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L'ulivo

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/09/2007 11:27

La pianta che forse più di ogni altra, oltre che per scopi alimentari, viene utilizzata nei riti religiosi. Si racconta anche, che sulla tomba di Adamo, fosse stato piantato un ulivo, il cui seme, proveniva dall'Eden...

Il troncoE’ una pianta da frutto, originaria del Medioriente e conosciuta sin dall’antichità, l’albero è infatti citato nei testi di Omero, rappresentato nei dipinti di molte civiltà e citato nei testi arabi e nella Bibbia.

Dai suoi frutti,  le olive, viene estratto l’olio.

Le olive contengono polifenoli che le rendono molto amare ed è per questa ragione che per poter essere commestibili devono essere sottoposte a trattamenti quali la fermentazione.

I metodi di conservazione delle olive, sono ben conosciuti dal popolo siciliano e uno di questi metodi prevede che le olive vengano schiacciate, tenute in acqua affinché diventino meno amare, conservate in salamoia e condite con olio, aceto ed origano.

Un altro metodo  è la conservazione a secco con saleIl frutto

Nelle Sacre Scritture, l’ulivo e l’olio, vengono più volte citati, dalla fine del diluvio universale, quando una colomba portò a Noè un ramoscello dell’albero, all’arresto di Gesù nell’Orto degli Ulivi.

L’uso dell’olio, è comune a parecchi riti religiosi e tutti gli antichi riti sacri, prevedono il suo utilizzo.

La diffusione dell’ulivo in Sicilia, la si deve ai greci.

Furono i coloni greci a considerare sacro l’ulivo, arrivando a punire con l’esilio chi si fosse permesso di sradicare anche una sola pianta.

Furono poi gli arabi a diffonderne la coltivazione in maniera più razionale e secondo la conoscenza di precise tecniche agronomiche.

Gli oliveti tradizionali, prevedono ancora la concimazione del terreno effettuata tramite la coltura consociata con altre specie arboree, quali i mandorli, e essenze vegetazionali.

La raccolta dei frutti, che viene effettuata prevalentemente a mano, ha inizio dagli ultimi giorni di settembre sino all’inverno inoltrato.

Il periodo dipende dall’altitudine alla quale si trova l’oliveto e quindi ai diversi tempi di maturazione del frutto.

Le specie più utilizzate sono:    Tonda Iblea, Janculidda, Nocellara Etnea e Zaituna, ma se ne coltivano anche altre

A tavolaAssieme al mandorlo, alla vite, agli agrumi, al carrubo ed al pistacchio, l’ulivo è una delle piante più rappresentative del territorio siciliano e ne caratterizza il paesaggio.

 

Piante ultracentenarie quali quelle che si trovano nell’agrigentino , dai tronchi imponenti, a volte cavi, contorti e nodosi, sono veri monumenti della natura, che ben si associano ai monumenti archeologici presenti nel territorio.


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