Rigassificatore
Vai su di un livelloNotizie sull'impianto di rigassificazione che Enel vorrebbe realizzare in prossimita' della Valle dei Templi di Agrigento.
- Lettera di British Gas a Matteoli — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 10/03/2009 17:35
- Si rimane allibiti nel leggere l'articolo in oggetto in Economia del Corriere del 10.03. 2009, in cui si riferisce di una fantomatica lettera pubblica scritta dal presidente italiano (!) di British Gas al ministro Matteoli, in cui si sollecita la costruzione della "Grande opera per il Sud" costituita dal rigassificatore di Brindisi, dimenticando che la "grande opera" è talmente grande e sconcia da essere sotto sequestro da parte della magistratura, con arresti di vari corrotti nel 2007, molti avvisi di garanzia e un processo per corruzione ambientale diffusa, che dovrebbe iniziare tra breve.
- Commissione Energia Californiana — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 14/02/2009 16:04
- Studio
- Informazione e rigassificatori — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 20/01/2009 01:15
- Del tutto inaccettabile e disinformante l'intervista in oggetto in Economia del Giornale del 19.01.2009, che invita a puntare tutto sui rigassificatori, bocciando insipientemente i metanodotti e le energie rinnovabili.
- Il rigassificatore è in viaggio per l'Italia — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 02/09/2008 08:27
- Questo il titolo dell'articolo (sotto pubblicato), apparso ieri su "Corriere della Sera", riferito al terminale che verrà realizzato al largo delle coste di Rovigo.
- Rigassificatori: impianti inutili — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 24/05/2008 22:43
- Interessante documento di Marco Pagani:
- Rigassificatore - Porto Empedocle - Agrigento — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 21/01/2009 16:52
- Atti, notizie e rassegna stampa sul rigassificatore della Valle dei Templi
- Dal mondo — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 10/11/2007 15:07
- Notizie e siti riguardanti gli impianti in altre nazioni.
- Argomenti scottanti — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 11/11/2007 16:35
- Quello che si finge di non vedere...
- Rigassificatore - Notizie utili — creato da Gian Joseph Morici - — Ultima modifica 23/09/2007 19:11
- Notizie su studi. rischi e incidenti verificatisi.
precisazione
Inviato da
Orazio Guarraci
il
22/11/2007 18:31
In riferimento alla lettera di Gian J. Morici, pubblicata dal sito web Agrigento Notizie, circa la presunta pericolosità dei rigassificatori, il Comitato per il SI al rigassificatore di Porto Empedocle precisa che:
l'incidente del 18 Novembre 2007, avvenuto in Arabia Saudita e citato da Agrigento Notizie, si è verificato in un gasdotto ed è stato causato da una fuga di gas durante la manutenzione di un tratto di collegamento alla rete nazionale. In particolare, la manutenzione riguardava la sostituzione di un tratto di tubazione.
Non si tratta quindi di un terminale di rigassificazione.
L'impianto arabo di Hawiyah, è del tipo NGL (Natural Gas Liquids) ovvero un impianto di trattamento del gas estratto dai giacimenti petroliferi, ove vengono separate e ricondensate le frazioni pesanti del gas (etano ed altre). Esso non deve però essere confuso con gli impianti LNG (Liquified Natural Gas) - e qui forse trova spiegazione l'equivoco in cui è caduto il lettore -che riportano il metano liquido allo stato gassoso, esattamente come quello progettato per Porto Empedocle.
E' quindi del tutto privo di fondamento associare questo incidente ai rigassificatori perchè simili errori potrebbero diffondere ingiustificati allarmi per l'incolumità pubblica.
Noi del Comitato per il SI, continueremo sempre a sostenere il nostro pieno appoggio al progetto del rigassificatore di Porto Empedocle perchè siamo convinti che oltre ad essere "sicuro", il terminale sarà l'unica via di sviluppo per il nostro territorio e porterà centinaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro per le imprese locali che lo realizzeranno.
