Tu sei qui: Portale Agrigento Agrigento Le mura antiche
Azioni sul documento

Le mura antiche

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 21/10/2007 15:58

La cinta muraria dell'antica Akragas

Spesso il visitatore attratto dalla bellezza dei magnifici templi dorici della Valle di Agrigento, non ha modo di ammirare le imponenti forificazioni che cingevano la città antica.

L'intera linea delle mura della città greca, è visibile ancora quasi nella sua totalità, caso quasi unico dell'archeologia classica.

Polibio dice di Akragas: "Munitissima per natura e per artificio è circontata da muraglie parte incavate nella rupe, parte costruite ad arte".

Seguendo il tracciato delle mura a partire da Rupe Atenea, ci si accorge come al fine di fortificare la città sia stata intagliata la viva roccia creando di quello che era all'origine un dolce pendio, uno strapiombo invalicabile, sulle pareti del quale è ancora possibile vedere i segni della mano dell'uomo.

Secondo il Griffo, è proprio sul colle della Rupe Atenea che sorgeva l'acropoli della città greca, ma anche il colle di Girgenti, laddove si trovavano gli antichi acquedotti, faceva parte della città e pertanto si trovava all'interno della cinta muraria.

Il viaggiatore che transita lungo lo scorrimento Caltanissetta-Porto Empedocle giunto in prossimità del bivio per Via Nuova Favara (ingresso per Agriganto), si imbatte in quest'opera monumentale creata con il taglio esterno della viva roccia, dall'aspetto molto suggestivo.

Nella parte più bassa della Rupe, sorgeva la prima porta difesa da un baluardo a tenaglia, realizzata in conci di tufo, del quale sono ancora oggi visibili le parti più basse.

La seconda porta cittadina, si trovava in prossimità del tempio di Giunone, così come la terza posta più in basso.

Porta quarta o porta Aurea si apre nel taglio della roccia in prossimità del tempio di Ercole.

Buona parte della fortificazione venne realizzata utilizzando le stesse asperità del terreno, limitandosi a rinforzare la cinta muraria solo nelle parti più basse delle colline e confidando nella benevola protezione degli dei ai quali templi erano dedicati, affinchè ne tutelassero la sicurezza.

Passato il tempio di Vulcano, le antiche mura, costeggiando il corso fluviale risalivano verso Nord.

E' questa la parte della cinta muraria meno studiata,  anche se non per questo meno interessante o meno visibile.

Studi su quest'area, si devono sul finire degli anni 50' all'archeologo Pietro Griffo, ma ancora oggi molto resta da scoprire.

E' infatti dello scorso anno, la scoperta (o forse riscoperta poichè da taluni scritti del 700' sembra fosse già conosciuta), di un ulteriore edificio sacro in prossimità della settima porta, posta nelle immediate vicinanze della città moderna.

La città di Agrigento, ricca di storia, ha ancora molto da offrire a chi appassionato alla cultura greca e alla ricerca archeologica.


Sviluppato con Plone CMS, il sistema open source di gestione dei contenuti

Questo sito è conforme ai seguenti standard:

Strumenti personali