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Il ritorno del nucleare
IL DOPO CONFERENZA NAZIONALE SUL CLIMA
il ritorno del nucleare
Una grande presenza di stampa e di pubblico e poi una passerella di ministri, senatori, deputati e dirigenti sindacali. Le due giornate alla FAO sono state tutto sommato un successo. Dal punto di vista organizzativo nulla da eccepire, si sono consumati ettolitri di caffé e si è profuso cibo in quantità nei due pranzi organizzati nella mensa della FAO, tutto gratis.
Molto di quello che è stato detto era scontato, almeno per noi addetti ai lavori, ciò nonostante si sono aggiunti nuovi elementi che alla fine ci hanno lasciati con un gusto amaro in bocca.
Questi gli elementi nuovi drammatici che dobbiamo aggiungere a quelli che ormai da anni nelle nostre comunicazioni e nelle nostre newsletter elenchiamo:
- Una vasta area dell’Oceano Indiano, avendo raggiunto la temperatura (29°) critica superficiale, non assorbe più il CO2 che invece comincia a restituire all’atmosfera;
- L’Europa mediterranea per la sua configurazione orogenetica (Pirenei e Alpi che deviano le correnti più fresche atlantiche), per la forte evaporazione del mare che crea una depressione sul Mediterraneo meridionale e che richiama al suo posto flussi d’aria continentali caldi come quelli africani, la collocazione dell’Anticiclone della Azzorre che da alcuni anni ha interrotto la consuetudine di occupare nel periodo estivo tutto il bacino del Mediterraneo, la diminuzione della portata nell’Adriatico dei fiumi di origine alpina (vedi il Po), pare sia la più penalizzata del pianeta. Infatti il Bacino del Mediterraneo si sta riscaldando velocemente, quattro volte di più tutti i mari della Terra;
- Si è arrestata la corrente che portava ossigeno all’Adriatico settentrionale, diminuisce la Bora che ossigenava il mare nel passato, c’è un minore afflusso di acqua dolce dalle Alpi, la foce del Po regredisce mentre il mare entra nel letto del Po in estate per oltre 50 km. Ciò sta decretando la morte di questa parte dell’Adriatico con ingenti e drammatici danni sull’attività della pesca e del turismo;
- I ghiacciai alpini in 50 anni hanno perso oltre 1/3 del loro spessore e sono regrediti per centinaia e centinaia di metri. Nevica sempre meno e il turismo invernale, se si ripetessero le condizioni di questi due anni, potrebbe collassate;
- Gli inverni tiepidi e il gran caldo hanno ormai spianato la strada agli insetti, alcuni di questi non mediterranei come la zanzara tigre. Questi insetti che il caldo e l’umidità fa proliferare in maniera esponenziale, veicolano gravi malattie, l’ultima è la “Chikungunya” apparsa per la prima volta quest’anno nel ferrarese e che ha costretto alle cure mediche e a ricoveri oltre 300 persone, tre delle quali sono morte. La Chikungunya è trasmessa da un virus che fino a poco fa esisteva solo nel sud est asiatico. I dirigenti dell’OMS temono che questo sia l’inizio di malattie tropicali che potranno tra breve interessare anche noi. E’ stato anche presentato uno studio sanitario che confermerebbe che per ogni aumento di 1° di temperatura i decessi aumentano del 3 %;
- Le bombe d’acqua, così sono stati definiti dagli esperti, sono fenomeni meteorologici che sempre più interesseranno il nostro territorio. Si tratta, secondo gli scienziati, di un nuovo fenomeno meteorologico che concentra in poche ore una quantità d’acqua paragonabile a settimane e mesi di precipitazioni normali. Oltre alla quantità d’acqua va calcolata la violenza del fenomeno di cui il nostro territorio non è “attrezzato” a sostenere, soprattutto se tale evento si manifesta dopo mesi di siccità. Inevitabili quindi le frane e gli smottamenti e i rischi per la vita dei cittadini.
Ovviamente si è parlato del danno economico che si abbatterà inevitabilmente sul turismo, sull’attività della pesca, sull’agricoltura dei Paesi Mediterranei, Italia compresa. Danni questi che andranno inesorabilmente ad incidere su tutta l’economia del nostro Paese. Negli ultimi anni l’Italia ha pagato per danni ambientali, crisi della pesca e dell’agricoltura e stati di salute a rischio causati dai cambiamenti Climatici ben 50 miliardi di euro l’anno.
Si è parlato e si è fatto riferimento, ovviamente, alla famosa relazione economica di Stern, di cui noi ci siamo occupati nelle passate newsletter. Tutto ciò per affermare che se oggi ci attiviamo per prevenire i disastri annunciati forse riusciremo a superare la crisi, ma se resteremo a parlare del problema senza fare nulla, allora potrebbe abbattersi sul nostro Paese non solo una grave catastrofe ambientale, ma anche una inimmaginabile catastrofe finanziaria ed economica.
Il Ministro Alfonso Pecoraro Scanio ha concluso un suo intervento promettendo che da subito il governo si muoverà nel senso di dare una seria risposta al processo di adattamento e di mitigazione climatica. –“ L’Europa parli con una sola voce”- è stato l’appello del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che giustamente ha compreso che il problema Mediterraneo non può essere visto solo da noi, ma da tutta la comunità europea. Il Ministro Bersani ha introdotto il nucleare, nuova generazione, come risposta sia all’esigenza energetica del nostro Paese, sia come eliminazione di emissione di CO2 delle centrali elettriche. Su quest’ultima affermazione i Verdi e gli ambientalisti presenti in aula sono letteralmente entrati “nel panico”. Si temeva che contro la crisi energetica in arrivo, il carbone”pulito” e il flop dell’eolico si arrivasse a parlare del ritorno del nucleare. Non nell’aula della conferenza, ma azzannando una bistecca e trangugiando birra e vino nella mensa della FAO, si sono tenuti poi i comizi pro e contro il nucleare. Alla fine abbiamo effettuato un rapido sondaggio che ci ha detto che un buon 60% tra Margherita, DS e, ovviamente, il centro destra ha accettato l’idea del ritorno del nucleare, perché ritenuto il male minore per combattere il fenomeno del riscaldamento globale, mentre Verdi e ambientalisti, una minoranza del 9 o 10 %, ha invece tenuto duro per dire no al nucleare. Il rimanente 25 % è rimasto indeciso. Morale della favola questo Governo darà il via al nucleare in Italia, tanto più che il Ministro Pecoraro Scanio ha voluto come suo consigliere scientifico il premio Nobel Carlo Rubbia, che come tutti sanno, è il padre del nuovo nucleare.
La conferenza governativa sul clima della FAO sarà pertanto ricordata come il “ritorno del nucleare”.
E’ NATO AK INTERNATIONAL
Ormai sono molti gli stranieri che chiedono informazioni e molti che vorrebbero iscriversi. Le nostre sedi all’estero non parlano italiano, insomma AK deve avere un suo dipartimento internazionale.
Così è stato fatto, abbiamo nominato un nostro socio, docente di inglese e accreditato presso l’Ambasciata USA di Roma, nonché presidente degli insegnanti d’inglese in Italia, come responsabile di questo dipartimento.
Dal primo ottobre sarà funzionale e il nostro sito internet parlerà due lingue. Il nome del nostro socio e responsabile del dipartimento internazionale è : Paolo Coppari.