Banche dati pubbliche e controllo degli appalti, decolla l’Open Government

L’assessorato all’Economia preme l’acceleratore

Triplicati i dati aperti già a disposizione dei siciliani sul web

 

 

Palermo – Una potente banca dati che, tramite il sistema di catalogazione Open data, contiene un notevole patrimonio informativo pubblico. E, poi, i Patti di integrità evoluti per la prevenzione della corruzione e il monitoraggio degli appalti e delle opere, attraverso il Data center. Sono alcune delle iniziative della Regione siciliana nell’ambito dell’Open Government o amministrazione aperta ai cittadini, illustrati dal vicepresidente e assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, a conclusione della “Settimana dell’Amministrazione aperta” svolta in tutt’Italia, su iniziativa del ministero della Funzione pubblica.

La Regione, infatti, è stata inserita nel “Quarto Piano d’azione nazionale per l’open government 2019-2021”, i cui principi ispiratori sono trasparenza, cittadinanza digitale, partecipazione dei cittadini e responsabilità.

Il progetto regionale Open Data, dopo cinque anni di stasi, è l’iniziativa cardine dell’Open Government, con cui la Regione intende avvicinare il cittadino alla cosa pubblica. Il portale Open data (dati.regione.sicilia.it), tramite l’Autorità regionale dell’innovazione tecnologica, guidata dal dirigente generale Vincenzo Falgares, in soli 3 mesi (settembre-dicembre 2018), ha visto più che triplicare, rispetto all’anno precedente, i numeri e la portata delle informazioni a disposizione di Regione, enti, Comuni, società partecipate, imprese, associazioni civiche, professionisti, ricercatori e cittadini.

Attualmente, sono 45 i cosiddetti dataset, grandi banche dati che, grazie al lavoro assiduo e certosino di uno staff di informatici e al coordinatore operativo del portale Open Data, Enzo Lo Piccolo, raccolgono centinaia di informazioni relative ai bilanci della Regione degli ultimi anni, ai piani paesaggistici, ai dati delle strutture ricettive turistiche e al Piano cave, solo per fare qualche esempio.

Un progetto, l’Open data, destinato a crescere ancora, a creare decine di posti di lavoro e a far diventare la Sicilia tra le regioni più all’avanguardia nel settore della cittadinanza digitale e della strategia ditale nazionale ed europea. Queste informazioni verranno, poi, messe in connessione con le altre importanti banche dati esterne utilizzate da aziende, ricercatori e uffici.

Inoltre, così come previsto dall’Azione 3 delle “Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, verrà realizzata un’infrastruttura hardware/software per la produzione di Linked Open Data (dati aperti collegati), che permetterà di aumentare il valore dei dati e, nello stesso tempo, di facilitarne il riutilizzo, essendo possibile la loro condivisione e combinazione.

Nell’ambito dell’anticorruzione, un’altra importante misura dell’Open Government e novità assoluta per la Regione sono i Patti di integrità evoluti, un sistema che consentirà di controllare gli appalti delle opere pubbliche, attraverso il “monitoraggio civico”: gli enti firmatari del “Patto” seguiranno le varie fasi dei lavori e faranno da intermediari nei confronti della società civile; le informazioni, poi, confluiranno nel grande Data center che sorgerà nell’ex Asi di Brancaccio.

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