“ORA ANCHE ERDOGAN RIVENDICA GERUSALEMME!”

INVECE DI RIVENDICARE, APPLICARE LO STATUS INTERNAZIONALE DI GERUSALEMME DECISO DALL’ONU.
di Agostino Spataro
Erdogan safe_imageLa città di Gerusalemme non appartiene ad alcuno Stato vigente o passato. Con una decisione delle Nazioni Unite (ancora in vigore) a questa città fu attribuito uno status speciale internazionale che tiene conto (in modo paritario) della presenza storica, etnica, e monumentale, ecc, delle tre religioni (ebraica, cristiana e islamica) per farne un simbolo di pace e di apertura verso il mondo intero. Chi ha forzato tale interpretazione in suo favore ha compiuto un abuso e creato i presupposti per nuovi conflitti. Per altro, c’é da dire che se si continua a “rivendicare”, sulla base di storie e storielle di un passato remoto quanto improbabile, potrebbero farsi avanti anche gli eredi delle corone Sveva, Borbonica e Savoia in quanto, a partire dalla conquista (pacifica) della Città da parte di Federico II, re di Sicilia e di Gerusalemme, oltre che imperatore del Sacro romano impero, i suoi eredi si sono fregiati del titolo di re della Città santa. Titolo regolarmente riconosciuto, e mai abrogato, dalla sequela di eredi diretti di Federico II, dai Borboni in quanto titolari del regno delle due Sicilie e dei Savoia subentranti dei Borboni. Ancora oggi, qualcuno di loro rivendica tale prestigiosa eredità. Ovviamente, non si possono assecondare rivendicazioni del genere. Però nemmeno altri possono accampare diritti esclusivi su Gerusalemme, per la quale resta valido, e vigente, lo Status sancito dall’Onu ossia dalla Comunità internazionale che non lo ha revocato. In tale contesto, spicca la tenace posizione del Vaticano (compreso l’attuale papato) rispettosa della validità dello status internazionale della Città santa. Pertanto, onde evitare ulteriori complicazioni e nuovi conflitti invece di avanzare rivendicazioni e/o compiere forzature, violazioni del diritto internazionale, é necessario attuare le decisioni dell’ONU (facendo qualche passo indietro chi si é spinto troppo in avanti) per contribuire al difficile sforzo di pace nella regione, affinché Gerusalemme diventi, effettivamente, la Citta della Pace. Agostino Spataro

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