Turisti danneggiano la fontana di Diana mentre vi fanno il bagno

Un grave episodio di danneggiamento al patrimonio artistico culturale della città di Siracusa è avvenuto la notte scorsa nella centralissima piazza Archimede, nel quartiere di Ortigia.
Due turisti di nazionalità inglese, poco più che trentenni, al loro ultimo giorno di vacanze in città, lasciandosi andare evidentemente a dei festeggiamenti eccessivi per ricordare il loro soggiorno italiano, hanno deciso di farsi il bagno nella fontana di Diana, monumento storico risalente ai primi del Novecento che simboleggia le radici greche della città raffigurando il mito di Aretusa.

I due, in evidente stato di ebbrezza alcoolica, si sono immersi nella fontana senza rispettare le più evidenti regole di convivenza civica, come più volte l’opinione pubblica ha già amaramente avuto modo di vedere in analoghi episodi avvenuti nelle altre città d’arte italiane come Roma o Venezia.

L’indignazione di chi assisteva allo scempio è stata immediata ed altrettanto tempestivo è stato l’intervento dei Carabinieri, che transitando in piazza nel corso del loro servizio di pattuglia hanno notato la situazione. I militari hanno subito invitato i due ad uscire dalla vasca e a rivestirsi, accorgendosi tuttavia poco dopo che durante la loro bravata essi avevano danneggiato l’alluce della statua di Aretusa, che si era spezzato cadendo dal complesso marmoreo sul fondo della fontana.

Triste constatare come la Dea, che poté difendere Aretusa dalle insidie di Alfeo e che veniva considerata in epoca greca persino la protettrice di Ortigia, questa volta non abbia potuto nulla dinanzi al vandalismo compiuto sulla ninfa.

I Carabinieri hanno proceduto a recuperare il pezzo danneggiato della statua e ad identificare i due turisti, un insegnante e un’infermiera, entrambi residenti a Londra. Con la collaborazione della Sezione Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, questa mattina il danno è stato valutato più compiutamente, costatandone ancora una volta la gravità: i due turisti sono stati quindi denunciati per danneggiamento aggravato del patrimonio storico artistico, reato che prevede una pena edittale da 6 mesi a tre anni di reclusione.

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