La Valle dei Templi
Gli ecosistemi del comprensorio della Valle dei Templi di Agrigento
La conoscenza quale strumento di gestione e conservazione delle risorse
L'uomo, per assenza di un giusto equilibrio nel rapporto tra progresso e salvaguardia dell'ambiente, ha causato modificazioni di notevole entità nelle popolazioni animali e vegetali.
In un periodo storico contrassegnato dal raggiungimento di importanti progressi tecnologici, è impensabile pensare di voler deindustrializzare il mondo per fare ritorno ad antiche metodologie che, certamente di minor impatto, finirebbero con il bloccare la crescita economica.
Ciò premesso, va comunque evidenziato come le risorse naturali non siano inesauribili e la nostra stessa sussistenza è strettamente legata alla salvaguardia dell'ambiente ed alla tutela delle biodiversità.
All'estinzione di specie a scala globale, regionale e locale, corrisponde non solo una generale riduzione della qualità ambientale, ma anche una preoccupante perdita della funzionalità degli ecosistemi.
Solo attraverso la conoscenza del ruolo funzionale svolto da ogni singola specie nell'ecosistema, sarà possibile prevedere le conseguenze della diminuzione delle biodiversità.
Da tale contesto ecologico, non è avulsa la Valle dei Templi, nella quale si intrecciano sistemi seminaturali ed agricoli.
Le attività umane, che altrove hanno dato origine ad accentuati processi di erosione superficiale, fino all'affioramento dei substrati litologici, trasformando drasticamente il paesaggio originario tipico del clima mediterraneo, hanno risparmiato in parte la Valle dei Templi.
Infatti, sono molti i lembi di macchia mediterranea scampati all'azione depauperatrice dell'uomo e riscontrabili in alcune zone.
La presenza di elementi mediterranei quali Pistacia lentiscus, Chamaerops humilis, Euphorbia dentroides, Rhamus alaternusOsyris alba ed altre, rappresentano alcuni degli elementi di un biotopo da preservare e valorizzare.
Tra gli ecosistemi azonali, oltre quello rupicolo presente nella Valle dei Templi, particolare interesse naturalistico rivestono i due fiumi che la delimitano.
E' infatti lungo l'Akragas e lHypsas (oggi rispettivamente fiume S. Biagio e fiume S. Anna), che talune specie vegetazionali (Tamarix africana, Phragmytes australis ed altre), creano un habitat idoneo ad ospitare fauna avicola sia stanziale che migratoria.
La gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), il martin pescatore (Alcedo atthis), l'airone cenerino (Ardea cinerea), popolano abitualmente questi luoghi.
Lungo i due fiumi, è possibile incontrare anche la tartaruga palustre (Emys orbicularis).
Le aree interessate dalla presenza di arbusteti ed erbacee perenni tipiche della vegetazione mediterranea, offrono rifugio e riserve alimentari a molti uccelli.
Il fanello (Achantis cannabina), il cardellino (Carduelis carduelis), anche con la sottospecie "bruniventris", la cinciarella (Parus caeruleus), il gruccione (Merops apiaster), rappresentano un variopinto campionario della fauna ornitica presente.
Ospite, di particolare interesse, delle insenature naturali formatesi sui costoni calcarenitici, è l'istrice (hystrix cristata), mentre sono abbastanza comuni la donnola (Mustela nirvalis) e il riccio (Erinaceus europaeus).
Al vertice della catena alimentare, si pongono i rapaci come la poiana (Buteo Buteo), il falco pellegrino (Peregrinus peregrinus), il barbagianni (Tyto alba), la civetta (Athene noctua), l'assiolo (Othus scops) e infine tra i mammiferi, la volpe (Vulpes vulpes), che ha colonizzato ogni spazio idoneo della Valle dei Templi.
La struttura geomorfologica della valle, le diverse caratteristiche microclimatiche, hanno permesso un ordinamento culturale vario, caratterizzato dalla presenza del mandorlo, degli agrumi, dell'olivo, perfettamente integrato ed armonizzato con il patrimonio archeologico.
E' indispensabile oggi, individuare modelli colturali e di fruizione turistica, che consentano di preservare la Valle dei Templi e questi agrosistemi ed ecosistemi naturali, che rappresentano un cospicuo patrimonio da salvaguardare.