11 luglio 07 - risposta al FAI
Lettera aperta a C. Pratesi, a seguito della replica da parte della medesima.
Gent.ma Arch. Costanza Pratesi
Mi dispiace doverLe fare notare, come non sia io l’unico ad aver frainteso il senso della lettera della Presidente, posto che le stesse mie considerazioni sono state espresse da quanti presenti al convegno.
Mi dispiace doverLe fare notare, come non sia io l’unico ad aver frainteso il senso della lettera della Presidente, posto che le stesse mie considerazioni sono state espresse da quanti presenti al convegno.
Appare evidente, come l’aver sentito il Vostro responsabile parlare di possibili forme di finanziamento al Parco, abbia alimentato ben più di qualche dubbio nei presenti.
Il breve intervento del Vostro rappresentante, senza che lo stesso abbia poi preso parte ai lavori o abbia comunque assistito allo svolgimento dei medesimi, ha palesato lo scarso interesse per la vicenda, senza contribuire alla ricerca della soluzione e senza apportare contributo o proposta alternativa alcuna.
Ritengo inoltre, che chiunque intervenga su argomenti tanto complessi, non possa farsi illusione alcuna pensando di ottenere risultati immediati.
I risvolti di carattere politico-economico, impongono infatti lunghe ed estenuanti lotte alfine di raggiungere gli obiettivi prefissati, prova ne sia, il tempo resosi necessario per impedire il proseguo dei lavori per l’impianto di Brindisi.
Se a seguito di un primo atteggiamento ostativo o di un qualsiasi diniego, si cessasse un’azione volta alla salvaguardia di un bene artistico, naturale o archeologico, creda pure che nulla oggi sarebbe rimasto delle nostre risorse.
Riguardo alle sterili prese di posizione in contrapposizione all’impianto, La inviterei a voler analizzare le controproposte che da più parti sono state avanzate sulla destinazione dell’area.
Non intendo con questa mia risposta alla Sua nota odierna, alimentare eventuali ed ulteriori polemiche, il mio, vuol essere solo un invito, prima di dichiarare forfait, ad analizzare le possibili alternative di sviluppo e mi è sufficiente inoltre, che Lei conosca il pensiero e le motivazioni che spingono me ed i componenti del “Comitato Pro-Referendum No Rigassificatore”, a continuare un’azione che si scontra con interessi economici di notevole rilevanza e con una realtà territoriale ben diversa da dalla Vostra.
Mi permetta di chiudere questa mia, citando una frase di John Milton: “Ora vedo, che la pace corrompe non meno di quanto la guerra distrugga” (laddove “corrompe” deve essere inteso come “rovina”).
Colgo l'occasione per porgerLe i miei più saluti
Gian Joseph Morici