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Gasdotto in fiamme

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 21/11/2007 14:50

Incidente con 28 morti e 12 dispersi, a seguito dell’incendio divampato in un gasdotto in Arabia.

 

 

(Nella foto, l'impianto realizzato nel deserto)

Il rogo, sarebbe avvenuto durante i lavori di manutenzione dell’impianto, a circa 30 chilometri dal rigassificatore Hawiyah.

L’incendio si sarebbe sviluppato intorno alle 22:00 di sabato (ora italiana) e la Aramco ha voluto precisare come il rigassificatore, costruito in una zona desertica, non sia rimasto coinvolto nell’incidente,

 

A tal proposito, anche noi vogliamo fare delle precisazioni:

- non ci risulta che in Italia esistano deserti dove costruire i rigassificatori;

- nel “Bel Paese”, grazie alla volontà di politici più attenti alle esigenze dell’imprenditoria che all’incolumità dei cittadini, tali impianti si progettano e realizzano a ridosso dei centri abitati;

- nella malaugurata ipotesi di incidente, riteniamo che le vittime potrebbero essere inserite in un apposito elenco, sotto la voce “Strage di Stato”;

- una particolare onorificenza meriterebbero quegli organi di informazione che, come il giornale "La Sicilia", si sono tanto prodigati nel perorare il progetto (come ammesso a mezzo stampa dal capo redattore di Agrigento dr Nuccio Schillirò), pubblicando notizie e dichiarazioni di soggetti politici e amministratori delle aziende interessate alla realizzazione dell'opera, impedendo repliche o informazioni diverse  e violando così la legge Seveso, la quale prevede che la popolazione debba essere informata e poter esprimere il proprio parere.

Ancor più grave sotto il profilo dell'informazione (e forse anche sotto l'aspetto giuridico), quanto avvenuto in data 18-11-07, allorquando il quotidiano in questione, ha offerto ai propri lettori un inserto a cura dell'Enel, nel quale venivano esaltati i vantaggi che l'impianto produrrebbe al territorio, senza menzione alcuna delle conseguenze negative quali i rischi, il danno mbientale e la cancellazione della Valle dei Templi di Agrigento dalla lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.

Posto che notizie provenienti da soggetti interessati all'impianto e l'assenza (voluta dal quotidiano) di un contraddittorio, non possono essere ascrivibili all'informazione, non potrebbero in tali comportamenti essere ravvisabili estremi di reato ai sensi della vigente normativa (Seveso ) e di quella di diritto comunitario?

I successivi filmati, sono un esempio di quanto potrebbe accadere...

 

 

http://it.youtube.com/watch?v=NyMbaZ9FVjA

 

http://it.youtube.com/watch?v=vKk2kf1GNAY

 

http://it.youtube.com/watch?v=13HfR5qGlA4&feature=related

 

http://it.youtube.com/watch?v=IftlhJoPlAM&feature=related

 

http://it.youtube.com/watch?v=dVKKGFS7Ia4&feature=related

 


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