Nasce il P.C.U.S.

pcusIl Partito Comunista United States (P.C.U.S.) si appresta a depositare il suo simbolo prima di entrare nell’agone politico internazionale, partendo dagli Stati Uniti d’America. Il logo, i cui colori saranno il rosso, il bianco e l’azzurro, sarà composto dalla falce e martello inserita all’interno dei contorni geografici degli Stati Uniti, contorni all’interno dei quali si riconosce in modo certo la bandiera americana.

Il P.C.U.S. comprende un gruppo di persone aperte al confronto, di orientamento conservatore e tradizionalista.

A sollecitare la nascita del partito, il popolo di Facebook e la vicenda della nave Sea Watch.  È stato infatti  sufficiente porre in evidenza come le problematiche legate al fenomeno dell’immigrazione, non possano essere risolte a colpi di selfie e tweet, né con gite in barca, ma che debbano essere affrontate nelle sedi opportune, per scatenare le ire della tifoseria salviniana, pronta a tacciare di “comunismo” i magistrati e quanti, anziché partecipare al coro degli ultrà, hanno preferito analizzare i fatti, documentandosi in merito agli aspetti normativi, anche di carattere internazionale.

Apriti cielo! Prima critica – chiamiamo così l’arroganza e la presunzione di quanti non condividendo un’opinione ricorrono all’eliminazione, per fortuna non fisica ma solo sul social network – di chi ha osato turbare l’equilibrio nervoso del soggetto in questione: “La capitana sta violando tutte le norme internazionali e le leggi italiane. purtroppo voi comunisti appoggiate l’illegalita’ in tutte le sue forme ed odiate l’italia. Con questo ho finito di seguirti anche io . Divertiti”

A nulla è servita la risposta data da un’altra persona, nota per le sue idee vicine alla destra più estrema: “Gian Joseph Morici comunista? Posa il lambrusco”. Un comunista è un comunista, punto e basta.

La malaugurata  scelta da parte dell’editore di un sito – un ex servitore dello Stato, noto per le sue simpatie verso la destra – di analizzare i fatti per quello che sono, ha fatto sì che anche tra i follower della pagina Facebook del suo sito, ci fosse chi lo tacciasse di essere comunista.

In passato, era spesso stato definito fascista, quando non addirittura nazista. Ma questa è l’Italia…

Non è andata meglio a un esperto informatico, con un passato nella Marina Militare, forse anche nostalgico del periodo fascista e del Duce Benito Mussolini. Comunista anche lui…

Quando i dubbi ti assalgono, non ti resta che confrontarti con un comunista, questo sì veramente comunista, chiedendo lumi a chi ti ha sempre tacciato di essere filo-americano, filo-capitalista etc.

  • “Cosa vuoi che ti dica? Solo per aver espresso opinioni diverse dalla tua, per tutti sono diventato fascista e salviniano… Buona sorte a te, Compagno Presidente…”
  • “Camerata, Presidente di cosa?”
  • “Del picus, ovvio…”
  • “Il picus?”
  • “Ma sì, non ti resta che fondare il Partito Comunista United States… Il problema è quello che io non so come e in quale paese fondare il Quarto Reich… mi mancano i comunisti, quelli veri, da arruolare nella nuova formazione nazista…”

Strano Paese l’Italia, dove un’etichetta devono appioppartela per forza. Dove la democrazia, è quella dell’insulto, dell’eliminazione dai contatti sui social network, delle tifoserie.

E come disse il sommo poeta: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!“

Gian J. Morici

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