ELEZIONI, VOLONTA’ POPOLARE E LOGICA DEL CAVOLO

cervelloC’è chi dice che tra un po’ l’Umanità potrà godere, nientemeno, delle intelligenze artificiali. Niente più cretini svagati, ottusi e “cretinosi”, categoria che Sciascia lamentava non si fosse affermata, a seguito della sua invenzione da parte di Lombroso, per indicare quelle persone ragionevoli (o quasi) che però partecipano alla cretineria universale.

Considerazioni che, a condizione di non appartenere proprio alla categoria dei “cretinosi”, magari, pare siano in attesa di prendersi quella artificiale oltre che universale, sembra sia d’obbligo formulare di fronte ai commenti sull’esito delle elezioni regionali (questo vale, però, in Emilia-Romagna: la Calabria pare non conti perché non c’è il permesso dell’Antimafia).

Dopo le elezioni politiche che hanno portato in Parlamento, come partito di maggioranza relativa, i rappresentanti (??!) del Movimento 5 Stelle (si fa per dire: non c’è il voto di preferenza e il Movimento è solo in parte “politico” perché poi sembra ci sia lo zoccolo duro imprenditorial-commerciale con la costituzione in regolare (??!!) società Casaleggio & Soci), solo batoste per tale maggioranza relativa.

Ci sono state dopo quelle elezioni, le elezioni europee. Catastrofe del Movimento. E poi varie elezioni regionali: peggio ancora.

I risultati di quelle elezioni ed i sondaggi sulle elezioni politiche a venire ci dicono che i 5 Stelle sono più che dimezzati.

Si formano due Governi. Tutti e due con un presidente, Conte. E tutti con una maggioranza di ministri appartenenti al “Movimento” e vincolati, in quanto tali, da un sia pur discutibile contratto. Alleati prima con la Lega, poi, nel 2° Governo Conte, con il Partito Democratico, che i sondaggi e le elezioni regionali indicavano come molto inferiore nelle percentuali.

E’ cresciuta assai invece la Lega (ex Lombardia, ex Nord, ora non si sa bene quanto e che cosa leghi).

Capo indiscusso (e, pare, indiscutibile) della Lega, Matteo Salvini, che ha portato la sua formazione politica come forza aspirante al Governo, alla vittoria in tutte le elezioni.

Tuttavia, il Governo è restato “Governo Conte”, Conte n. 2, i ministri sono sempre, in maggioranza, 5 Stelle.

Il P.D. ed i suoi, in minoranza, hanno sostituito quelli della Lega. Il P.D. ha perso subito la Regione Umbria. C’erano, fissate per il 2020, le elezioni regionali in Calabria ed in Emilia-Romagna.

Convinzione generale: se si continua a tenere in piedi un Governo in cui la maggioranza della maggioranza, i 5 Stelle, non fa che perdere tutte le elezioni (ed andare sotto in tutti i sondaggi) da quando è cominciata questa Legislatura, bisognerà che Mattarella si decida a sciogliere le Camere.

Aperta parentesi: sia il Governo Conte 1°, che il Conte 2°, cosiddetto giallo-verde il primo e giallo-rosso il secondo, (gran brutta e sciocca denominazione) sono stati i governi delle più terribili risse interne, sempre al limite della rottura, con soluzioni rattoppate all’ultimo momento con orrende pezze colorate.

Vengono, dunque, le elezioni regionali in Calabria ed Emilia-Romagna. Tutti (più o meno) convengono che se i 5 Stelle prenderanno altre tranvate il Governo, piaccia o no a Mattarella, non potrà reggere e le Camere dovranno essere sciolte.

Salvini, il capataz della Lega, schizza da Bologna a Cosenza, si fa in quattro. Si sente già presidente del Consiglio.

Esito delle elezioni: il Centrodestra conquista la Calabria. Non riesce a conquistare l’Emilia-Romagna, dove viene confermato il Presidente uscente del P.D.

Risultato dei 5 Stelle: strabattuti, asfaltati sia in Calabria che in Emilia-Romagna.

Coro della stampa: “ha vinto il Governo, anzi ha perso Salvini, quindi ha vinto il Governo Conte. Niente più scioglimento delle Camere, si dovrà andare fino alla fine naturale della Legislatura. Si farà un’“apposita” legge elettorale (se ne fanno ogni elezione dal 1991!!!) e si vedrà”.

Se così è (e se così dovesse essere) noi dovremo tenerci un Parlamento con una maggioranza relativa oramai sconfessata puntualmente (anche e soprattutto lo scorso 26 gennaio).

Un Governo a maggioranza di una minoranza esigua del Parlamento e della stessa maggioranza governativa!!!

Evviva la sovranità popolare! Evviva la logica.

Una cosa, oramai è certa: dalle scorse elezioni politiche i 5 Stelle non fanno che perdere. Perdono anche quando i loro nemici non vincono e (caso unico) vincono localmente i loro alleati. Non riescono nemmeno a procurarsi un posto sul predellino del carro del vincitore.

La volontà popolare? Ma come? Non lo sapete? Salvini se l’è giocata a carte sul tavolo particolare di una delle diciotto Regioni, ed ha perso.

Non abbiamo ancora l’intelligenza artificiale che sostituisca questa logica del cavolo. Ma abbiamo quella naturale che ci dice che la volontà popolare è, quella “artificiale”, e l’abuso pure di essa a sostegno di un Governo fondato sulla minoranza di quella che figura come maggioranza e che non c’è più.

Se questa è la logica della nostra democrazia, tanto di cappello. Credo che un Presidente della Repubblica, anche se non professore di “diritto parlamentare”, dovrebbe aver qualcosa di concreto da dire. E da fare.

Mauro Mellini

28.01.2020

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