Agrigento 22/11/2007
Per il Comitato SI al rigassificatore Orazio Guarraci
l'incidente del 18 Novembre 2007, avvenuto in Arabia Saudita e citato da Agrigento Notizie, si è verificato in un gasdotto ed è stato causato da una fuga di gas durante la manutenzione di un tratto di collegamento alla rete nazionale. In particolare, la manutenzione riguardava la sostituzione di un tratto di tubazione.
Non si tratta quindi di un terminale di rigassificazione.
L'impianto arabo di Hawiyah, è del tipo NGL (Natural Gas Liquids) ovvero un impianto di trattamento del gas estratto dai giacimenti petroliferi, ove vengono separate e ricondensate le frazioni pesanti del gas (etano ed altre). Esso non deve però essere confuso con gli impianti LNG (Liquified Natural Gas) - e qui forse trova spiegazione l'equivoco in cui è caduto il lettore -che riportano il metano liquido allo stato gassoso, esattamente come quello progettato per Porto Empedocle.
E' quindi del tutto privo di fondamento associare questo incidente ai rigassificatori perchè simili errori potrebbero diffondere ingiustificati allarmi per l'incolumità pubblica.
Noi del Comitato per il SI, continueremo sempre a sostenere il nostro pieno appoggio al progetto del rigassificatore di Porto Empedocle perchè siamo convinti che oltre ad essere "sicuro", il terminale sarà l'unica via di sviluppo per il nostro territorio e porterà centinaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro per le imprese locali che lo realizzeranno.
Agrigento 22/11/2007
Per il Comitato SI al rigassificatore Orazio Guarraci
Risposta a Guarraci
Inviato da
Gian Joseph Morici
il
22/11/2007 19:11
Portroppo Guarraci, va precisato ai nostri lettori, è stato uno dei fautori dell'impianto di rigassificazione empedoclino. Il primo tentativo di svendere il territorio, miseramente fallito, fu quello dell'impianto di bio-masse. Non contenti, ecco pronto l'ennesimo tentativo. Ci si accusa di arrogarci il diritto di giudicare le opinioni altrui, come se le nostre non venissero giudicate. Ci si accusa di "cultura del sospetto" quando certa stampa riporta solo notizie favorevoli all'impianto, dopo aver partecipato a viaggi all'estero organizzati dalla società proponente il progetto. Guarraci sostiene che accusiamo taluni organi di stampa di essere faziosi ed è vero! Guarraci forse non ha letto le ammissioni di Schillirò (La Sicilia), quando dichiara che sia lui che il giornale sono favorevoli all'opera industriale e che di conseguenza continuerà a pubblicare articoli (spot) in tal senso. Caro Guarraci, è palese la faziosità di chi la dichiara anche a mezzo stampa... Su tutto il resto preferisco non fare commenti. Le pongo una sola domanda: come mai taluni soggetti, a seguito delle nostre accuse hanno smesso di fare gli sponsor del rigassificatore? Lei non crede che un dibattito sereno e costruttivo si possa alimentare con la cultura del sospetto, con le illazioni, con false comunicazioni, con distorsioni della realtà, con minacce di querele, che ormai sono diventate lo sport quotidiano di tanti. Ci spieghi il muro di silenzio da parte della stampa, il silenzio della politica, le affissioni dei nostri manifesti (dopo aver pagato le tasse) effettuate con giorni di ritardo e coperti alla scadenza o ancora ci spieghi perchè si registra una società a r.l. per presentare un progetto da centinaia di milioni di euro, quando poi il progetto interessa all'Enel.
