraziare gli amministratori, i quali, sarebbero stati disposti a svendere il territorio in cambio di esigue elemosine. Ci chiediamo inoltre: come mai i politici agrigentini favorevoli all’impianto (consiglieri, amministratori e deputati), non effettuano quantomeno questo genere di valutazioni, limitandosi solo all’analisi dei costi? Se infatti Porto Empedocle, godrà comunque di questi “fattori compensativi”, il territorio agrigentino, che comunque dalla presenza dell’impianto né risulterebbe danneggiato, perché non dovrebbe almeno godere di forme compensative proporzionalmente al danno subito? Da politici avveduti e attenti alle necessità della collettività, ci saremmo aspettati, seppur non condividendole posto che la nostra posizione è assolutamente contraria all’impianto, almeno questo genere di valutazioni.