Internet e media digitali causano una regressione culturale e antropologica

Favorevole o contrario?

 

evolution_boxGli effetti dei “nuovi media” (o media digitali), ovvero dei mezzi d’informazione sviluppatisi con la nascita dell’informatica sul piano culturale e antropologico è uno dei temi più discussi in ambito sociologico.
È ormai appurato che il fenomeno della digitalizzazione risulta essere un elemento cruciale nel cambiamento delle nostre abitudini quotidiane e anche nel campo della cultura (dal punto di vista della produzione e trasmissione del sapere). Dunque se da un lato gli esperti sostengono la bontà di questo cambiamento, in quanto la Rete offre un’enorme possibilità di approfondire notizie, sapere e conoscenze, dall’altra in molti si oppongono, rilevando un evidente regressione e impoverimento che rischia di crescere irrimediabilmente in futuro.

Secondo i critici della ICT (Information and Communications Technology), l’avvento dei nuovi media ha “ucciso” l’uomo copernicano e lascia il posto all’uomo che conosce solo le immagini (pur non approfondendone i contenuti). Da animali parlanti ad animali solo vedenti, che non esprimo opinioni personali ma solo opinioni inculcate da chi sfrutta i media digitali per portare a sé la massa.
I social media rendono pubbliche le opinioni e i commenti di chiunque, conferendo lo stesso rilievo a esperti e a impreparati. Ciò è rischioso per i più culturalmente “poveri”, come gli adolescenti, che non hanno ancora sviluppato capacità critiche e strumenti interpretativi.
I più giovani, inoltre, stanno sviluppando una preoccupante tendenza a vivere soltanto il presente, a non vivere i sentimenti ma solo a cercare emozioni rapide e sempre più forti, con conseguenze negative in termini di legami-rapporti con parenti, amici, partner.
Altri rischi riguardano la lingua e l’apprendimento, ma anche pericoli come il cyberbullismo o dipendenze della Rete, come l’IAD (Internet Addiction Disorder) e il FoMo (Fear of Missing Out).

Per i sostenitori delle nuove tecnologie a supporto dell’informazione e della comunicazione, Internet è un medium intensivo dove qualsiasi argomento può essere analizzato e studiato nei dettagli con infiniti rinvii ad argomenti analoghi grazie all’ipertesto. Fondamentale è la sua interattività: una sterminata biblioteca universale da consultare e nella quale dialogare con gli altri.
Se in Italia si rimane indietro in termini di digitalizzazione rispetto al resto d’Europa, si rischia di incorrere in un limite per lo sviluppo del paese e di generare una nuova forma di emarginazione sociale: quella digitale. Un problema risolvibile se si investissero fondi per una crescita digitale a partire dal sistema scolastico.
I social hanno solo accentuato una delle caratteristiche del nostro essere: la nostra fondamentale natura comunicativa. Il loro utilizzo permette alle persone di entrare in contatto anche superando grandi distanze, costruire e mantenere vive relazioni, abbattendo le barriere di censo, istruzione e appartenenze sociale.
Altro vantaggio è la nascita di una scrittura mutante, immediata, diffusa istantaneamente nel web, che esprime una creatività connettiva che può permettere una straordinaria incidenza negli eventi stessi, andando oltre i commenti e producendo azione.
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