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Sciacca

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/09/2007 12:18

Popolazione: 40.422 abitanti - Sup. 191,01 kmq - Cap. 92019 - Prefisso tel. 0925.

Anticamente Xacca poi Sacca.

Furono i Greci che per primi colonizzarono questi luoghi e usufruirono delle acque termali di monte Kronio.

Distrutta Selinunte (409 a.C.) ad opera dei cartaginesi, i superstiti si riversarono ad Agrigento e a Sciacca.

Durante la dominazione Bizantina,  vi fu una nutrita presenza di monaci eremiti, fra cui San Calogero che, dopo aver cristianizzato in diversi paesi della Sicilia, si fermò a Sciacca nella grotta di monte Kronio.

 

Fu durante la dominazione Spagnola, che Sciacca visse una sanguinosa  lotta a seguito del contrasto la famiglia dei Luna (Catalana) e quella dei Perollo (Normanna).

 

L’amore segreto di Giovanni Perollo per Margherita Peralta, sposata con Don Artale Luna fu la causa della sanguinosa faida, terminata con un violento attacco da parte di Sigismondo Luna, il quale uccise Giacomo Perollo e gran parte dei suoi fedeli.

 

Nel 1875 Sciacca potenziala propria economia  grazie alla scoperta di banchi di corallo.

 

Sagre e Feste:

 

 

Madonna del Soccorso: 1 e il 2 febbraio

 

Nel Duomo di Sciacca, è conservata un’immagine di Maria - La Madonna del Soccorso -che è venerata come patrona della città.

 

E’ attribuito alla Madonna il miracolo di aver fatto cessare la peste del 1625.

 

 

Carnevale saccense:  settimana di Carnevale

 

Risale forse al XVI secolo, anche se alcuni studiosi lo datano ad epoche antecedenti.

 

La festa nei secoli si è evoluta, diventando un momento di grande festa e attrazione non solo per la provincia agrigentina, ma per tutta la Sicilia.

 

Particolare per la connotazione satirica che ha assunto, traendo spunto dalla realtà quotidiana e trasformandosi in denuncia pubblica.

 

Grande la partecipazione di pubblico, che segue la sfilata di enormi carri tematici, tra risa balli scherzi e costumi carnevaleschi.

 

Già nello scorso secolo in occasione del carnevale, la popolazione si riversava nelle vie e nelle piazze, facendo scherzi dinanzi ai quali non ci si doveva risentire, pena l’essere dileggiati e scherniti dai gruppi di festaioli.

 

Il Carnevale di Sciacca oggi, è un momento di festa collettiva che ha poco da invidiare a quelli più noti di tante città italiane.

 

Sciacca, prima in Europa e seconda al mondo.

Il cordone ombelicale,  che normalmente viene gettato, è ricco di cellule staminali che possono rappresentare una valida alternativa al trapianto di midollo osseo, per curare i bambini affetti da leucemia.

A differenza del donatore di midollo, la sacca è immediatamente disponibile, e il trapianto di cellule può, a differenza del midollo, essere eseguito anche in caso di parziale compatibilità.


A Sciacca,  c’è un centro che dal 1999 ad oggi ha già raccolto oltre quindicimila cordoni ombelicali.

 Un numero tale che ha portato a Sicilia ad essere al primo posto in Europa nella raccolta del sangue del cordone ombelicale e seconda nel mondo dopo la «banca» di New York

La Banca del sangue cordonale, ha sede presso l’azienda “Ospedali civili riuniti”, di Sciacca.

Si tratta di una struttura di 500 metri quadri che è il centro di riferimento regionale per le cellule staminali del cordone.

Responsabile è il dottor Calogero Ciaccio.

La donazione del sangue cordonale, è la più facile e la più accettata fra le donazioni, perché non comporta alcun rischio né per la madre né per il neonato, che non subiscono inoltre stress alcuno.

 
La Banca di Sciacca, è oggi in grado di offrire una concreta possibilità di guarigione all’80% dei bambini siciliani in attesa di trapianto, grazie all’elevato numero di unità criopreservate.

L'arte della ceramica saccense dal 1200 ad oggi. I grandi maestri maiolicari, le scuole e le opere.

La Ceramica di Sciacca, ha origini antichissime.

Le notizie storiche infatti, indicano come già nel 1200 i Figuli di Sciacca, avessero pagato al Vescovo di Agrigento un’imposta sulla produzione di manufatti d’argilla.

Tra i primi ritrovamenti relativi alla produzione ceramica saccense, vanno evidenziati i frammenti di ceramica invetriata, di particolare pregio e fattura, ritrovati nel feudo di S. Domenico, ascrivibili al periodo normanno.

Nel 1971 durante scavi effettuati in Piazza Saverio Friscia, furono trovati i resti di una fornace trecentesca e vasellame di vario genere.  conservati attualmente presso il Museo di Caltagirone. Provengono inoltre da Sciacca alcuni pezzi con lo stemma di Leonardo Incisa “de Sacca”, maestro giustiziere di Val di Mazara e capitano d’armi.

Si distingue nel XV secolo Nicola Lo Sciuto, al quale sono da attribuire quattro Alberelli del 1470, dei quali è stato rinvenuto un atto notarile comprovante la commissione del lavoro da svolgere, uno dei quali è conservato presso il Museo nazionale di Malta.

Tra i maestri maiolicari di Sciacca del 400, va ricordato Guglielmo Xurtino.


Il XV secolo è per la maiolica saccense un periodo florido.

In questo periodo caratterizzato dall’influenza Araba come si può notare nei decori, l’applicazione dello smalto stannifero diviene usuale e al verde e al manganese si aggiunge la zaffera, il particolare colore azzurro.

Già nel tardo 400,  a Sciacca si producono mattoni maiolicati di grande pregio e a testimonianza di ciò rimangono alcuni documenti riguardanti forniture a Trapani, Palermo e Monreale.

La distruzione del pavimento maiolicato della chiesa di S. Margherita a Sciacca, dipinto nel 1496 da Pietro Francavilla, cancella ogni traccia di questa notevole produzione.

Risalgono a questo periodo i recipienti a forma d’alberello comunemente usati nelle farmacie.

Sono maestri saccensi coloro che realizzano le mattonelle per il Palazzo degli Aiutamicristo nel 1490 e per il Duomo di Monreale nel 1498.

Nove di queste mattonelle, sono conservate presso il Victoria and Albert Museum di LondrE’ del 1545 il pannello raffigurante San Calogero, eseguito da Francesco De Xuto  e collocato in una grotta sul Monte Kronio.

Gli artisti di Sciacca che si affermano nel settore della ceramica durante il XV sec. sono Scoma, Francavilla e Bonachia.

E’ al Bonachia che si deve il rivestimento delle pareti della Chiesa di S. Giorgio dei Genovesi nel 1520, raffigurante scene del Vecchio e Nuovo Testamento.

Resti di questa opera si trovano conservati presso l’Istituto Statale d’ Arte di Sciacca.

Ceramisti eccellenti del periodo, sono anche i fratelli Lo Boe,  i quali si dedicarono in particolar modo ai vasi da farmacia.  

Nel corso dello stesso secolo, operano anche maestri come Antonio Ramanno.

Dalla seconda metà del XX secolo ad oggi, la ceramica di Sciacca è tornata in auge e sono circa quaranta i ceramisti saccensi che ripropongono le antiche produzioni nel rispetto della tradizione, delle forme e dei colori.


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