Il caso: una coppia sotto il torchio della speculazione finanziaria racconta…

di Simona Mazza

imageChe gli Istituti finanziari siano aditi alle speculazioni non è certo una novità, il problema, però, si accresce quando le speculazioni delle Banche attaccano in maniera molto più diretta i clienti con comportamenti, strategie commerciali e modalità operative che li danneggiano. 

Oggi trattiamo la storia di una coppia di Arezzo, Cristina Monticini e Luciano Zippi, che da anni vive sotto minaccia di pignoramenti ed esecuzioni.

Una in particolare è già in corso e riguarda i rapporti pregressi con BancaEtruria a cui oggi è subentrata addirittura Banca d’Italia (tramite REV GESTIONE CREDITI SPA), grazie a discutibili interventi legislativi del 2015 a favore delle 4 banche fallite, di cui la più nota era appunto BancaEtruria.

Successivamente, ma solo dopo aver iniziato una esecuzione immobiliare contro i due coniugi , la REV SPA ha “passato” il credito ad una piccola società (Purple SPV srl), società veicolo, emanazione del gruppo Banca Finint di Conegliano (Tv).

Non è finita, Purple ha dato mandato ad una nota società di recupero crediti,  CERVED CREDIT MANAGEMENT SPA di San Donato Milanese.

E, mentre attendiamo le nuove manovre spartitorie sulla nostra pelle, ci chiediamo:

Perché Banca d’Italia, tramite la controllata al 100% REV Gestione Crediti Spa (oggi Purple Spv), si è occupata di una società di modeste dimensioni, la nostra Consulta srl?

Perché vuole da noi il 100% dei presunti  crediti nei nostri confronti mentre li ha pagati il 17,6%?

La risposta, secondo i coniugi aretini è, purtroppo, facile. 

“Banca d’Italia specula sulla nostra pelle per ricompensare l’UBI banca e le altre banche che sono intervenute”- spiegano.

“Noi, insieme ai risparmiatori truffati, dobbiamo essere spogliati di tutto, le banche, invece, devono prendere i soldi dallo Stato (e quindi da tutti noi) e poi avere ulteriori vantaggi speculativi”.

Purtroppo, in questo triste scenario, gli unici che ci guadagnano, sono solo i colossi bancari, mentre i poveri cittadini continuano a soccombere, a suicidarsi (350 Suicidi al mese), a perdere la casa, il lavoro la dignità, proprio ciò che è accaduto ai nostri testimoni. 

Le grandi banche sono delle centrali criminali in senso giuridico, ai sensi dei vari codici penali esistenti nel normale mondo capitalistico. Non sparano a nessuno – almeno in prima persona – ma provocano stragi fisiche di dimensioni apocalittiche, manovrando in modo criminale e illegale su grandezze monetarie, tassi, contratti, ecc.

“Ma la Banca d’Italia non dovrebbe tutelare anzitutto i clienti delle banche?” Proseguono i coniugi, che poi aggiungono: “i politici al potere negli ultimi anni, hanno appesantito a carico dei debitori (veri o presunti, come diremo di seguito) le procedure del C.P.C., introducendo una riduzione del 25% già alla prima asta, a cui poi si possono aggiungere più riduzioni del 20% senza un tetto minimo.

Questo comporta che chi, come noi, aveva messo a garanzia beni il cui valore era 2/3 volte il debito, non pagherà il 100%, ma molto di più perché la svendita dei suoi beni a favore degli acquirenti (spesso speculatori) comporterà un danno molto superiore al 100%.

Quindi dal 17,6% pagato da Banca d’Italia (tramite REV Spa) si può arrivare ad un danno del 200% a nostro carico CON UN DIFFERENZIALE COMPLESSIVO DEL 1.100% ca. a favore della speculazione!

Non basta: noi abbiamo accusato la BancaEtruria di irregolarità contrattuali e di usura ed il nostro debito potrebbe risultare ridotto di una percentuale superiore al 60/70%, il che porterebbe come risultato paradossale che il danno per noi sarebbe simile a quanto stanno per guadagnare gli speculatori , cioè pagheremmo 200 contro 30 di dovuto.

Sono queste regole e leggi eque o sono invece il trionfo della speculazione?”

E ancora aggiunge Luciano Zippi “Ricordo che, già nella scorsa legislatura, l’on Ruocco, l’on Busin e l’on. Marotta, avevano presentato proposte di legge per attenuare l’impatto di questo meccanismo tritacarne ed è urgente, credo, si debbano riprendere e perfezionare, anche alla luce di quanto è successo a Sergio Bramini chiamato al ministero di Di Maio in veste di consulente”.

Vicenda Banca Etruria: si tratta dell’emblema dell’ arroganza mista a incompetenza.

La storia è stata caratterizzata da uno sfacciato disprezzo delle regole ed una spudorata ipocrisia e che presenta l’agire di una lobby come fosse la manifesta generosità di un gruppo di benemeriti filantropi.

Cosa è successo a voi dopo lo “scoppio” della bomba?

“Nel caso nostro, la crisi sia degli immobili che delle banche, ci ha visto sfortunatamente coinvolti proprio con le tre banche che, in Toscana, sono o fallite (BancaEtruria e Banca Interregionale) o salvate dallo Stato (Monte dei Paschi).

In particolare, BancaEtruria, già in piena crisi, ci ha massacrato sia economicamente che personalmente fino al punto di boicottare una moratoria che, nel 2012, Monte dei Paschi e Banca Interregionale erano disposte a concedere.

