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Lettera dell'Enel sul rigassificatore

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 23/01/2008 14:42

A seguito dell'articolo a firma di Massimo Giannetti, apparso il 15 gennaio 2008 sul giornale "Il Manifesto", l'Enel ha indirizzato una lettera alla redazione del giornale:

Nessun mostro
Cari direttori, in merito all'articolo pubblicato il 15 gennaio su il manifesto a firma di Massimo Giannetti e intitolato «L'intrigo del gas nella Valle dei Templi», vorremmo fare alcune indispensabili precisazioni.
Nessun «mostro», come lo chiama Giannetti, ma solo un terminale di rigassificazione come ce ne sono decine e decine al mondo. Un impianto che sarà invisibile dalla casa di Pirandello e dai templi della famosa Valle. Il progetto, infatti, prevede che i serbatoi del Gnl siano interrati, annullando qualsiasi impatto visivo. Sporgeranno fuori terra per soli 12 metri, come una palazzina qualsiasi e comunque meno di altri manufatti contigui esistenti. Per quanto riguarda la sicurezza, l'articolo, mentre evoca scenari apocalittici, non dice che in oltre 40 anni di navigazione delle navi metaniere, non si è mai verificato un incidente: sono progettate con un doppio scafo per garantire la massima tenuta e protezione del Gnl trasportato; sono in grado di resistere a collisioni e incagliamenti; tutte le manovre della nave in avvicinamento e all'interno del porto, sono assistite da rimorchiatore e mezzo antincendio; la velocità massima di manovra è di 3 nodi. Il traffico del porto di Porto Empedocle non sarà in alcun modo limitato dalla presenza della nave metaniera. Come negli altri porti che ospitano terminali, da Tokio a Barcellona al Golfo dei Poeti davanti a Lerici, dove c'è l'unico rigassificatore oggi in funzione nel nostro paese, l'autorità competente prevede il divieto di transito solo durante le operazioni di ormeggio e disormeggio delle navi metaniere: su base annua meno del 3% del tempo. Nessuna limitazione al traffico portuale è prevista quando la nave è ormeggiata. Nell'ambito dell'iter autorizzativo, la consultazione della popolazione è avvenuta ben due volte nel pieno rispetto della normativa vigente, in particolare la legge Seveso. Ampia divulgazione del progetto, reso pubblico presso la biblioteca comunale di Porto Empedocle, è stata data al consiglio comunale, alle comunità locali, ai sindacati, alle associazioni e a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Riguardo alle altre considerazioni dell'articolo sulla legittimità dell'iter autorizzativo e sull'acquisizione della società, si apprende dell'esistenza di un'indagine della Procura di Agrigento, che ci auguriamo provvederà al più presto a porre fine a ogni tipo di insinuazione.
Gerardo Orsini, capo ufficio stampa Enel

La risposta del giornalista Giannetti:

1. Se avessi voluto evocare davvero uno «scenario apocalittico» non avrei avuto nessun problema nel farlo, tanti sono gli studi internazionali, a cominciare da quello del Pentagono del 1982 a quello più recente della Commissione energetica della California del 2003, che spiegano dettagliatamente gli effetti devastanti - «simili a quelli di una esplosione nucleare» (testualmente da Science and Environmental Policy Project) - che potrebbe comportare l'esplosione di una metaniera. Ho scritto invece molto meno «apocalitticamente» che potrebbero essere «decine i chilometri di mare agrigentino interdetti a chiunque durante il transito di una metaniera», ritenendo tale divieto una precauzione scontata anche da parte dell'Enel, visto il rischio che comporterebbe un'eventuale collisione con un'altra imbarcazione. L'Enel invece ora ci fa sapere che non sarebbe così. Ne prendiamo atto.
2. Non è vero che nei 51 rigassificatori (e non decine e decine come sostiene Orsini) attualmente in funzione in tutto il mondo non si è mai verificato un incidente. La casistica è purtroppo lunga e luttuosa.
3. La consultazione delle popolazioni. E' vero che l'Enel ha «informato» i cittadini di Porto Empedocle del progetto di rigassificazione, ma lo ha fatto depositando nella suddetta biblioteca comunale sei faldoni di documenti tecnici quasi incomprensibili ai non addetti ai lavori, dunque alla stragrande maggioranza dei cittadini. La consultazione popolare a mio avviso è un'altra cosa: si chiama referendum, esattamente ciò il comune ha negato agli stessi cittadini che l'hanno chiesto.
4. E' vero - e l'ho anche riportato nell'articolo - che il rigassificatore (alto 45 metri per 72) verrebbe in parte interrato, ma paragonare, come fa Orsini, l'impatto ambientale di impianto industriale di questa portata - classificato dalla direttiva Severo dell'Ue «a rischio di incidenti rilevante» - a quello di una «qualsiasi palazzina», mi sembra, questo sì «mostruoso».
ma. gi.

(Fonte: Il Manifesto - L'intrigo del gas nella Valle dei Templi)

 

(La fotografia mostra l'incendio della metaniera Gaz Poem, avvenuto a 20 miglia da Hong Kong e che tenne con il fiato sospeso la popolazione e le autorità per il timore di un'esplosione - a ben 20 miglia dalle coste e non a 800 dall'abitato, come nel caso di Porto Empedocle)

Noi non intendiamo polemizzare con l'Enel, ma sentiamo il dovere di fare qualche ulteriore precisazione:

1) risulta, ed è stato pubblicato da più fonti, come il doppio scafo delle metaniere sia perforabile da un'arma di medio calibro, figuriamoci in caso di collisione...;

2) la stessa affermazione veniva fatta per il doppio scafo delle petroliere, fin quando una collisione con un'imbarcazione da diporto (e non con una nave di grande stazza), non perforò lo scafo della petroliera; i recenti affondamenti di petroliere nel Mar Nero, sono una prova della possibilità di incidenti. Anche del "Titanic" i costruttori sostenevano che neppure Dio avrebbe potuto affondarlo (affondò alla sua prima traversata);

3) l'nformazione alla popolazione, non solo era resa impossibile per le modalità, ma era anche incompleta poichè lo Studio di Impatto Ambientale era privo della sintesi non tecnica. Tutto ciò, senza entrare nel merito della casistica degli incidenti citati, accuratamente selezionati tra i meno gravi...


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