Nulla di nuovo: storia di ordinario malaffare.
Rifiuti, energia, grandi opere e grandi interessi. Dalle Alpi, all’ombra dell’Etna. E' ovunque la stessa brutta storia.
Le indagini condotte dagli inquirenti in più regioni d’Italia, mostrano un preoccupante scenario di intrecci tra interessi economici, politici e mafiosi.
Sulla vicenda del rigassificatore di Livorno, le intercettazioni hanno portato a una conclusione a dir poco allarmante: le posizioni politiche, erano pilotate affinché si favorisse una realizzazione e non un’altra (Livorno/Rovigo), favorendo così talune aziende o taluni rappresentanti della classe politica.
In Sicilia, gli stessi sindacati, gli stessi partiti, gli stessi uomini politici, che contestano il rigassificatore di Augusta, spingono sulla realizzazione di quello di Porto Empedocle.
La scelta dei siti dove realizzare gli impianti, così come le autorizzazioni e la stessa Valutazione di Impatto Ambientale, sembrano sempre più dipendere da interessi che non tengono in considerazione alcuna né aspetti tecnici, né normativi.
Ad eccezione di Brindisi, dove a seguito di accurate indagini (culminate con gli arresti), è stato scoperto un giro di “mazzette” e una serie di illeciti pazzeschi, in tutto il resto del Paese, assistiamo ancora allo scontro di interessi delle multinazionali.
Una vicenda, che non ha connotazione politica.
Una brutta storia, nella quale non esistono posizioni di partito o di coalizione, ma solo interessi nelle scelte locali, nella scelta di un sito anziché un altro, interessi imprenditoriali.
18 gennaio 2008 - Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink), scrive:
“Colpi di scena a tutto gas
Incredibile: Nichi Vendola avrebbe fatto pressioni a favore del rigassificatore di Taranto
Il Presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido (centrosinistra), rivela un retroscena della "partita segreta" sul rigassificatore che getta un'ombra inquietante sul Presidente della Regione, Nichi Vendola (Rifondazione Comunista). A questo punto sveliamo un altro retroscena relativo al comportamento del Presidente della Regione Puglia. Ovvero lo strano caso del dr. Jekyll e di mr. Hyde...
Sul Corriere del Giorno del 17 gennaio 2008 c'è una sconcertante dichiarazione del Presidente della Provincia di Taranto Gianni Florido che chiama in causa il presidente della Regione Nichi Vendola.
«Sul rigassificatore - dice Florido - è stato Vendola in persona, dopo il "no" di Brindisi, a chiedermi, per tenere buono il ministro Bersani, di riunire il Comitato Tecnico della Provincia perché dicesse "sì" al rigassificatore ma ponendo delle condizioni. Cosa che ho fatto salvo poi ad essere per questo massacrato in campagna elettorale con Vendola che è stato in silenzio»
Se la cosa fosse vera sarebbe molto grave per almeno tre motivi.
Primo: Florido il 25 agosto 2006 ha riunito il Comitato Tecnico Provinciale (1) e lo avrebbe condizionato su richiesta di Vendola. I tecnici avrebbero obbedito a una pressione politica venendo meno a un dovere deontologico. Il Comitato Tecnico dovrebbe sentire il dovere di smentire Florido o di dimettersi. Vendola dovrebbe sentire il dovere di smentire Florido.
Secondo: Vendola - se è vero ciò che sostiene il Presidente di centrosinistra della Provincia di Taranto - sarebbe venuto meno ad un dovere di non ingerenza. Infatti era in corso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Vendola avrebbe fatto questo per compiacere Bersani. Se ciò avesse fondamento, Vendola non sarebbe più credibile.
Terzo grave motivo: si incrina la credibilità della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, che a questo punto appare un paravento tecnico (o meglio pseudotecnico) dietro cui celare manovre tutte politiche.
Davvero una brutta storia.
E adesso riveliamo noi un retroscena perché la misura è colma.
Incontrammo Vendola (2) a Bari il 19 settembre 2006, fu uno scambio di vedute a porte chiuse. Portammo il registratore, lui ci chiese di spegnerlo. "Vi dirò delle cose che altrimenti non vi direi se lo tenete acceso". In forma riservata spiegò agli attivisti del Comitato contro il Rigassificatore di Taranto che avrebbe agito prima per Brindisi e poi per Taranto. "Non posso reggere su entrambi i fronti", precisò. Ci fece chiaramente capire che ci avrebbe aiutato, dopo aver aiutato Brindisi. E ci fu l'impegno reciproco a mantenere il riserbo su quel colloquio che sanciva di fatto un "tacito accordo", per cui lui non si esprimeva contro il rigassificatore di Taranto e noi non lo incalzavamo prendendo per buona quella sua disponibilità. Uscimmo dalla stanza, incontrammo i giornalisti, Vendola rilasciò le sue dichiarazioni (ottime) e nessuno fece cenno al "tacito accordo". Ci sentimmo tuttavia sollevati di sentire Nichi Vendola al nostro fianco, dopo aver vissuto le inquietudini di una storia, quella del rigassificatore di Taranto, cominciata fra polemiche e colpi bassi. (3)
Cosa credere adesso?
Quanti sono i volti e le parole di Nichi Vendola?
A che gioco sta giocando? Chi ci ha preso in giro?
Ora Vendola ha un dovere per riacquistare la nostra fiducia: smentire Florido.
Altrimenti passerà alle cronache come l'ennesimo uomo dalle due facce, che entra nell'archivio infinito dei dr. Jekyll e mr. Hyde della politica.
Note:
(1) Il 25 agosto 2006 il Comitato contro il rigassificatore di Taranto scriveva alla Regione Puglia per l'annullamento del parere di compatibilità ambientale espresso dal Comitato Tecnico Regionale, viziato da diverse "stranezze" elencate in questa pagina web
http://lists.peacelink.it/taranto/2006/08/msg00006.html
(2) Il 19 settembre 2006 Vendola incontra il Comitato contro il rigassificatore. Il comunicato Ansa è qui: http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/18664.html
(3) I retroscena del rigassificatore di Taranto http://lists.peacelink.it/taranto/2006/08/msg00005.html
Florido rivela le pressioni di Vendola sul rigassificatore di Taranto (95 Kb - Formato pdf)
Ecco la pagina del Corriere del Giorno del 17/1/2008 dove appaiono le dichiarazioni del Presidente della Provincia che rivelano un retroscena sconcertante relativo alla procedura di VIA in cui il Comitato Tecnico Provinciale avrebbe espresso parere favorevole al rigassificatore in virtù di pressioni politiche”.
(Fonte: http://www.peacelink.it/ )