A cosa serve e quali sono i rischi
Dallo studio del Pentagono, alle affermazioni di Piero Angela -
Cos’è un rigassificatore:
è un impianto industriale utilizzato per riportare il Gas Naturale Liquido allo stato gassoso.
Cos’è il GNL:
è gas naturale raffreddato a -161 centigradi e condensato 600 volte.
Nella rigassificazione, la trasformazione da liquido a gas, un litro di GNL si trasforma in 600 litri di gas naturale.
Il peggiore incidente previsto nella valutazione di impatto ambientale di Oxnard
Il Rapporto della Commissione Energetica della California del Luglio 2003, afferma che “Il Consiglio Comunale di Oxnard (157.000 abitanti) ha commissionato uno studio che ha considerato i rischi per la sicurezza nel caso di peggiore incidente.
I cittadini di Oxnard si sono opposti al progetto dopo che lo studio ha rivelato che ci sarebbero stati fino a 70.000 morti se un incidente di GNL fosse accaduto. Nessuno dei rischi considerati includeva atti di sabotaggio o terrorismo.”
Lo studio, basato sull’ipotesi di una collisione con una gasiera di GNL a dieci miglia dalla costa e la conseguente rottura di tutti e cinque i contenitori, afferma che la nube di gas si potrebbe spingere intorno per un raggio di 30 miglia (55 chilometri) distruggendo tutto nel suo cammino.
Studio per il Pentagono
Uno studio preparato per il Pentagono nel 1982, evidenzia che “È probabile che se il 9 % del carico di GNL di una nave cisterna fuoriuscisse sull’acqua. [...] Si trasformerebbe in una nube o un pennacchio e si disperderebbe lungo la superficie fino a incontrare una fonte di accensione.
Tale nube potrebbe in dieci/venti minuti allungarsi sottovento almeno tre miglia. Alla fine potrebbe arrivare più lontano, dalle sei fino alle dodici miglia. [...]
Come un palla di fuoco potrebbe bruciare qualsiasi cosa nel suo raggio,ed il suo calore radiante potrebbe causare ustioni di terzo grado e dar vita a incendi fino a uno/due miglia di distanza dalla nube.
Una palla di fuoco di GNL diffondendosi in una città può causare un’enorme quantità di incendi ed esplosioni in una vasta area. Al momento o nel prossimo futuro non c’è modo di combattere un grande incendio di GNL.”.
“Science and Environmental Policy Project” afferma che “L’esplosione di una gasiera di GNL è simile ad un'esplosione nucleare”.
Se è pur vero, che il GNL non è infiammabile quando è nel suo stato liquido e dentro il suo contenitore, una volta fuoriuscito, si trasforma in stato gassoso creando un’immensa nube di gas.
Le risposte di Piero Angela nel libro " LA SFIDA DEL SECOLO ", di Piero Angela e Lorenzo Pinna (Mondadori, III edizione gennaio 2007)
Domanda: E quale sarebbe il peggiore incidente immaginabile?
Risposta: Per esempio, una grande nave metaniera, che trasporta 125 mila metri cubi di gas liquefatto a bassissima temperatura, contiene un potenziale energetico enorme. Se nelle vicinanze della costa, per un ncidente, dovesse spezzarsi e rovesciare in mare il gas il gas liquefatto, potrebbe cominciare una sequenza di eventi catastrofici. Il gas freddissimo, a contatto con l'acqua di mare, molto più calda, inizierebbe a ribollire, a evaporare e formare una pericolosa nube. Questa nube di metano evaporato rimarrebbe più fredda e più densa dell'aria e potrebbe viaggiare sfiorando la superficie marina, spinta dal vento, verso la terraferma. Scaldandosi lentamente la nube comincerebbe a mescolarsi con l'aria. Una miscela fra il 5 e il 15 per cento di metano con l'aria è esplosiva. Il resto è facilmente immaginabile. Se questa miscela gassosa, invisibile e inodore, investisse una città, qualsiasi scintilla farebbe esplodere la gigantesca nube. La potenza liberata in una o più esplosioni potrebbe avvicinarsi a un megaton: un milione di tonnellate di tritolo, questa volta nell'ordine di potenza distruttiva delle bombe atomiche. Le vittime immediate potrebbero essere decine di migliaia, mentre le sostanze cancerogene sviluppate dagli enormi incendi scatenati dall'esplosione, ricadendo su aree vastissime, sarebbero inalate in "piccole dosi", dando luogo a un numero non calcolabile, ma sicuramente alto, di morti differite nell'arco d 80 anni.Si tratta di uno scenario assolutamente improbabile, ma non impossibile.
