Liliana Segre e Giornata internazionale della tolleranza

Il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione della Giornata internazionale della tolleranza, proclamata dall’UNESCO il 16 novembre del 1995, intende sensibilizzare le scuole circa il dovere istituzionale (art. 2, 3 Cost.; art. 1 DUDU) di educare costantemente, con azioni didattiche che non siano episodiche, i giovani al valore della tolleranza e del rispetto reciproco.

Riteniamo fondamentale l’importanza di tale celebrazione come occasione e momento privilegiato per riflettere sul tema dell’integrazione e della solidarietà tra i popoli.

Consideriamo gravissime le minacce di matrice antisemita rivolte alla senatrice Liliana Segre; il mondo della scuola contribuisca a contrastare le influenze che conducono alla paura e all’esclusione degli altri e aiuti le nuove generazioni a maturare pensiero critico, spirito civico e attitudine empatica. La difformità delle molte religioni, lingue, culture e etnie del globo non costituisca pretestuose motivazioni per innescare attriti e alimentare violenza nel mondo; diventi invece linfa vitale per arricchire la società.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani fa appello al MIUR perché vengano attivati azioni e progetti che potenzino e sostengano percorsi atti a sviluppare i principi presenti nella Dichiarazione universale dei diritti umani.

L’intolleranza è spesso sinonimo di ignoranza e  paura. Tali stati emotivi si “apprendono” per imitazione osmotica sin dalla giovane età; pertanto, maggiore attenzione deve essere impiegata nell’educazione della tolleranza e dei diritti umani. Occorrono maggiori sforzi per trasmettere ai bambini il profondo valore della solidarietà. I piccoli e gli adolescenti dovrebbero guardare con curiosità al prossimo ed aprirsi al mondo perché la pace non si raggiunge attraverso l’odio. E senza pace non può esistere futuro per nessuno di noi.

“La tolleranza non ha mai provocato una guerra civile; l’intolleranza ha coperto la terra di massacri” (Voltaire)

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