Nazioni Unite, assegnato il New Shape Prize

L’innovativa proposta di tre esperti bahá’í premiata dalla Global Challenges Foundation come valida soluzione per lo sviluppo di sistemi efficaci di governance globale

 

FOTO New Shape PrizeÈ di 1,8 milioni di dollari il premio attribuito agli autori dei tre progetti vincitori del New Shape Prize, la più importante competizione al mondo che cerca soluzioni concrete ai rischi che minacciano l’umanità, dalle catastrofi ambientali alla guerra in Medio Oriente, dall’instabilità economica al terrorismo, passando per le ondate migratorie. La Global Challenges Foundation, sponsor della competizione, tra i 2.702 progetti ricevuti da 122 nazioni ha scelto quelli che più di tutti promuovono l’unità del genere umano e offrono modelli efficaci di governance globale a partire da strutture esistenti come le Nazioni Unite. Sul podio dei vincitori vi è la proposta di tre esperti bahá’í, professionisti di fama internazionale nei propri settori.

La proposta vincente

Intitolata “Governance globale e nascita di istituzioni globali per il XXI secolo”, la proposta evidenzia la necessità di un sistema di governo globale capace di affrontare efficacemente le grandi sfide contemporanee dell’umanità. Le Nazioni Unite forniscono una base per la governance globale, ma la proposta perora la causa di un organo di governo internazionale più forte, che abbia due corpi legislativi: uno formato da rappresentanti nazionali e il secondo da delegati che rappresentino particolari questioni globali, come l’ambiente, i diritti umani e altri. Essa prevede inoltre un ramo esecutivo che disponga di una forza di sicurezza internazionale, nonché un corpo giudiziario internazionale qualificato che prenda regolarmente decisioni vincolanti per tutti gli Stati. «Molte delle crisi intrinsecamente globali non possono essere risolte al di fuori di un quadro di azione collettiva globale che comporti una collaborazione sovranazionale e un ripensamento fondamentale del significato del termine “interessi nazionali”», afferma il documento.

Gli autori

I tre autori di questa proposta sono economisti e giuristi di fama internazionale. Augusto Lopez-Claros (in foto al centro), ex direttore del Gruppo Indicatori Globali presso la Banca mondiale, attualmente è senior fellow presso la Scuola di servizi internazionali della Georgetown University. Arthur Dahl (in foto a destra), ex Alto Funzionario del Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite dirige oggi il Forum internazionale dell’ambiente. Infine, vi è Maja Groff (in foto a sinistra), avvocato internazionale presso la Conferenza dell’Aia nell’ambito del diritto internazionale privato, che ha affermato: «I principi e i vari aspetti della nostra proposta si basano sulla saggezza di più generazioni e tipi di pensatori. È nostra speranza affrontare le comuni aspirazioni dell’umanità».

La visione

La visione alla base della proposta per una nuova governance globale è ispirata agli Scritti di Bahá’u’lláh, Fondatore della fede bahá’í, religione a cui i tre autori aderiscono. L’approccio proposto dalla comunità bahá’í nel mondo è radicale: i problemi che affliggono l’umanità vanno affrontati all’origine. Essi sono causati da profondi squilibri e ingiustizie e risolverli è responsabilità di tutti, sia dei Paesi più poveri che dei Paesi più ricchi. Una visione che va a braccetto con quella di Papa Francesco, che già nel 2016 affermava: “Dobbiamo costruire ponti in un mondo dove si alzano muri per paura degli altri”. L’unità prevista dagli scritti bahá’í e propugnata dalla proposta per un nuovo governo mondiale non è appiattimento culturale né omologazione a una cultura dominante. Si tratta invece di quell’armonia tra nazioni e popoli che permette alle diverse attitudini e inclinazioni individuali di ogni popolazione di fiorire e portare vantaggio all’intera comunità globale. Il rispetto e la valorizzazione delle diverse culture, guidati da principi spirituali quali la parità tra l’uomo e la donna, l’armonia tra scienza e religione e l’abbattimento dei pregiudizi razziali e di classe, costituiscono la chiave di volta di quel sistema di governance mondiale proposto dalla comunità bahá’í, che desidera risolvere in modo duraturo le sfide globali dell’umanità.

La Fede Bahá’í – Presente oggi in più di 200 nazioni, la Comunità Bahá’í è la realtà religiosa geograficamente più diffusa al mondo dopo il cristianesimo, con circa 8 milioni di credenti. Fondata in Persia nel 1844 da Bahá’u’lláh, è promotrice di un messaggio pacifico ma fortemente innovatore che promuove il superamento di qualsiasi frammentazione nazionale, razziale, politica, religiosa e sociale, l’unità dei popoli, la pace, la tolleranza, la parità tra uomo e donna, l’armonia tra scienza e religione. Lo scopo fondamentale della fede bahá’í è l’unificazione di tutti i popoli e le nazioni del mondo in spirito di armonia e fratellanza universale. Introdotta in Italia agli inizi del ’900, la visione di Bahá’u’lláh oggi accomuna 5.000 persone nel nostro territorio, impegnate in numerose attività aperte a tutti, da riunioni devozionali a circoli di studio e programmi formativi per bambini e adolescenti.

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4 Responses to Nazioni Unite, assegnato il New Shape Prize

  1. Per informazioni sulla Fede Bahá’í in Italia: http://www.bahai.it

  2. Grazie per questa informazione così preziosa!

  3. Ho letto l’articolo e l’ho trovato interessantissimo. Grazie.

  4. suggerisco la lettura di un articolo su Focus n. 135 del gennaio 2004 pag. 144 dal titolo “Il sogno di un governo mondiale”. Allora era un sogno, oggi sta diventando una realtà sempre più palpabile. Suggerisco la lettura di due documenti; uno dal titolo “La promessa della pace mondiale” e l’altro un coraggioso messaggio “Ai capi religiosi del mondo”. Chi ne è sprovvisto può richiedermelo (ug.milone@gmail.com)

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