11 luglio 07 il FAI replica
Lettera di replica da parte di C. Pratesi del FAI a Morici
Milano 11 luglio 2007
Gentile Gian Joseph Morici, lasciando da parte le illazioni offensive, sulle quali tornerò più avanti, vorrei prima chiarirle nel merito la nostra posizione.
Mi lasci dire, come ho già detto ad altri, che l’interpretazione che Lei ha dato della lettera aperta della Presidente del FAI-Fondo per l’ambiente italiano, Giulia Maria Mozzoni Crespi è riduttiva e ingiusta: non si tratta di una marcia indietro, ma di un allargamento della riflessione.
Nella prima lettera del 21 marzo la sig.ra Crespi affermò che tutta l’area prospiciente la Valle dei Templi non può che avere una vocazione turistico-culturale e questo stesso principio è chiaramente ribadito nella seconda lettera ed è, e resterà sempre, ferma convinzione del FAI, nelle parole “le aree immediatamente circostanti la seconda area archeologica di cultura greca del Mediterraneo dopo l’Acropoli di Atene, non possano che avere una destinazione turistico-culturale e non industriale”. 
Espressa questa preoccupazione non abbiamo avuto riscontro alcuno da parte di qualsivoglia Autorità, mentre – come è noto – l’iter per l’approvazione dell’impianto ha continuato (e continua ancora) il suo corso.
Questo totale silenzio ci ha spinto verso una seconda riflessione che argomenterò qui di seguito.
Il porto di Porto Empedocle è l’approdo “naturale” per il turista che arrivi dal mare, su nave. Ad oggi però, come ha scritto Giulia Maria Crespi, “il porto non è in grado di accogliere le navi da crociera, fatta eccezione per quelle di limitate dimensioni e pescaggio, che però attraccano tra le navi commerciali, cariche di sale o di carbone!
L’area industriale dismessa confinante è in uno stato di degrado deplorevole; ruderi industriali imponenti abbandonati su terreni aridi e polverosi.
Questo è il triste spettacolo cha attende il turista che arriva dal mare…”
Questa situazione certamente non aiuta la vocazione turistico-culturale dell’area e pertanto deve essere denunciata!
Se, come credo, tutti auspichiamo la massima tutela della Valle dei Templi e l’incremento della vocazione turistica dell’intera zona; questo impegno significa anche non dimenticare l’area di Porto Empedocle, dove lo stato dell’arte non può certo dirsi soddisfacente.
E’ per questo che il realismo ci ha spinto anche a dover valutare questo intervento industriale come una possibile opportunità per portare a compimento opere necessarie allo sviluppo del turismo e alla bonifica del degrado, che ad oggi non vedono altra prospettiva.
scrive la sig.ra Crespi “si tratta di un paradosso”, ma è la realtà.
Se dunque la scelta localizzativa non verrà modificata, allora si dovranno giocare molto bene le potenzialità insite nelle opere di compensazione, affinché questo intervento industriale possa trasformarsi in un’opportunità per il territorio.
Ed è qui che è intervenuta la nostra Presidente, chiedendo che a giudicare (e pertanto a garantire), da un lato, la qualità dell’impatto del rigassificatore (ma guai a ridursi solo a questo!), ma soprattutto dall’altro lato, la riconversione dell’ex-area industriale, il compimento e l’adeguamento del porto e le altre opere di compensazione (per quantità, qualità e tempi di realizzazione) sia il Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, che “dal 1907 – anno in cui è stato costituito, è il massimo organo consultivo tecnico-scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali” e del quale oggi è Presidente il prof. Salvatore Settis.
Che sia quindi un organo del Ministero dei Beni e le Attività Culturali a giudicare se e quanto l’intervento davvero possa rispettare la tutela della Valle dei Templi e la sua valorizzazione, accompagnando e valutando l’iter in ogni sua fase dalla progettazione alla realizzazione.
La pregherei quindi di rispondere nel merito degli argomenti trattati, sui quali Lei nulla dice nella sua lettera, limitandosi ad un più facile scontro tra il “sì”e il “no” e alle offese.
La realtà purtroppo è molto complessa per essere ridotta a questo scontro, che rischia di portare ben poco al dibattito in corso, nonché al reale sviluppo turistico delle aree limitrofe alla Valle dei Templi. Confrontiamoci, per favore, sui fatti e sulle idee.
Per quanto riguarda il Prof. Puglisi, credo che la proposta della nostra Presidente di chiamare un organismo super partes della levatura del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici che si pronunci nel merito del progetto e della sua (eventuale) realizzazione, sia una garanzia certa anche per l’Unesco.
Per quanto riguarda invece Le sue insinuazioni sulla Kolymbetra, Le ricordo che nel nostro Paese è tutelato il diritto ad esprimere la propria opinione e, fortunatamente, nessuno è chiamato a pagare conseguenze “altre” per ciò che esprime. Se così fosse sarebbe molto grave.
Colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Costanza Pratesi
(Responsabile Ufficio Studi)