Ci spieghi quanti rigassificatori ha già progettato e realizzato l'ingegnere Campanella. Ci spieghi come mai giornalisti come Lorenzo Rosso non hanno visto le manifestazioni di piazza contro i rigassificatori in Spagna (i cui filmati sono pubblicati su questo sito) e i disordini che hanno richiesto l'intervento della Guardia Civile, ma in compenso ha visto l'"Eden del rigassificatore" quasi come luogo dove trascorrere una piacevole vacanza. Anche noi saremmo arrossiti a seguito delle smentite pubblicate su questo sito... Ci sarebbero tantissime cose da dover spiegare, ma non siamo noi i soggetti preposti a ricevere tali spiegazioni. In riferimento all'incidente in Arabia Saudita, riporto testualmente quanto da me dichiarato sia su questo sito che agli organi di stampa: - Leggiamo la replica all’intervento sull’incendio del gasdotto in Arabia su "agrigentonotizie" (uno dei pochi organi di stampa che continua a mantenere un atteggiamento imparziale sulla vicenda) e riteniamo doveroso rispondere. Il sottoscritto, non confonde le due diverse tipologie di impianto industriale, ma si limita ad evidenziare come talune attività industriali (e gasdotti, oleodotti, rigassificatori etc, lo sono tutti…), possano rappresentare un serio rischio per la popolazione e pertanto, nei paesi più civili ed evoluti del nostro (e l’Arabia Saudita evidentemente lo è), tali opere si tende a realizzarle lontano dai centri abitati (nel caso in specie, leggasi nel “deserto” - La invito nel contempo, a voler smentire che per collegare il rigassificatore alla rete nazionale, sarà necessario costruire un "gasdotto"... Le giungano graditi i miei più cordiali saluti. Gian J. Morici
Ci spieghi quanti rigassificatori ha già progettato e realizzato l'ingegnere Campanella. Ci spieghi come mai giornalisti come Lorenzo Rosso non hanno visto le manifestazioni di piazza contro i rigassificatori in Spagna (i cui filmati sono pubblicati su questo sito) e i disordini che hanno richiesto l'intervento della Guardia Civile, ma in compenso ha visto l'"Eden del rigassificatore" quasi come luogo dove trascorrere una piacevole vacanza. Anche noi saremmo arrossiti a seguito delle smentite pubblicate su questo sito... Ci sarebbero tantissime cose da dover spiegare, ma non siamo noi i soggetti preposti a ricevere tali spiegazioni. In riferimento all'incidente in Arabia Saudita, riporto testualmente quanto da me dichiarato sia su questo sito che agli organi di stampa: - Leggiamo la replica all’intervento sull’incendio del gasdotto in Arabia su "agrigentonotizie" (uno dei pochi organi di stampa che continua a mantenere un atteggiamento imparziale sulla vicenda) e riteniamo doveroso rispondere. Il sottoscritto, non confonde le due diverse tipologie di impianto industriale, ma si limita ad evidenziare come talune attività industriali (e gasdotti, oleodotti, rigassificatori etc, lo sono tutti…), possano rappresentare un serio rischio per la popolazione e pertanto, nei paesi più civili ed evoluti del nostro (e l’Arabia Saudita evidentemente lo è), tali opere si tende a realizzarle lontano dai centri abitati (nel caso in specie, leggasi nel “deserto” - La invito nel contempo, a voler smentire che per collegare il rigassificatore alla rete nazionale, sarà necessario costruire un "gasdotto"... Le giungano graditi i miei più cordiali saluti. Gian J. Morici
Stampa faziosa e democrazia? Giudichino i lettori...
Inviato da
Gian Joseph Morici
il
22/11/2007 20:41
Quella che segue, è la risposta del caporedattore, dr Nuccio Schillirò", del giornale "La Sicilia" di Agrigento, a seguito di una mia lettera aperta con la quale gli muovevo l'accusa di comportamenti poco deontologici. Questi atteggiamenti, mi hanno costretto a segnalare Schillirò all'ordine dei giornalisti e da quel momento, è scattata la ritorsione del giornale...
