CONTE BIS: STAVOLTA PARTONO RAPINANDOCI

Conte GiuseppeComincia male il Governo Conte bis, detto altrimenti “giallo-rosso”, almeno fino a che la Squadra di Calcio della Roma non chiederà i danni per l’implicita diffamazione.

Il Conte n. 1 partì promettendo denaro ai cittadini e, per il solo fatto di avere raggiunto un accordo nella compagine (si fa per dire) governativa, Di Maio annunziò al Mondo dalla finestra del Palazzo che “la povertà era stata sconfitta”.

Oggi il Conte bis parte con il piede dei soldi da toglierci, delle tasse da aumentare decide di ridurle, però con macabre trovate come la tassazione del contante.

Saranno sollevati tutti i mattoni per cercare denaro contante da sottoporre a salasso. Trovate assurde, ma pericolose. Si direbbe che solo con l’esperienza del Conte n. 1 questa gente ha imparato che per spendere denaro ed ancor più per spenderlo e spanderlo bisogna averne e quindi procurarselo.

Trovate rovinose per metterci in tasca la moneta a Cinque Stelle di Di Maio che sconfiggeva la povertà, trovate assurde del Conte bis che, per mostrare all’Europa di aver messo giudizio, sposta, con l’esperienza di (mezzo) P.D. il ridicolo delle sue iniziative in partenza su imposte, tasse, prelievi, etc.

In pochi giorni ne abbiamo inteso di tutti i colori. La pirateria predatoria è scatenata. Dimenticando, anzitutto, che ci sono depredazioni che costano non solo sugli effetti nell’economia, ma anche per mettere in piedi, meccanismi che li rendano materialmente possibili.

La spaccatura del P.D. è stata un colpo grosso per Conte. Che a ragione si è detto “allibito”.

Che cosa verrà fuori dalla secessione di Renzi non lo sappiamo. Per ora l’unico dato certo è che l’asse del nuovo governo si sposta a Sinistra prima ancora di cominciare a funzionare. Ma a Sinistra il “connubio” (senza offesa per il Conte di Cavour) non è per questo meglio digerito. Tra i Cinque Stelle, l’alleanza con uno dei protagonisti della Prima Repubblica (o della n. 1,50) è mal digerita. Pare che a capo dei recalcitranti si sia messo, nientemeno che Nicola Morra, “Delatore della Repubblica”, presidente dell’Antimafia e leader, a quel che si dice, di una rete “ispettiva” in Calabria, che sforna denunzie di corruzione e, al solito, di “abuso d’ufficio”, a destra ed a manca, guadagnandosi il cambio di ruolo (faceva le denunzie “nella sua qualità di Senatore della Repubblica), in “Delatore della Repubblica.

Il nostro Delatore, già con la resa di Di Maio sulla questione dell’opposizione all’Alta Velocità Lione-Torino) aveva alzato la bandiera dell’opposizione. Anzi, la cravatta. Cravatta “No TAV” che aveva proclamato di aver ritirato fuori per proseguire anche contro il suo partito, la grande battaglia antiferroviaria.

Non so se Nicola Morra abbia anche una cravatta NO-P.D. Ma non è proprio la sua presa delle redini del movimento dei dissenzienti a farne un grosso problema per Conte.

Quando verranno fuori e saranno conosciute le misure di taglieggiamenti di cui già si è abbastanza mormorato, aria di burrasca comincerà a tirare per il governo. Purtroppo, anche per noi.

E Renzi? Credo che, tutto sommato, il principale effetto della sua secessione sarà quello di “intercettare” il prevedibile spostamento a Destra dell’opinione e dell’elettorato P.D. Cosa che non basta certo a rendere più o meno drammatico l’effetto della secessione stessa per la salvezza del governo.

Vedremo poi le conseguenze sulle prossime elezioni regionali. Una cosa è certa. Siamo nelle mani di una classe politica di inimmaginabile incapacità.

Mentre già crescono i contrasti, le riserve, le incompatibilità all’interno del governo e della sua maggioranza (o ciò che dovrebbe essere tale) eventi di grande rilievo sono venuti a distrarre l’opinione pubblica dagli accadimenti della politica italiana. Ci si è accorti della realtà e delle prospettive tragiche delle trasformazioni climatiche. E, poi la sentenza della Corte Costituzionale sull’eutanasia.

Questioni gigantesche che fanno ancor più chiaramente comprendere la totale inadeguatezza di una classe politica e della parte di essa oggi in maggioranza ed al potere, ad affrontare la realtà che ci circonda.

C’è una espressione napoletana irriferibile ma puntualissima che sintetizza (questa situazione.

E c’è un sempre più pressante stimolo a chi abbia spirito ed abbia intelletto a non mettersi da parte, a battersi per la libertà e per i grandi problemi di un mondo libero.

 

Mauro Mellini

 

27.09.2019

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