Domanda: Terrificante. Si può immaginar qualcosa di peggio o questo è lo scenario da incubo finale?
Risposta: Quello della metaniera, che si spezza vicino alla costa, viene definito il peggior scenario "energetico" possibile. Cioè l'incidente più catastrofico immaginabile fra tutte le fonti energetiche.
Rassegna degli incidenti avvenuti nella filiera del GNL:
Si riporta una rassegna dei principali incidenti avvenuti nel mondo dal 1944 fino ad oggi che, in vario modo ed in ogni parte del mondo, hanno coinvolto impianti, parti di impianti, processi o fasi della “filiera” del GNL ossia l’estrazione, la liquefazione, il trasporto, la rigassificazione e lo stoccaggio.
Cleveland, Ohio, USA, 1944 (incendio dei serbatoi di stoccaggio)
20.10.1944 Cleveland, Ohio, USA
Esplode impianto GNL: 131 morti - 225 feriti - 79 case distrutte - 2 fabbriche - 217 auto - 680 senzatetto
EAST OHIO GAS CO. EXPLOSION AND FIRE
Quattro serbatoi di stoccaggio, uno cilindrico e due sferici, erano stati riempiti fino alla massima capacità in vista dell’arrivo dell’inverno. Il serbatoio cilindrico improvvisamente cedette rilasciando tutto il suo contenuto nelle strade e nelle fogne vicine (6200 mc di GNL). Una nuvola di gas si infiammò ed il fuoco avvolse il serbatoio e le case vicino. Dopo 20 minuti quando il fuoco iniziale era quasi spento, uno dei serbatoi sferici si rovesciò; il suo contenuto evaporò incendiandosi.
Circa 130 persone morirono ed un’area di circa 12 ettari fu completamente devastata. Una crepa nel guscio interno del serbatoio cilindrico aveva portato alla sua rottura; una volta rotto il guscio interno il muro esterno di acciaio al carbonio si fratturò facilmente a contatto con GNL.
Il serbatoio cilindrico si rovesciò poiché si reggeva su sostegni non resistenti al fuoco. La tecnologia del GNL rimase ferma fino al 1960 ed i serbatoi da allora furono costruiti con acciaio al 9% di nichel circondati da muri di contenimento.
Methane Princess, 1965 (perdita di GNL)
Il tubo con il quale veniva scaricato GNL fu disconnesso prima che si esaurissse completamente il liquido che riuscì a passare da una valvola non perfettamente chiusa. Acqua di mare venne versata nell’area interessata dalla fuoriuscita; si crearono comunque fatture sul ponte della nave.
Jules Verne, Maggio 1965 (fuoriuscita di GNL)
Al quarto caricamento della nave in Algeria, una fuoriuscita di GNL, causata dall’eccessivo riempimento di un serbatoio, produsse una frattura nel serbatoio stesso. La causa dell’incidente non è mai stata adeguatamente spiegata ma è associata alla rottura degli strumenti di misurazione del livello del liquido nel serbatoio e all’inesperienza dell’equipaggio.
La Spezia, Italia 1971 (fuoriuscita di GNL)
Il nave gasiera di GNL EssoBrega era attraccata nel porto da circa un mese in attesa di poter scaricare il suo carico di GNL in un serbatoio di stoccaggio. 18 ore dopo il riempimento del serbatoio ci fu un improvviso aumento di pressione nel serbatoio che causò la fuoriuscita di vapore di GNL dalle valvole di sicurezza e la nube rimase in aria alcune ore. Il coperchio del serbatoio fu leggermente danneggiato. Si stima che uscirono fuori dal serbatoio circa 2000 tonnellate di vapore di GNL. Non ci fu nessun incendio. Questo incidente fu causato da un fenomeno chiamato “rollover” che accade quando due diversi tipi di GNL aventi diversa densità e temperatura entrano in contatto. L ’improvvisa miscelazione di questi due gas produce un rilascio di grandi volumi di vapori che possono compromettere la capacità di emissione delle valvole di sicurezza sul coperchio del serbatoio.
