La Francia si ribella all’Italia

Il governo italiano è riuscito a creare la più grande crisi diplomatica tra Francia ed Italia.

GiletsJaunesLuigi Di Maio ha sostenuto i Gilets Jaunes, dopo altre gaffes quali l’attacco al CFA simbolo del colonialismo francese secondo il M5S. Di Battista che strappa in televisione un CFA si è dimenticato che la distruzione di una moneta in corso di validità non rientra nella Legge!  Dal dopoguerra non c’era crisi tra i due paesi. Troppi gli attacchi da parte dell’Italia e la Francia ha richiamato il proprio Ambasciatore.

Il comunicato della portavoce del Ministero degli Affari Esteri francese, Agnès von der Müll è chiaro: “Accuse a ripetizione, attacchi senza fondamento, dichiarazione oltraggiose”, “Le ultime ingerenze rappresentano una provocazione supplementare ed inaccettabile. Violano il rispetto della scelta democratica di un popolo amico ed alleato. Violano il rispetto che deve esistere tra due Governi democraticamente e liberamente eletti”.

Di Maio ha incontrato Christophe Chalençon, Gilet Jaune che non ci ha risparmiato i suoi commenti razzisti sull’immigrazione ed altre “amenità”. Da ottobre la Francia vive questa “ribellione” che può sembrare una richiesta di rispetto dei diritti dei cittadini ma che è infiltrata da individui dai propositi antisemiti, estremisti, razzisti, di estrema destra come di estrema sinistra. Infiltrata in modo massiccio dai cosiddetti casseurs che nei video risultano benissimo una preparazione paramilitare negli scontri contro la polizia antisommossa.

Non siamo più alle manifestazioni operaie o dei pensionati che, giustamente chiedono giustizia sociale quando vivono sotto la soglia di povertà o sono sommersi dalle tasse (la Francia è il paese leader nella tassazione).

Il sostegno di Di Maio ai Gilets Jaunes è pura incoscienza…. Ed intanto degli esaltati italiani hanno pure creato un sito italiano dei gilet gialli. Dall’Italexit al rifiuto dei vaccini, dalla Sovranità monetaria alla sovranità diretta… Il tutto condito di chiamata a manifestare contro il governo e l’Unione europea. Metteranno anche loro a ferro e fuoco le città italiane come è successo in Francia?

Intanto i Di Maio, Salvini & Co trovano normale astenersi dal riconoscere la Presidenza interinale di Guaidò in Venezuela.

Sarà perché hanno una visione strana della storia e della geografia? Qualcuno dica al Ministro delle Infrastrutture che il “buco” per Lione dovrebbe accelerare il commercio fino a Lisbona (Portogallo, non si sa mai).

Prendiamola con ironia ma la situazione è gravissima, peggio…

Luisa Pace

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