Castelvetrano verità capitolo 1: Stragi e depistaggi. Anche Siino lo aveva detto – da “Il Circolaccio”

castelvetranoPremessa, Castelvetrano È degli ONESTI e quella che andremo a scrivere è solamente storia.

Probabilmente una parte di depistaggi è partita da Castelvetrano prima delle stragi.

Per tutto quello che sta venendo fuori in questi giorni tra Magistrati corrotti e politicizzati, depistaggi e falsi pentiti, dovremmo mettere un nastro a lutto sul tricolore e piantarlo sulle macerie dell’ultimo trentennio di storia giudiziaria. Non dimentichiamo poi la famosa trattativa e che diamine, vuoi mettere l’attentato al corpo politico dello Stato, che paroloni, ma poi se trattativa ci fù non mi pare che sia stato approvato niente del famoso papello ma anzi sono stati arrestati tutti i capomafia, quindi!

I depistaggi che finalmente stanno venendo fuori alla luce del sole, non è che prima fossero nascosti ma solo in penombra dando la possibilità a chi non guardava bene o diciamo così, distratto, di non vedere quello che è sempre stato lì in attesa di qualcuno che volesse guardare e fortunatamente a Caltanissetta e Catania c’è chi ha visto giusto finalmente, ben fatto.

Adesso appare chiaro che se depistaggio ci fu con Scarantino dopo le stragi anche prima delle stesse sono state montate ad arte le messinscena funzionali al compimento dello schifoso orrore sanguinario di Matteo Messina Denarosi spera anche che qualcuno si ponga il dubbio di capire se i depistaggi siano iniziati prima o dopo le stragi, noi è da un pò che scriviamo, avendo letto molte carte processuali, che sono cominciati già prima nel 91. Tra i personaggi sui quali negli anni successivi si sono allungate non poche ombre,  un … un… un… pentito , scusate ma non mi viene di definirlo tale, il famosissimo castelvetranese Vincenzo Calcara, quello che era onnipresente in tutto quanto è successo in quegli anni, dall’accusare gente di essere mafiosa, dando il via all’operazione cosiddetta “Palma” del maggio 1992, ai soldi trasportati fino a Roma a Marcinkus, agli incontri con Andreotti, al trasporto di esplosivo, agli omicidi a destra e a manca, all’attentato al Papa, ad arrivare a Emanuela Orlandi e chi più ne ha più ne metta, probabilmente se non fosse per l’età sarebbe stato presente al ferimento di Garibaldi sull’aspromonte, mah…

Peccato che invece esistono una ventina di altri pentiti, attendibilissimi, che lo smentiscono, da Brusca a Sinacori, Siino e tanti altri. Mettiamoci anche i Magistrati che lo hanno definito inattendibile, i Giudici Zuccaro, Pellino e Russo.

Calcara, colui che nel periodo in cui si stavano progettando le stragi, purtroppo proprio a Castelvetrano, non conosceva Matteo Messina Denaro, mica uno qualunque, ma forse conoscerlo non era funzionale a quello che dovevano fare e quindi via a condannare gente che poi con la mafia non aveva niente a che fare e dando una mano anche a un intenzione politica, quella di distruggere la Democrazia Cristiana in un disegno molto più ampio ma risultato efficace e lo dimostrano anche le dichiarazioni di un Pentito eccellente, il cd Ministro dei Lavori Pubblici della mafia, Siino Angelo, che a Castelvetrano frequentava Francesco Messina Denaro e tutti i mafiosi della provincia, e che con il suo pentimento ha portato alla luce il metodo del tavolino facendo crollare il sistema collaudato dalla mafia per la spartizione degli appalti, quindi un pentito attendibilissimo, che ha dichiarato in tutti i processi che Calcara Vincenzo era ritenuto una nullità, che non poteva sapere nulla di mafia, che si era inventato tutte le falsità e, incredibilmente ometteva di conoscere oltre a Matteo Messina Denaro anche Guttadauro Filippo e tutti i mafiosi della zona.

Perchè Calcara è stato ritenuto attendibile? A quale scopo?

Molti collaboratori di Giustizia, parlando per atti giudiziari e processuali conclamati e non per sentito dire, hanno denunziato che il finto pentito Calcara è stato strumento di Matteo Messina Denaro per tramite di infedeli investigatori pagati dallo stesso Denaro con diverse decine di milioni di lire, creando così il polverone necessario a coprire se stesso e tutti i suoi sodali mafiosi. Infatti lo stesso Calcara alla domanda di un giornalista del perchè non aveva mai dichiarato di conoscere Matteo M.D. risponde che poi lo spiegherà. Ma poi quando, visto che dalle stragi sono passati ben 27 anni? Ed è lo stesso Calcara a gettare oscure ombre sulla figura del M.llo Canale, quello che aveva affidata dallo Stato la gestione del Calcara e di altri pentiti.

Perchè e come mai gli inquirenti non hanno tenuto nella giusta considerazione proprio le dichiarazioni dei veri pentiti?

Dichiara Angelo Siino testualmente “era assolutamente inverosimile l’accusa a Vaccarino per fatti di mafia e droga… e che lo stesso era stato vittima di faida politica” forse perchè avversario di Vito Ciancimino e invece amico fraterno di Piersanti Mattarella…”

interrogatorio del 22 dicembre 1998

Lo stesso Vito Ciancimino espulso dalla DC per iniziativa di Vaccarino, Mattarella e altri e socio in affari dell’allora vice Procuratore Antimafia Biagio Sciacchitano, ma lo stesso Sciacchitano c’è da ricordare, che si rifiutò di firmare i mandati di arresto emessi dal povero Procuratore Costa poi assassinato.

Troppe contraddizioni e finalmente dopo 27 anni e la grande professionalità nel lavoro certosino svolto dall’ Avvocato Giovanna Angelo, la Procura Generale ha letto, capito e agito.

Abbiamo chiesto e ottenuto dall’ Avv. Giovanna Angelo la disponibilità del potere mettere a conoscenza l’opinione pubblica di tutto quanto finora era stato volutamente occultato. Ci dichiara: ” atti Giudiziari, documenti irripetibili, verbali e testimonianze non sono più di mia conoscenza bensì patrimonio di verità ineludibile delle apposite sedi Giudiziarie di competenza, finalmente abbiamo ottenuto la giusta attenzione e, siccome ” In nome del Popolo Italiano” non è una battuta faremo in modo che di tutto sia adeguatamente informato”

E noi del Circolaccio le siamo grati perché così potremmo assolvere al dovere della corretta informazione.

Il Circolaccio

Maurizio Franchina

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