La risposta di Schillirò:
Caro presidente, grazie per la lezione di deontologia della quale avrei fatto ben volentieri a meno, visto che faccio questo mestiere da 35 anni e non mi pare che lei abbia mai visto una redazione giornalistica, tranne quando mi ha fatto gentilmente visita per un chiarimento che mi rendo conto che lei non ha apprezzato. Perché se è vero che io e il mio giornale abbiamo fatto una scelta precisa e non abbiamo mai avuto preoccupazione di dirlo, è altrettanto vero che abbiamo sempre dato spazio alle iniziative di comitati contro il rigassificatore e pro-referendum, prova ne sia l’ampio spazio dato alla conferenza del sindaco di Agrigento la scorso mese di luglio. Certo è pure vero che non pubblichiamo tutti i comunicati che ci giungono in redazione, perché il nostro è un giornale di opinione, non di veline via fax. Riusciamo a pensare da soli e a discernere quello che riteniamo giusto dall’altro. Pensiamo ad esempio che il rigassificatore di Porto Empedocle, nulla abbia a che vedere con quello di Brindisi e che si tratta di due storie completamente diverse come immagino sappia bene anche lei. Così come sono convinto che l’impianto sia l’unica via possibile per fare uscire dalla crisi questa provincia, non mi pare che il turismo sia una valida alternativa, se è vero che da duemila anni non produce reddito e che proprio in questi giorni ha confermato il trend negativo. Qui si offre su un piatto d’argento un’ancora di salvezza e noi giochiamo alle vocazioni che da duemila anni, ripeto, hanno creato solo miseria ed immigrazione. Io forse deontologicamente non sarò obiettivo, ma mi creda ho nel cuore la voglia di gridare tante verità, su tutte il desiderio di salvare una terra che con i continui no è destinata a morire. E non mi venga a parlare di pericolo e di inquinamento, perché di prove tangibili ne esistono decine e decine in Europa, con esperienze pluriennali e la invito ad andare a Barcellona, in Spagna, dove il rigassificatore è nel bel mezzo del porto, o a La Spezia, alle Cinque Terre, anche questo patrimonio dell’umanità, dove il rigassificatore esiste da decine di anni. Ma qui tutto è difficile, perfino concedere a chi ha voglia di lavorare nella propria terra di farlo serenamente. Qui vige la legge del signor no. E, mi creda (ma so che non ho speranza), solo questo amore per Agrigento e la sua provincia, mi spinge a lottare in un campo che non mi porta alcun beneficio, perché io ho un lavoro che mi gratifica, ho fatto una carriera che da siciliano in Sicilia mi picco di definire esaltante, non ho problemi economici e, se la salute me lo consentirà, aiuterò con tutte le mie forze questa terra, a costo di essere accusato di scarsa deontologia (tutta da dimostrare si intende).”
Appare evidente, come Schillirò possedesse i dati sul turismo di 2000 anni fa, ma non sapesse che "Il governatore della Liguria, Claudio Burlando, nega l’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia, ribadendo all’Eni che “la Liguria non si fa colonizzare” (notizia tratta dal Corriere Della Sera del 9 ottobre 2007).
Alla minaccia dell’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, di portare tutto a Rotterdam, Burlando risponde: “Benissimo, faccia pure. Vedrà quanta bella occupazione noi riusciamo a fare dove ora c’è il porto petroli – continuando inoltre – Se c’è un’ostilità diffusa ai progetti di Eni e spesso anche di Enel, non è forse il momento che queste grandi società si chiedano se sono tutti trinariciuti o se qualcosa nel loro rapporto con il territorio non va? Queste società macinano utili giganteschi, qualcosa dovranno pur restituire ai territori che pagano prezzi più pesanti”.
La notizia è tratta dal Corriere Della Sera del 9 ottobre 2007 e dimostra come diversa sia l’opinione del governatore della Liguria, circa la totale mancanza di impatti negativi sul territorio da parte di opere industriali come i rigassificatori. Con particolare riferimento ai ritorni occupazionali di tali impianti, va sottolineata la risposta di Burlando, secondo il quale se Scaroni decidesse di portare “tutto a Rotterdam”, si potrebbe pensare ad uno sviluppo diverso del territorio, con maggiori ritorni occupazionali. Notizie come quella riportata, difficilmente trovano spazio in talune redazioni agrigentine e certamente non saranno mai diffuse dal sindaco di Porto Empedocle, il quale continuerà ostinatamente a ribadire come Panigaglia sia il giardino dell’Eden e tutti sono felici di ospitare il rigassificatore che tante opportunità lavorative offre, agevolando lo sviluppo turistico e agendo positivamente sull’ecosistema.
