URANIO: ALTRA TEGOLA PER I CARABINIERI, I VERTICI SAPEVANO

tuscaniaNon è proprio un bel momento per l’Arma dei Carabinieri, dopo i fatti di Piacenza una nuova tempesta si potrebbe abbattere sui vertici dell’Arma: Il COBAR (rappresentanza sindacale di base dei militari) del Battaglione Tuscania (il Battaglione operativo dei Carabinieri Paracadutisti) con una delibera del 30 giugno 2020 mette nero su bianco la mancata informazione sui pericoli dell’uranio ed evidenzia che proprio il Tuscania è il reparto in cui ci sono stati più morti e malati di qualsiasi altro reparto dell’Arma. Il COBAR fa riferimento alla denuncia presentata presso i Tribunali Civile e Militare di Roma da parte del Generale Vannacci comandante del contingente italiano in Iraq. Peccato però che la documentazione in possesso dell’Osservatorio Militare smentisce il fatto che il Generale non avrebbe fatto le dovute comunicazioni ai vertici anzi, fu proprio il Generale Vannacci a sollecitare i cambi del personale militare di stanza in Iraq (tra cui anche i Carabinieri) che costringevano i militari a periodi ben più lunghi dei quattro mesi “dichiarati alla commissione d’inchiesta dall’Amm. Cavo Dragone” che per queste bugie accertate neanche è stato chiamato a risponderne in Parlamento. Pare chiaro a questo punto che non sono i Vertici militari a violare di propria volontà ogni regola mentendo anche al Parlamento e restando impuniti ma è proprio la Politica a spalleggiare questo comportamento. Impossibile che un Capo di Stato Maggiore di una Forza Armata continui a svolgere il proprio ruolo dopo che è stato accertato che lo stesso ha rilasciato dichiarazioni false ad una Commissione d’inchiesta (e quindi al Parlamento) restando impunito e non suscitando alcuna reazione; appare impossibile che un Comandante di un nostro contingente all’estero resti inascoltato dopo aver denunciato fatti gravissimi che hanno comportato malattie e morti tra i militari. I Ministri della Difesa che si sono alternati sapevano (Vannacci dichiara di aver parlato con la Ministro Trenta) e quindi la politica sapeva e la stessa, fino a prova contraria, dovrà essere considerata connivente ad un comportamento inadeguato dei vertici della Difesa italiana. Nessun segno dal Ministro, in via XX Settembre non c’è nessuno ed allora i nostri militari continueranno ad ammalarsi ed a morire nell’indifferenza totale dei vertici militari ma, sopratutto, di una politica non degna per questo Paese.

OSSERVATORIO MILITARE

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4 Responses to URANIO: ALTRA TEGOLA PER I CARABINIERI, I VERTICI SAPEVANO

  1. … “a rilasciato”… ci vorrebbe una tegola anche per l’autore dell’articolo…

  2. Nel ringraziare per l’opportuna segnalazione, è doveroso precisare che può accadere a chiunque di commettere un errore di battitura (riteniamo di questo si tratti) e che, comunque, leggendo fino in fondo ci si accorge subito che non si tratta di un articolo ma di un comunicato stampa ricevuto e pubblicato.

  3. Che scoperta

  4. Il solito schifo italiano, questi uomini se si possono definire tali, si sono dimenticati di una cosa molto importante, e cioè quello di essere fedele alle costituzione Italiana, cosa che si dimenticano facilmente, tutti nel pozzo.

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