Agrigento – Il Museo “Griffo” trasformato, per una sera, in in una “casa di cura”: ”Villa MalGiocondo”

IMG_0292-copia-696x464È andato in scena questa sera, 28 dicembre, ai piedi del maestoso Telamone nella sala Zeus del Museo archeologico “Griffo” lo spettacolo teatrale “Villa Malgiocondo”, con drammaturgia e regia di Gaetano Aronica e Giovanni Volpe; la rappresentazione è stata prodotta dalla Fondazione Teatro Pirandello. La domanda attorno a cui si dipana lo spettacolo è:  “Dopo di Lui (Pirandello n.d.r.), che fine hanno fatto i suoi personaggi? dove sono? chi se ne occupa? chi dà loro udienza? continuano ad avere una vita anche fuori dallo spazio scenico? Beh… pare proprio di sì. Una parte di loro almeno, sembra vivano, per metempsicosi, nei corpi degli stravaganti degenti di una casa di cura, Villa MalGiocondo” (cfr. CS). E così per una sera, il Museo Archeologico viene trasformato  in una “casa di cura” Villa MalGiocondo”, appunto,  con dei degenti stravaganti affidati al dottor Luigi, interpretato da un brillante Gaetano Aronica che “nel corso delle sue udienze consente l’impossibile: a Maragrazia di contendersi un figlio, un giovane Uomo dal fiore, con Donn’Anna Luna e con una madre che sostiene che le donne glielo abbiano cambiato il suo. Mette a confronto, Anselmo Paleari con uno stravagante ex garibaldino. Donata con Belluca. Villa MalGiocondo è un incrocio ardito di drammaturgie. Là dove i personaggi si parlavano in quel prima e in quel dopo la scena, adesso si parlano – tra loro – con le parole della scena, in quel durante – fuori di scena – che diviene una sorta di iper drammaturgia della vita. Per un tempo che si fa performance – hic et nunc -, riescono a liberarsi di quel moto perpetuo che li costringe e inghiotte, per esser poi risputati in un eterno contrasto tra essere e apparire, tra vita e forma, per poter essere ancora e poeticamente loro stessi” (CS).

In scena sul tappeto rosso del Museo – in mezzo al pubblico che diventa esso stesso teatro nel teatro, e ai reperti archeologici dell’antica Akragas – una bella ed affiatata compagnia di attori: Gaetano Aronica, Ilaria Bordenca, Franco Bruno, Barbara Capucci, Giusi Carreca, Gabriele Ciraolo, Silvia Frenda, Marcella Lattuca, Rosa Maria Montalbano, Giovanni Moscato, Salvatore Nocera Bracco, Marianna Rotolo, Claudio Vasile Cozzo, Arianna Vassallo e la partecipazione straordinaria di Andrea Tidona che interpretando ognuno un personaggio diverso hanno fatto intuire al pubblico la realtà dove viviamo sovente in balia dei pregiudizi sociali che imbrigliano l’uomo come in una  camicia di forza e gli fanno assumere ruoli e maschere che lo portano fino alla follia che diventa mezzo per evadere dalla realtà stessa . “ Conviene a tutti, capisci? Conviene a tutti – scriveva Pirandello –   far credere pazzi certuni, per avere la scusa di tenerli chiusi. Sai perché? Perché non si resiste a sentirli parlare… trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni! Eh! Che volete? Costruiscono senza logica, beati loro, i pazzi! O con una loro logica che vola come una piuma! Volubili! Volubili! Oggi così e domani chi sa come! Voi vi tenete forte, ed essi non si tengono più. Volubili! Volubili! Voi dite: << questo non può essere!>> e per loro può essere tutto.”

Fonte: L’Amico del Popolo

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