Montreal, Quebec, Canada, 1972 (esplosione nella camera di controllo)
Il 27 maggio 1972 ci fu un’esplosione nell’impianto di liquefazione. L’incidente è accaduto nella camera di controllo a causa di un ritorno di gas naturale dal compressore alla linea dell’azoto; l’azoto veniva utilizzato per le operazioni di raffreddamento. Le valvole dell’azoto che erano state aperte durante l’operazione di raffreddamento non si chiusero completamente dopo l’operazione; ciò causò una eccessiva pressurizzazione del compressore ed il gas naturale entrò in contatto con l’azoto. La rottura del compressore compromise anche gli strumenti pneumatici di controllo che cominciarono a richiamare il gas naturale all’interno della camera di controllo. L’esplosione avvenne quando un operatore provò ad accendere una sigaretta.
Staten Island, USA, 1973 (esplosione all’interno di un serbatoio di stoccaggio a terra)
Un fuoco scoppiò in un serbatoio di GNL fuori servizio che era in riparazione. 40 operai che vi lavoravano all’interno morirono; il serbatoio veniva usato per stoccare il gas algerino; la copertura del serbatoio crollò a causa delle fiamme. Nonostante gli accurati sistemi di controllo un cortocircuito di un macchinario usato per la manutenzione provocò l’innesco di una sacca residua di gas ed una serie di reazioni a catena.
Massachusettes, USA, 1974 (perdita di GNL)
Il GNL era stato caricato su una chiatta; a causa di un problema elettrico si verificò la chiusura automatica delle valvole del liquido principale. Una certa quantità di GNL fuoriuscì da una valvola malfunzionante che però non aveva mostrato cedimenti durante le 7 ore di caricamento della nave. Si verificarono molte fratture sul ponte della nave in un area di circa 2 metri. L’ammontare del GNL fuoriuscito fu di appena 150 litri.
Aquarius, settembre 1977 (fuoriuscita di GNL)
Durante il riempimento del serbatoio della nave ci fu una fuoriuscita di 125000 mc di GNL dal tubo con cui si effettuava il caricamento. L’incidente potrebbe essere stato causato da difficoltà nel sistema di controllo del livello del liquido nel serbatoio. Sorprendentemente il coperchio di acciaio del serbatoio non subì nessun danno.
Das Island, Emirati Arabi Uniti, marzo 1978 (fuoriuscita di GNL da una tubazione)
Questo incidente avvenne a causa della rottura di un tubo di collegamento allacciato nella parte inferiore di un serbatoio di stoccaggio. Il serbatoio era del tipo a doppio guscio con un muro interno di acciaio al 9% di nichel mentre quello esterno di acciaio al carbonio. La fuoriuscita di vapore dal guscio esterno del serbatoio formò una nuvola più pesante dell’aria; fortunatamente non prese fuoco. Da quel momento i serbatoi a Das Island sono stati totalmente rimpiazzati con nuovi serbatoi dotati di aperture solo sulla parte sommitale ed un muro esterno in cemento armato precompresso; le aperture posizionate in alto sono divenute la pratica standard nella tecnologia dei serbatoi per GNL.
Cove Point, Maryland, USA, 1979 (perdita di GNL)
Da una pompa ad alta pressione si verificò una perdita di GNL che trovò sfogo in un condotto elettrico; il gas si accumulò nella scatola elettrica all’interno della centralina di trasformazione. Quando l’impiegato aprì il circiuto per fermare la pompa si verificò l’innesco con conseguente esplosione. L’impiegato morì ed un altro rimase seriamente ferito.
Mostafà Ben Bouliad, aprile 1979 (perdita di GNL da una valvola)
Mentre una nave gasiera di GNL con serbatoio di 125.000 metricubi scaricava a Cove Point, una valvola di controllo si ruppe rilasciando una piccola quantità di GNL. Si verificarono crepe sul ponte della nave. Le vibrazioni della nave e del sistema di pompaggio sembrano essere stata la causa del cedimento di un bullone della valvola di sicurezza. Da allora furono insatallati maggiori sistemi di sicurezza e valvole di controllo più sicure.
Pollenger, aprile 1979 (perdita di GNL da una valvola)
Mentre la nave stava scaricando il gas nel terminale di Everett in Massachusetts, una perdita di GNL da una valvola fratturò il coperchio di uno dei serbatoi della nave stessa. La quantità di GNLfuoriuscita fu esigua, probabilmente qualche litro, ma l’area fratturata fu di circa 2 metri quadri.
Bontang, Indonesia, 1983 (esplosione di uno scambiatore di calore)
Il 14 aprile avvenne una grande esplosione di GNL. La rottura di uno scambiatore di calore in un terminal GNL causò una grave esplosione. La rottura avvenne a causa di una pressione troppo elevata dello scambiatore di calore causata da una valvola chiusa sulla linea di scarico. Tutti i sistemi di sicurezza per la rilevazione della pressione erano connessi a questa linea. La pressione del gas nello scambiatore, che lavora a 250 psig (17 bar circa), raggiunse i 500 psig (34 bar circa) causando la sua rottura. Frammenti e pezzi meccanici furono proiettati a 50 metri dallo scambiatore.