In riferimento ai principi di democrazia, è necessario ricordare come al Consiglio Comunale Straordinario del 16-12-06 a Porto Empedocle, avente per oggetto il rigassificatore, si fosse ritenuto opportuno invitare tutti, tranne noi che avevamo presentato regolare istanza per indire un referendum. In quella circostanza, si tentò in tutti i modi di non farci prendere parola, cosa che abbiamo potuto fare solo alle 14:00 quando l'aula era deserta. Riguardo a Schillirò e alla sua affermazione "se è vero che io e il mio giornale abbiamo fatto una scelta precisa e non abbiamo mai avuto preoccupazione di dirlo, è altrettanto vero che abbiamo sempre dato spazio alle iniziative di comitati contro il rigassificatore e pro-referendum", è doveroso precisare come il giornale che non pubblica veline e comunicati stampa di associazioni e comitati con oltre 2000 adesioni, in compenso pubblica qualsiasi lettera che miri a denigrare e deleggittimare chi ha posizioni contrarie all'impianto, arrivando anche a pubblicare repliche ad articoli da loro mai pubblicati. Cosa dire? Complimenti per l'informazione e la correttezza...
G. J. Morici
La risposta di Schillirò:
Caro presidente, grazie per la lezione di deontologia della quale avrei fatto ben volentieri a meno, visto che faccio questo mestiere da 35 anni e non mi pare che lei abbia mai visto una redazione giornalistica, tranne quando mi ha fatto gentilmente visita per un chiarimento che mi rendo conto che lei non ha apprezzato. Perché se è vero che io e il mio giornale abbiamo fatto una scelta precisa e non abbiamo mai avuto preoccupazione di dirlo, è altrettanto vero che abbiamo sempre dato spazio alle iniziative di comitati contro il rigassificatore e pro-referendum, prova ne sia l’ampio spazio dato alla conferenza del sindaco di Agrigento la scorso mese di luglio. Certo è pure vero che non pubblichiamo tutti i comunicati che ci giungono in redazione, perché il nostro è un giornale di opinione, non di veline via fax. Riusciamo a pensare da soli e a discernere quello che riteniamo giusto dall’altro. Pensiamo ad esempio che il rigassificatore di Porto Empedocle, nulla abbia a che vedere con quello di Brindisi e che si tratta di due storie completamente diverse come immagino sappia bene anche lei. Così come sono convinto che l’impianto sia l’unica via possibile per fare uscire dalla crisi questa provincia, non mi pare che il turismo sia una valida alternativa, se è vero che da duemila anni non produce reddito e che proprio in questi giorni ha confermato il trend negativo. Qui si offre su un piatto d’argento un’ancora di salvezza e noi giochiamo alle vocazioni che da duemila anni, ripeto, hanno creato solo miseria ed immigrazione. Io forse deontologicamente non sarò obiettivo, ma mi creda ho nel cuore la voglia di gridare tante verità, su tutte il desiderio di salvare una terra che con i continui no è destinata a morire. E non mi venga a parlare di pericolo e di inquinamento, perché di prove tangibili ne esistono decine e decine in Europa, con esperienze pluriennali e la invito ad andare a Barcellona, in Spagna, dove il rigassificatore è nel bel mezzo del porto, o a La Spezia, alle Cinque Terre, anche questo patrimonio dell’umanità, dove il rigassificatore esiste da decine di anni. Ma qui tutto è difficile, perfino concedere a chi ha voglia di lavorare nella propria terra di farlo serenamente. Qui vige la legge del signor no. E, mi creda (ma so che non ho speranza), solo questo amore per Agrigento e la sua provincia, mi spinge a lottare in un campo che non mi porta alcun beneficio, perché io ho un lavoro che mi gratifica, ho fatto una carriera che da siciliano in Sicilia mi picco di definire esaltante, non ho problemi economici e, se la salute me lo consentirà, aiuterò con tutte le mie forze questa terra, a costo di essere accusato di scarsa deontologia (tutta da dimostrare si intende).”
