Il Pistacchio
Dal Medio Oriente alla pasticceria siciliana. I suoi frutti sono usati per preparare molti dolci di mandorla e ottimi gelati...
Il pistacchio è un albero che può raggiungere un'altezza di ca. 10 metri e un'età di 300 anni.
La specie, veniva coltivata in Medio Oriente già in epoca preistorica.
Fu introdotta in Sicilia dagli arabi che chiamavano il pistacchio “fustuaq”, nome questo da cui deriva il siciliano “festuca”.
Il frutto è una drupa con un endocarpo ovale a guscio sottile e duro, la quale contiene un seme di colore verde, coperto da una sottile buccia viola.
I semi sono ricchi di grassi (54%) e di sostanza azotate (22%) e hanno un caratteristico sapore aromatico.
La fruttificazione ha ciclo biennale.
La raccolta dei frutti è prevalentemente manuale.
Le zone di coltivazione a rilevanza internazionale sono: Iran, Turchia e California.
In Italia il pistacchio rappresenta una coltivazione di nicchia, dominata dalle coltivazioni di Bronte alle pendici dell'Etna.
I frutti, vengono utilizzata sgusciati e pelati nella preparazione di dolci e gelati, ma anche tostati e salati o per la produzione di salumi come le mortadelle.
In passato, erano anche rinomati i pistacchi di Raffadali, che trovavano ampi consensi sul mercato.
La pasticceria agrigentina, fa ampio uso del pistacchi, dai gelati all’agnello pasquale di Favara, dalla pasticceria secca alla crema da spalmare.