Palermo, la polemica su Padre Frittitta. Sgarbi fa la “predica” al vescovo Lorefice

«Deve aver scambiato la funzione pastorale e la cura delle anime con la funzione laica di pubblico ministero»

 Sgarbi 700Vittorio Sgarbi si schiera al fianco di Padre Mario Frittitta,il carmelitano finito in queste ore al centro delle polemiche perché di fronte alle domande di un cronista del quotidiano «La Repubblica» su chi fosse il “Tommaso” citato durante l’omelia, ha risposto: «Stia attento perché il Signore queste cose le fa pagare». Parole ritenute «minacciose».

Secondo il quotidiano il defunto citato da Frittitta sarebbe Tommaso Spadaro, boss della Kalsa, condannato per l’omicidio di un carabiniere.

«L’arcivescovo di Palermo Lorefice – osserva Sgarbi – deve aver scambiato la funzione pastorale e la cura delle anime con la funzione laica di pubblico ministero. Non si spiega altrimenti la sua uscita contro un sacerdote, padre Mario Frititta, che fu già umiliato e arrestato da tale Giancarlo Caselli senza che gli fosse risparmiata, lui innocente, l’esibizione delle manette.

 

Argomenta Sgarbi come «il  richiamo contraddittorio alla invettiva di Papa San Giovanni Paolo II, proprio nello spirito di padre Frittitta –  «convertitevi!» – rivolta ai mafiosi, trasformata in una condanna implacabile ai peccatori mafiosi, contrasta con le parole di Santa Caterina da Siena in dialogo con Dio: “Non si può ammettere che ci sia un uomo, per quanto infame e scellerato, che non possa avere con il pentimento la certezza del perdono.  Cristo, che è morto per tutti gli uomini, vuole che, nella sua Chiesa, le porte del perdono siano sempre aperte a chiunque si allontani dal peccato”.

E come iniziare a convertirsi – conclude – se non con la confessione e con il perdono di Dio?»

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One Response to Palermo, la polemica su Padre Frittitta. Sgarbi fa la “predica” al vescovo Lorefice

  1. vincenzo fabbrini

    Bravo Sgarbi che ha il coraggio di alzate la voce all’imperversare dell’ideologia dominante. I sacramenti tutti hanno il diritto di riceverli. E’ Dio a stabilité se chi li ha ricevuti ne e’ degno o meno. Se e’ Repubblica a stabilité come si devono comportare i pastori d’anime, allora siamo in una dittatura sovietica e non ce ne siamo ancora accorti

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