Appare evidente, come Schillirò possedesse i dati sul turismo di 2000 anni fa, ma non sapesse che "Il governatore della Liguria, Claudio Burlando, nega l’ampliamento del rigassificatore di Panigaglia, ribadendo all’Eni che “la Liguria non si fa colonizzare” (notizia tratta dal Corriere Della Sera del 9 ottobre 2007).
Alla minaccia dell’amministratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, di portare tutto a Rotterdam, Burlando risponde: “Benissimo, faccia pure. Vedrà quanta bella occupazione noi riusciamo a fare dove ora c’è il porto petroli – continuando inoltre – Se c’è un’ostilità diffusa ai progetti di Eni e spesso anche di Enel, non è forse il momento che queste grandi società si chiedano se sono tutti trinariciuti o se qualcosa nel loro rapporto con il territorio non va? Queste società macinano utili giganteschi, qualcosa dovranno pur restituire ai territori che pagano prezzi più pesanti”.
La notizia è tratta dal Corriere Della Sera del 9 ottobre 2007 e dimostra come diversa sia l’opinione del governatore della Liguria, circa la totale mancanza di impatti negativi sul territorio da parte di opere industriali come i rigassificatori. Con particolare riferimento ai ritorni occupazionali di tali impianti, va sottolineata la risposta di Burlando, secondo il quale se Scaroni decidesse di portare “tutto a Rotterdam”, si potrebbe pensare ad uno sviluppo diverso del territorio, con maggiori ritorni occupazionali. Notizie come quella riportata, difficilmente trovano spazio in talune redazioni agrigentine e certamente non saranno mai diffuse dal sindaco di Porto Empedocle, il quale continuerà ostinatamente a ribadire come Panigaglia sia il giardino dell’Eden e tutti sono felici di ospitare il rigassificatore che tante opportunità lavorative offre, agevolando lo sviluppo turistico e agendo positivamente sull’ecosistema.
In riferimento ai principi di democrazia, è necessario ricordare come al Consiglio Comunale Straordinario del 16-12-06 a Porto Empedocle, avente per oggetto il rigassificatore, si fosse ritenuto opportuno invitare tutti, tranne noi che avevamo presentato regolare istanza per indire un referendum. In quella circostanza, si tentò in tutti i modi di non farci prendere parola, cosa che abbiamo potuto fare solo alle 14:00 quando l'aula era deserta. Riguardo a Schillirò e alla sua affermazione "se è vero che io e il mio giornale abbiamo fatto una scelta precisa e non abbiamo mai avuto preoccupazione di dirlo, è altrettanto vero che abbiamo sempre dato spazio alle iniziative di comitati contro il rigassificatore e pro-referendum", è doveroso precisare come il giornale che non pubblica veline e comunicati stampa di associazioni e comitati con oltre 2000 adesioni, in compenso pubblica qualsiasi lettera che miri a denigrare e deleggittimare chi ha posizioni contrarie all'impianto, arrivando anche a pubblicare repliche ad articoli da loro mai pubblicati. Cosa dire? Complimenti per l'informazione e la correttezza...
G. J. Morici
sicurezza
Inviato da
CesareVilla
il
24/02/2009 12:46
Non voglio entrare nel merito della disputa riguardante la difesa del territorio,quindi dell'arte,della cultura e dell'ambiente che mi pare piu' che legittima.
D'altro lato vedo dalle foto,riportate dal "corriere della sera ",quelle brutture che spesso si vedono,purtroppo, in ogni dove d'Italia.
