Fuga di anidride solforosa a Priolo
Sono diciassette gli operai rimasti intossicati ieri, a causa di una fuoriuscita di anidride solforosa dall'impianto di desolforizzazione della Erg, a Priolo Gargallo.
Dopo un primo soccorso presso l’infermeria della stessa azienda, per sette degli operai intossicati, si è reso necessario il ricovero presso l'ospedale “Umberto I” di Siracusa, dove secondo i medici non versano comunque in gravi condizioni.
Restano da chiarire le cause della fuoriuscita di anidride solforosa dall'impianto della Erg, che da indiscrezioni sembra sia stata causata dall’errata manovra di un operaio addetto alle manovre.
Il sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa, Maurizio Musco, ha aperto sulla vicenda un fascicolo per chiarire circostanze ed eventuali responsabilità.
Torna quindi a riproporsi il problema della sicurezza di alcuni impianti industriali che, a differenza di quanto verrebbero farci intendere i nostri signori politici, non sono certo fabbriche di caramelle.
Non è la prima volta che accadono incidenti - anche di maggiore entità - e purtroppo, non sarà certamente l'ultima.
Aree come quella di Augusta e quella di Gela, hanno già pagato pesanti tributi in termine di vite umane, senza neppure averne una reale contropartita in termini di sviluppo economico.
Gela risulta infatti uno dei più poveri paesi d’Italia, dove forse l’unica “attività imprenditoriale” florida, è quella di “Cosa Nostra”.
Per questi “doni”, dobbiamo ringraziare i nostri signori politici che, più attenti agli interessi delle aziende che a quelli dei cittadini, hanno finito con lo svendere il nostro territorio.
L’incidente è avvenuto ad appena un giorno di distanza dalla misteriosa fuga di gas maleodorante, avvenuta nel petrolchimico di Gela che ha costretto una ventina di dipendenti dell'azienda dell'Eni a ricorrere alle cure dell'infermeria di fabbrica.
Le esalazioni nauseabonde, che si sono avvertite anche in città, hanno causato malesseri in molti abitanti della periferia nord di Gela.