Nevada Test Site, Mercury, NV, 1987 (nube di GNL)
Si verificò l’innesco di una nube di vapore di GNL durante un test a scala reale. Si stava studiando l’efficacia di alcune tecniche per ridurre l’estensione delle dispersioni di nubi di vapori di GNL. La nube si infiammò incidentalmente durante il quinto test causando danni alle apparecchiature utilizzate durante i test.
Bachir Chilani, 1990 (frattura del guscio di un serbatoio)
Si verificò una frattura nel guscio interno di un serbatoio da 130.000 metricubi della nave gasiera. La frattura interna del guscio si presentò in una parte della struttura della nave che è soggetta a grandi sollecitazioni che accompagnano i sovraccarichi sul guscio durante le mareggiate. La frattura della placcatura interna del guscio provocò l'ingresso di acqua di mare nello spazio dietro l'isolamento del carico.
Est dello Stretto di Gibilterra, 2002 (collisione gasiera con sottomarino nucleare)
Collisione tra la Norman Lady, una nave gasiera GNL, e il sottomarino nucleare U.S.S. Oklahoma City. Per fortuna la nave aveva da poco scaricato il carico di GNL a Barcellona in Spagna. I danni ad entrambe le imbarcazioni sono stati limitati e sono stati causati dal periscopio.
Skikda – Algeria, gennaio 2004 (insufficiente manutenzione)
20.1.2004 Skikda, Algeria
Esplode impianto GNL: 27 morti - 74 feriti
ANSA Esplode petrolchimico - REUTERS LNG explosion kills 27- Algerian LNG Plant Explosion
Il 19 gennaio si è verificata una esplosione di una parte dell’impianto di produzione di GNL, che ha innescato una densa nube di vapore; sono state necessarie 8 ore per estinguere l’incendio. L’esplosione ed il fuoco hanno distrutto una porzione dell’impianto causando la morte di 27 operai, 74 feriti e danni anche molto al di fuori dei confini dell’impianto. L’impianto di Skikda è costituito da sei unità di produzione di GNL detti “treni”, da serbatoi di stoccaggio di GNL e da edifici amministrativi. Il fuoco ha distrutto 3 treni di produzione ma non ha danneggiato né i rimanenti 3 treni né i serbatoi di stoccaggio. Inizialmente le cause dell’incidente sono state attribuite al mal funzionamento di una caldaia di produzione di vapore ma successive gli investigazioni hanno ipotizzato una perdita di GNL da una tubazione dovuta ad una insufficiente manutenzione.
Trinidad Tobago, giugno 2004 (cause ancora da accertare)
Una turbina, utilizzata nell’impianto numero 3 per fornire energia ai compressori necessari alla liquefazione del gas, è esplosa. Le cause dell’incidente sono ancora da accertare.
Belgio, luglio 2004
31.7.2004 Belgio
Esplode un gasdotto di GNL: 15 morti - 200 feriti
TG3 - "Debris from the initial explosion was found up to four miles away" (BBC video)
Un gasdotto di GNL della Fluxy è esploso uccidendo 15 persone in Belgio.
Norvegia, settembre 2004
Una gasiera GNL si è incagliata a nord di Bergen. I motori della nave si erano fermati e le ancore erano inutilizzabili a causa delle condizioni di tempesta. Comunque due rimorchiatori erano riusciti ad agganciare e rimorchiare la nave quando questa era arrivata a solo 30 metri dalle rocce. Erano stati fatti i preparativi per evacuare le 800 persone residenti dell'isola di Fedje, per paura che la nave potesse esplodere nel caso di collisione con le rocce.
USA, marzo 2005
In seguito all'esplosione di una casa nel marzo del 2005, uno studio ha rivelato che l'origine dell'incidente può essere addebitato al GNL. La Washington Gas è arrivata alla conclusione che il GNL ha provocato il restringimento e la perdita delle guarnizioni di gomma all'interno dei raccordi del gas. Uno studio sponsorizzato dall'azienda, avviato dopo l'esplosione di una casa nel marzo del 2005, ha scoperto che le piccolissime variazioni della struttura molecolare del gas naturale liquido importato, che l'Azienda ha iniziato a usare nell'agosto del 2003, provocavano l'essiccazione delle tenute di gomma di vecchi raccordi di metallo che collegano le varie sezioni delle condutture. Ci sono state circa 1400 fughe di gas negli ultimi due anni a causa delle rottura delle guarnizioni. La società ha divuto lanciare un progetto da 144 milioni di dollari per sostituire le parti difettosa degli impianti.
