8 marzo 2007
Quando a perdere è il cittadino
La decisione della Commissione di Garanzie Statutarie del Comune di P. Empedocle di non ammettere il referendum sul rigassificatore, è analoga a quella presa a suo tempo dagli organi cui di competenza, per l’impianto di Brindisi.
È doveroso ricordare, come l’istanza fosse stata presentata, oltre che ai sensi di quanto previsto dallo statuto comunale, anche ai sensi del D.L. 334/99.
Il diniego del referendum proposto a Brindisi per le medesime ragioni, ha indotto il Ministero dell'Ambiente a chiedere la revoca delle autorizzazioni precedentemente rilasciate.
Ciò nonostante, a Porto Empedocle, si ritiene ancora di poter fare a meno di rispettare le leggi nazionali e le direttive comunitarie.
Non mi sono mai illuso, su quale sarebbe stato il parere espresso dalla Commissione, posto che gli atteggiamenti tenuti anche in passato da taluni componenti, erano palesemente favorevoli al rigassificatore, ma non posso evitare di rimanere sconcertato per come sia stata mortificata la dignità del popolo empedoclino, al quale non vengono riconosciuti gli stessi diritti dei brindisini.
In attesa di conoscere ufficialmente le motivazioni del diniego del referendum, manifesto la precisa volontà di oppormi presso le opportune sedi alla decisione presa, invitando nel contempo gli organi inquirenti a voler valutare l’opportunità di accertare la leceità della procedura autorizzativa seguita ad oggi.
Mi chiedo: è possibile che una società a responsabilità limitata, qual è “Nuove Energie”, che non ha mai progettato o realizzato rigassificatori, ed è costituita con poche decine di migliaia di euro, possa presentare un progetto tanto impegnativo anche sotto il profilo della sicurezza per la cui realizzazione si andrebbe ad importi superiori ai 500 milioni di euro?
Gian Joseph Morici