Hanno svelato un’indagine su Matteo Messina Denaro

Messina Denaro - Identikit

Messina Denaro – Identikit

La caffettiera sul fornello borbotta. Non ho neppure il tempo di versare il caffè nella tazzina che già arrivano i primi messaggi al cellulare. Guardo l’orario, sono ancora le 5:54. Situazione Libia. Iniziamo bene la giornata. Fuori c’è il sole. Cornetto e caffè al bar e arriva la seconda notizia: Sai che hanno arrestato  il tenente colonnello Marco Zappalà della DIA di Caltanissetta, un sottufficiale dei Carabinieri di Castelvetrano e l’ex sindaco Tonino Vaccarino?

Le accuse, stando a quanto riportato dagli organi stampa, per i due appartenenti alle Forze dell’Ordine andrebbero dall’accesso abusivo a un sistema informatico alla rivelazione di notizie riservate, mentre per Vaccarino l’ipotesi è quella di favoreggiamento a “cosa nostra”.

Antonio Vaccarino

Antonio Vaccarino

Le notizie si susseguono con la rapidità che oggi consente l’utilizzo di internet. Un minestrone nel quale si mischiano la notizia odierna, l’operato di Vaccarino quando con lo pseudonimo di Svetonio collaborò con il Sisde per arrivare alla cattura di Matteo Messina Denaro, prima che nel 2007 i servizi segreti trasferissero alla magistratura l’intero carteggio che qualcuno rese noto anche alla stampa, bruciando l’infiltrato Svetonio e l’intera operazione, fino ad includere nell’odierna notizia la figura del Generale Mori, all’epoca ai vertici del Sisde, per poi aggiungere che lo stesso, insieme ad altri due ufficiali dei Carabinieri, è stato condannato in primo grado a 12 anni nel processo Trattativa Stato-mafia. Nel calderone tutto fa brodo.

Il telefono continua a squillare. Domande alle quali non ho ancora risposte. In molti sanno che stavo seguendo giornalisticamente le vicende che riguardano il coinvolgimento di Matteo Messina Denaro nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio. Una pista che mi ha portato a conoscere le vicende processuali di Vaccarino e le accuse infondate dell’ex pentito Calcara nei suoi confronti. Un quadro desolante e per certi versi oscuro, sul quale si allungano le ombre di un depistaggio ante-stragi.

Ancora una telefonata. È Vincenzo Calcara:

  • Vincenzo Calcara

    Vincenzo Calcara

    Che è successo all’amico Vaccarino? Che è successo, lo hanno arrestato? Adesso ti sei ricreduto almeno un poco?

  • No Vincenzo, non c’entra niente con quello che era successo prima…
  • Adesso per te è sempre innocente Vaccarino?
  • Aspettiamo di vedere come stanno le cose…
  • Tu confermi ancora che io sono un falso pentito?
  • Quello che avevi detto era falso…
  • e oggi come oggi tu confermi ancora che sono un falso pentito? Lascia perdere il passato, oggi come oggi confermi ancora che sono un falso pentito?
  • Su quello che hai detto, certo che sono convinto che sei inattendibile
  • Oggi come oggi sono inattendibile per te, giusto?
  • Sì, sono cose diverse che vanno appurate queste…
  • Per te oggi come oggi te, lo ripeto per l’ennesima volta, sono inattendibile, giusto?
  • Sì, sei inattendibile!
  • Ok, ciao. Buona giornata
  • Buona giornata anche a te

Vincenzo Calcara, l’uomo giudicato mendace per sentenza, colui il quale ha dichiarato impunemente di aver commesso un omicidio per il quale non ha mai pagato e di aver trasportato il tritolo per Paolo Borsellino, gongola dinanzi l’arresto di Vaccarino. E lì ti passano per la mente diecimila domande. Non conosci le carte dell’inchiesta, non sai nulla dell’ordinanza, non puoi farti un’idea. Leggi quello che riporta la stampa sulle rivelazioni di notizie riservate, e il relativo favoreggiamento, che riguarderebbero la storia di un funerale. Sarà vero? Non lo so, non ho letto ancora nessun documento, ma un tarlo continua a rodermi il cervello: L’aver rivelato al mondo intero che Vaccarino-Svetonio altri non era che un infiltrato del Sisde per tentare la cattura di Matteo Messina Denaro, non rientrava tra le rivelazioni di notizie riservate? Perché nessuno ritenne opportuno avviare un’indagine per scoprire chi fosse la talpa?

Ciao buon Giulio, che se anche buono non eri, a volte, volendo parafrasare, ci azzeccavi…

Gian J. Morici

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