Nigeria, agosto 2005
30.8.2005 Nigeria
Esplode un gasdotto di GNL: 11 dispersi, 27 chilometriquadri inghiottiti dall'inferno
LNG pipeline explosion
Un gasdotto di GNL interrato è esploso a Kalakama, una comunità di pescatori Ogoloma nella regione del Okrika nel Rivers State. L'inferno ha inghiottito 27 chilometriquadri. Undici persone disperse. La fauna, pesci e crostacei tipici dell'ambente delle magrovie, e la flora acquatiche sono andati completamente distrutti. L'esplosione è stata così grande che è stata sentita dagli abitanti dell'isola di Okrika e dall'area di Borikiri di Port Harcourt.
India, settembre 2005
Un vento di 40 nodi ha determinato un incidente al terminal GNL Petronet a Dahej quando i rimorchiatori della gasiera GNL Disha hanno urtato il molo. La gasiera LNG è stata dismessa dopo lo scarico del GNL. Petronet sta valutando i danni.
Savannah, GA, marzo 2006
Near-miss shuts down LNG imports on Elba
Una fuoriuscita potenzialmente disastroda è accaduta quando la gasiera GNL Golar Freeze ha scaricato il gas liquido al terminal GNL Southern presso l'isola Elba Island. La nave ha rotto gli ormeggi ed ha si è allontanata dalla banchina. Il porto è stato chiuso per 36 ore. La Guardia Costiera e i tecnici della FERC (Federal Energy Regulatory Commission) hanno aperto un'inchiesta.
Trinidad & Tobago, maggio e giugno 2006
FIRE AT LNG PLANT Trinidad News, Trinidad and Tobago
Un altro incidente è accaduto all'impianto Atlantic GNL a Point Fortin. Lo scoppio e l'incendio è dovuto ad una guarnizione che ha ceduto. L'incidente non ha provocato feriti o danni all'impianto. Secono il rapporto dei Vigili del fuoco, quando la guarnizione ha ceduto è scoppiato l'incendio. Un dipendente ha avvertito un funzionario della sicurezza che ha spento le fiamme. In un altro incidente i dipendenti sono stati evacuati dopo che uno di olro era stato colpito da una connessione che è saltata. Tre giorni prima l'impianto 11 era stato chiuso per 6 ore quando è stata scoperta un perdita di gas da un tubo.
Giordania, luglio 2006
Jordan Liquid-Gas Ship Mishap Injures 19
Una gasiera GNL ha avuto un incendio quando scaricava il GNL a Aqaba. Sono rimaste ferite 12 persone. Quattro di queste persone erano vigili del fuoco. E' stata necessaria un'ora per riportare la situazione sotto controllo. Gli atri feriti erano dell'equipaggio della gasiera. La nave è stata subito evacuata ed è stata trainata dalla banchina ad un porto nel Mar Rosso in quanto aveva scaricato soltanto la metà del suo carico. Le cause del incidente sotto alla base di un inchiesta.
Danni:
Non si conoscono gli effetti sull'ambiente marino, ma certamente l’immissione di oltre 20 tonnellate di cloro attivo l’anno in mare, non sarà certamente un toccasana… ciò non considerando i circa 200 milioni di litri di acqua che saranno reimmessi quotidianamente in mare ad una temperatura inferiore all’ambiente circostante di circa –7°C.
La svalutazione delle unità immobiliari in prossimità di impianti di rigassificazione viene calcolato dal 30 al 50%.
Proteste nel mondo:
22.12.05 Proteste nel Rhode Island
22.10.05 Proteste a Boston
8.12.05 Proteste in Oregon
23.8.05 Proteste in Canada
22.8.05 Proteste nel Maine
26.5.05 Proteste nelle Bahamas
1.5.05 Proteste a Long Beach
21.4.05 Proteste in California
20.4.05 Proteste a Long Island
11.4.05 Proteste a New Orleans
21.1.05 Proteste in Russia
13.12.04 Proteste in Messico
30.9.04 Proteste in California
6.7.04 Proteste nel Maine
California: a Oxnard bloccano il GNL
(Fonti: " LA SFIDA DEL SECOLO ", di Piero Angela e Lorenzo Pinna (Mondadori, III edizione gennaio 2007) e Verdi di Livorno)