Ma tant'é !
A me preme invece il problema sicurezza per le persone,l'ambiente e quindi gli impianti.
Negli articoli letti riguardanti il parere reso dalla commissione per il VIA (valutazione impatto ambientale)
si descrivono ampiamente le misure di mitigazione riguardanti atmosfera e l’ambiente idrico (quantità di cloro attivo,delta termico dell'acqua,emissioni gassose).
Per quanto concerne suolo e sottosuolo non ho trovato o meglio non sono riuscito a trovare alcuna proposta di mitigazione o prevenzione.
Eppure l'area riguardante la "valle dei templi" è zona sismica e piu' precisamente viene classificata "zona 2”
in una scala decrescente da 1 a 4 in altri termini con rischio sismico medio-alto.
Le norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche prevedono (ordinanza ministeriale n°3274 del 20/03/2003) "la verifica sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per la protezione civile....."
Vale a dire ,in questo caso, il monitoraggio permanente di strutture potenzialmente pericolose come ad esempio le stazioni di distribuzione del gas cosi come avviene a Sines in Portogallo,La Coruna in Spagna,
a Marsiglia.
D'altro lato vedo dalle foto,riportate dal "corriere della sera ",quelle brutture che spesso si vedono,purtroppo, in ogni dove d'Italia.
Ma tant'é !
A me preme invece il problema sicurezza per le persone,l'ambiente e quindi gli impianti.
Negli articoli letti riguardanti il parere reso dalla commissione per il VIA (valutazione impatto ambientale)
si descrivono ampiamente le misure di mitigazione riguardanti atmosfera e l’ambiente idrico (quantità di cloro attivo,delta termico dell'acqua,emissioni gassose).
Per quanto concerne suolo e sottosuolo non ho trovato o meglio non sono riuscito a trovare alcuna proposta di mitigazione o prevenzione.
Eppure l'area riguardante la "valle dei templi" è zona sismica e piu' precisamente viene classificata "zona 2”
in una scala decrescente da 1 a 4 in altri termini con rischio sismico medio-alto.
Le norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche prevedono (ordinanza ministeriale n°3274 del 20/03/2003) "la verifica sia degli edifici di interesse strategico e delle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per la protezione civile....."
Vale a dire ,in questo caso, il monitoraggio permanente di strutture potenzialmente pericolose come ad esempio le stazioni di distribuzione del gas cosi come avviene a Sines in Portogallo,La Coruna in Spagna,
a Marsiglia.
riflessione
Non credo che un dibattito sereno e costruttivo si possa alimentare con la cultura del sospetto, con illazioni, con false comunicazioni, con distorsioni della realtà, con minacce di querele, che ormai sono diventate lo sport quotidiano di tanti.
Purtroppo il concetto di democrazia è opinabile, ogniuno individua le argomentazioni più utili per sostenere il proprio pensiero. Per fortuna viviamo in uno stato democratico dove le istituzioni vengono eletti dal popolo, dove i partiti traggono consenso dal popolo, dove lo Stato è regolamentato dalle leggi e dagli ordinamenti, alle quali tutti siamo chiamati ad obbedire e rispettare. E' compito dello Stato salvaguardare gli interessi e i diritti del popolo sovrano, e lo Stato esercita questa funzione avvalendosi di uffici periferici, e di enti pubblici, ai quali è demandato l'onere, e pertanto responsabilità, di esprimere pareri e rilasciare autorizzazioni, per qualsiasi iniziativa pubblica o privata. Pertanto, chiedo agli amici del "No al rigassificatore" di astenersi ad esprimere giudizi sommari, a volte esternati con rabbia ed aggressività, altre volte con eccessiva ilarità, nei confronti di chi esprime liberamente il proprio pensiero, magari supportato dalla consapevolezza di chi svolge un ruolo pubblico e/o istituzionale.
Con cordialità. Orazio Guarraci