Scorie nucleari: anche la vita ha un prezzo
Si può pagare la popolazione di un villaggio, affinché accetti che il proprio territorio diventi un deposito di scorie nucleari? Questo è quanto accade in Inghilterra…
Da quanto riportato dal noto giornale inglese “The Times”, nell’articolo dal titolo”Villagers offered £75m to accept nuclear waste”, apprendiamo di un accordo senza precedenti, per compensare gli abitanti dei villaggi con milioni di sterline, affinché accettino i rifiuti nucleari di Sellafield.
Il fatto già abbastanza grave, di poter comprare la vita umana come una qualsiasi mercanzia, lo diventa ancor di più, quando come in questo caso, i soldi per le “compensazioni”, provengono da fondi pubblici e quindi dei contribuenti.
Una storia all’italiana, che ci avvicina al resto d’Europa o una storia che purtroppo dimostra come “tutto il mondo è paese” e quindi dinanzi i grandi interessi siamo tutti uguali?
A tal proposito, sarebbe interessante sapere con quali soldi vengono pagate le opere di compensazione delle aziende che realizzano impianti ad elevato impatto ambientale e a rischio di incidente rilevante (rigassificatori, termovalorizzatori etc), nel nostro bel paese.
Si può trattare la vita umana come merce di scambio e magari fare pagare ai contribuenti il prezzo dei grandi interessi industriali?