Blocco attività e cassa integrazione: rischio fallimento a catena PMI

IMPRESA, FIORAMONTI, FATTORI, NUGNES, DE FALCO:
“Il Governo ha previsto la  cassa integrazione per un massimo di 14 settimane, ma molte PMI sono chiuse da oltre tre mesi, non possono licenziare ed il loro codice Ateco rimane bloccato: corriamo il rischio di un fallimento a catena”. Così dichiara  l’On.Fioramonti (MISTO), già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in una nota congiunta con i senatori NUGNES, FATTORI, DE FALCO (MISTO).
“Ancora una volta- continuano gli esponenti politici-, la matematica fa brutti scherzi alla politica. Secondo quanto previsto dal  DL 34/2020 sono 14 il massimo di settimane di cassa integrazione riconosciute per le imprese che hanno dovuto chiudere i battenti in questi mesi. Tenendo conto poi che molte di queste hanno già esaurito tale quota (poiché si è iniziato a usufruirne già dalla fine di Febbraio, quindi oltre 14 settimane fa) ed il mercato non è ancora del tutto ripartito (tante ancora le attività il cui codice Ateco è ancora chiuso)”.
“Si tratta di migliaia di PMI che finiranno sul lastrico, anche perché (giustamente) i licenziamenti sono bloccati fino al 31 agosto 2020. Da un lato il Governo giustamente vieta i licenziamenti, senza però mettere a disposizione risorse per evitare che i piccoli imprenditori italiani vadano falliti. Chi pagherà quegli stipendi, una volta finita la cassa integrazione?” .
“È necessario- concludono infine gli esponenti del Misto- che il Governo si attivi immediatamente per impedire che siano le imprese a doversi fare carico del costo degli stipendi, correndo così il rischio di attivare un fallimento a catena”.

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