Le posizioni politiche
Un'opera voluta dal governo nazionale, da quello regionale e da quello comunale.
Tra i fautori della realizzazione dell'impianto industriale, bisogna ricordare il Governatore della Sicilia, on Totò Cuffaro, massimo esponente dell'UDC siciliana. E' infatti Cuffaro che sostiene la compatibilità del rigassificatore, con la vocazione turistica del territorio. E' sempre lui che sostiene la competenza territoriale del Comune di Porto Empedocle (amministrato dal fedelissimo Firetto, uomo UDC targato Enel) e non del Comune di Agrigento, il quale si appresta all'indizione di un referendum. E' sempre il Governatore a sostenere le prospettive di sviluppo economico che tale opera consentirebbe al territorio agrigentini, così come l'assoluta sicurezza dell'impianto. A proposito di compatibilità dell'impianto industriale, è doveroso citare quanto dichiarato in merito idal Segretario Regionale dell'UDC, on. Saverio Romano, il quale ha contestato la realizzazione del rigassificatore nell’area industriale di Augusta, adducendo alla vocazione turistica del territorio, la motivazione della propria contrarietà. Per quanto concerne la competenza del Comune di Agrigento, oltre gli aspetti normativi sanciti dalla direttiva 96/82CE, recepita dallo Stato Italiano, imponendo l’informazione e la facoltà alla “popolazione interessata” di poter esprimere il proprio parere, la quale non limita tale possibilità ai soli residenti del comune laddove andrebbe costruito l’impianto de quo, ma la estende a tutti coloro che per ragioni diverse, potrebbero subire nocumento da tale iniziativa, è opportuno riportare quanto dichiarato dall'assessore regionale Interlandi, componente della giunta Cuffaro.
La Interlandi: "Costruire un impianto del genere in una zona industriale piena di raffinerie – secondo la Interlandi - significa posizionare un congegno ad orologeria che,in caso di incendi negli impianti petrolchimici, cosa che si verifica frequentemente, produrrebbe conseguenze devastanti in un'area che va da Catania a Ragusa. E' impensabile che un'opera capace di incidere in maniera cosi' problematica nella vita della popolazione locale, possa essere imposta dall'alto, contro la volonta', peraltro espressa in maniera plebiscitaria nel referendum, dalle popolazioni stesse".
Seppure gli agrigentini non hanno ancora avuto modo di esprimere il proprio parere, va evidenziato come anche in questo caso la scelta venga imposta dall’alto.
Ci chiediamo e vi chiediamo: e’ possibile che valutazioni sulla vocazione turistica del territorio, sulle conseguenze di eventuali incidenti e sulla volonta’ dei cittadini, valgano solo per Augusta e non per Porto Empedocle?
Cosa spinge i deputati regionali a considerazioni tanto diverse?
Si puo’ parlare di vocazione turistica di Augusta e disconoscere quella di Agrigento e della Valle dei Templi?
Ma vediamo come la stessa UDC, in altre realtà, abbia mantenuto atteggiamenti diversi da quelli di Porto Empedocle.
Il filmato che vi si propone, è tratto da You Tube