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Orazio Guarraci

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 24/11/2007 00:28

Ci dispiace dover constatare come nessun intervento del Comitato “Si al rigassificatore”, si registri su temi quali la faziosità di certa stampa, la mancata informazione, il depliant pubblicitario dell’Enel offerto ai lettori del “La Sicilia”, le mendaci dichiarazioni dell’ingegnere Luzzio su come tutta la popolazione sia d’accordo con l’impianto o le fantasie di taluni giornalisti, che hanno visto nei rigassificatori spagnoli dei luoghi di relax (tutte cose che abbiamo smentito sul sito, con filmati, foto e notizie), ma evidentemente, la faziosità di taluni non gli consente di prendere atto della realtà delle cose e li spinge ad evitare qualsiasi forma di confronto che possa contribuire ad informare la popolazione.

In riferimento alla lettera di  Gian J. Morici,  circa la presunta pericolosità dei rigassificatori, il Comitato per il SI al rigassificatore di Porto Empedocle precisa che: l'incidente del 18 Novembre 2007, avvenuto in Arabia Saudita e citato da Agrigento Notizie, si è verificato in un gasdotto ed è stato causato da una  fuga di gas durante la manutenzione di un tratto di collegamento alla rete nazionale. In particolare, la manutenzione riguardava la sostituzione di un tratto di tubazione.
Non si tratta quindi di un terminale di rigassificazione.
L'impianto arabo di Hawiyah, è del tipo NGL (Natural Gas Liquids)ovvero un impianto di trattamento del gas estratto dai giacimenti petroliferi, ove vengono separate e ricondensate le frazioni pesanti del gas (etano ed altre). Esso non deve però essere confuso con gli impianti LNG (Liquified Natural Gas) - e qui forse trova spiegazione l'equivoco in cui è caduto il lettore -che riportano il metano liquido allo stato gassoso, esattamente come quello progettato per Porto Empedocle.
E' quindi del tutto privo di fondamento associare questo incidente ai rigassificatori perchè simili errori potrebbero diffondere ingiustificati allarmi per l'incolumità pubblica.
Noi del Comitato per il SI, continueremo sempre a sostenere il nostro pieno appoggio al progetto del rigassificatore di Porto Empedocle perchè siamo convinti che oltre ad essere "sicuro", il terminale sarà l'unica via di sviluppo per il nostro territorio e porterà centinaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro per le imprese locali che lo realizzeranno.

                          Per il Comitato SI al rigassificatore                               
                                      Orazio Guardaci

 

Leggiamo la replica all’intervento sull’incendio del gasdotto in Arabia su "agrigentonotizie" (uno dei pochi organi di stampa che continua a mantenere un atteggiamento imparziale sulla vicenda) e riteniamo doveroso rispondere. Il sottoscritto, non confonde le due diverse tipologie di impianto industriale, ma si limita ad evidenziare come talune attività industriali (e gasdotti, oleodotti, rigassificatori etc, lo sono tutti…), possano rappresentare un serio rischio per la popolazione e pertanto, nei paesi più civili ed evoluti del nostro (e l’Arabia Saudita evidentemente lo è), tali opere si tende a realizzarle lontano dai centri abitati (nel caso in specie, leggasi nel “deserto”. Certi della grande esperienza dell'ex sindaco e nell'intento di colmare le nostre lacune in materia, abbiamo voluto meglio documentarci sui gasdotti:

 

Secondo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Gasdotto - Quando c’è la necessità di trasportare via superficie dei grossi quantitativi di petrolio e gas, il trasporto tramite condotte (oleodotti e gasdotti) è sicuramente il metodo migliore; confrontato al prezzo del trasporto ferroviario offre un costo unitario molto minore e contemporaneamente una maggiore capacità. Se pur tecnicamente possibile, la posa di condotte sottomarine ha tuttora dei costi molto elevati, infatti, nel caso ci siano da superare gli oceani, alle condotte viene tuttora preferito il trasporto con le petroliere.

Di norma gli oleodotti sono composti di tubi di acciaio dal diametro variabile tra i 30 e i 120 cm, se possibile posati in superficie per agevolarne le ispezioni. Il liquido viene incanalato a mezzo pompe che imprimono al flusso una velocità variabile tra 1 e 6 metri al secondo.
Malauguratamente il tipo di merce trasportata attraverso i gasdotti e gli oleodotti è particolarmente pericolosa, infatti negli anni si sono dovuti registrare alcuni pericolosi incidenti:

Il 4 giugno 1989 vicino a Ufa in Russia, esplode una conduttura di GPL causando 645 morti.
il 17 ottobre 1998 a Jesse in Nigeria esplode una conduttura di Petrolio causando circa 1200 morti.
il 30 luglio 2004 incidente al più grosso gasdotto a Ghilsenghien in Belgio poco distante da Bruxelles, 23 deceduti.

Consapevoli della nostra scarsa conoscenza in materia di trasporto del gas, siamo certi che il bravo Guarraci avrà trovato una soluzione diversa dal gasdotto, per collegare il rigassificatore di Porto Empedocle alla rete nazionale.

Avrà anche analizzato il rischio di un incidente al gasdotto, nelle immediate vicinanze del rigassificatore e quindi, consapevole della brevissima distanza che separa l'impianto industriale dalle tante migliaia di persone che abitano a Porto Empedocle, avrà pure pensato ad un sistema di trasporto assolutamente privo di rischi.

Che abbia pensato ad un trasporto telepatico?


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