Ne ha fatte veramente di tutti i colori e stiamo cercando, con denunce sia penali che civili (che alleghiamo), di difenderci anche se le nostre difficoltà economiche non ci consentono di farlo con i mezzi che necessiterebbero e solo grazie alla sensibilità di alcuni professionisti riusciamo a difendere i nostri diritti.

Sicuramente, per coprire i loro problemi generati soprattutto da finanziamenti di favore (senza garanzie) alle clientele politiche, ci hanno spinto, dal 2010 al 2013, alla disperazione perché pretendevano che svendessimo tutto e poi, in realtà, quando trovavamo dei clienti, ci chiedevano più di quanto avremmo incassato, non rispettando i patti che prevedevano solo il 50% ca. a favore della Banca (vedi sempre le nostre denunce).

Non solo, ma pur avendo noi pagato 27.000 € di commissioni al noto Consorzio Fidi Italia-Comfidi, la banca non ha informato il Consorzio di una rinegoziazione dei nostri mutui ed ha perso una garanzia di 450.000,00€!

suicidioQuando (31.07.2013) un nostro cliente non ha potuto acquistare l’immobile perché la banca chiedeva circa il doppio della somma pattuita per togliere l’ipoteca (cioè non rispettava la percentuale del 50% ma voleva il 200%!), e, convocata comunque dal notaio Paolo Bucciarelli Ducci alla stipula visto che tutta la somma pagata dall’acquirente sarebbe stata versata alla banca,  non si è presentata, mia moglie, disperata, si è recata in Direzione Generale per protestare e, di fronte al diniego dei dirigenti, è giunta al gesto estremo di tagliarsi i polsi.

Questo episodio, la banca cercò di nasconderlo raccontando il falso al 118, come mia moglie ha descritto e documentato nella recente denuncia penale che riporta tutte le fasi di un vero e proprio stalking nei suoi confronti e di danno nei confronti della nostra società che, fino a pochi anni fa, vantava un patrimonio molto superiore ai finanziamenti richiesti.

Noi riteniamo che le banche, per coprire i finanziamenti facili alle clientele alle mafie ed ai corrotti e corruttori, abbiano preso di mira chi, invece, aveva messo tutto il proprio patrimonio a garanzia dei mutui richiesti per sviluppare la propria attività, mutui rivelatisi poi vere trappole contrattuali, spesso usurarie.

NON è, in definitiva, accettabile che noi possiamo perdere la casa che abitiamo, quando ci sono in corso cause civili e penali che potrebbero ridimensionare in modo radicale il nostro debito. Non solo, ma la denuncia di mia moglie, iscritta nel RGNR al n. 1568/18  del Tribunale di Arezzo, implica un risarcimento per danni sia alla nostra società che alla sua persona”. 

Come intende muoversi a seguito delle sue dichiarazioni?

Ha pensato ad eventuali “piani d’azione?”

Certo. Sono commercialista ed ingegnere, ma è soprattutto dalle mie esperienze nei rapporti con il mondo bancario, come imprenditore nell’edilizia e nell’informatica, che ho tratto le riflessioni sopra riportate.

Su questi argomenti mi metto a disposizione dei nostri governanti e spero che il Ministero dello Sviluppo Economico possa attivarsi perché migliaia di aziende possano riprendere la loro attività.

A questo fine sarebbe auspicabile il ritorno dello Stato al controllo di una banca pubblica (potrebbe essere lo stesso MPS) ed al controllo della stessa Banca d’Italia che dovrebbe difendere non le banche ma i loro clienti. 

Se poi si realizzasse l’auspicata pace fiscale le prospettive potrebbero essere ancora più concrete.

Spero si possano riprendere i punti che ritengo debbano essere affrontati nell’ottica di modifiche legislative a favore di imprese in forti difficoltà, ma ancora in grado di riprendere il cammino:

 

RIPRENDERE PROPOSTE LEGISLATIVE DI CARLA RUOCCO ED ALTRI

– Interventi legislativi in linea con le proposte di legge già presentate nella scorsa legislatura da Ruocco, Marotta, Busin ed altri, inerenti soprattutto ai casi di crediti ceduti a percentuali minime e pretesi invece dagli aventi causa al 100%.

Insisto sul fatto che chi ha prestato garanzie in surplus, pagherà, in definitiva, ben più del 100% del suo debito  perché i beni saranno svenduti e ci sarà quindi un ultimo beneficiato, cioè l’acquirente che spesso vuole speculare.

 

INTERVENIRE CON MODIFICHE DEL CPC, ARTT. 569-571

– Da quanto sopra discende l’opportunità di modificare il CPC relativamente alle procedure esecutive ed in particolare sia l’odiosa procedura di sfratto che quella diabolica dello sconto iniziale del 25% sulle perizie che, di per sé, sono già valori minimi.

 

È sproporzionato il danno all’azienda, ma soprattutto è indecente che sulle sue disgrazie (nel settore immobiliare dovute soprattutto alla crisi internazionale e non tanto alla gestione dell’imprenditore) CI SIA CHI SPECULA CON GUADAGNI DEL 5/600%”.

 

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7 Responses to Il caso: una coppia sotto il torchio della speculazione finanziaria racconta…

  1. Diamanti Maria Clelia

    Stessa situazione dal 1991 sul tribunale di fermo (FM) cassa di risparmio di Ascoli Piceno toglie senza motivi gli affidamenti perché poi si viene a sapere che aveva affidato spudoratamente tutti i legati alla cassa. Noi cessiamo regolarmente ed il contendere resta solo la nostra fidejussione null’altro dobbiamo a a nessuno. La Cassa di Risparmio di Ascoli Cerca Banca Intesa nel 2000 per le immani sofferenze all’interno di esse Intesa cede a Intesa gestione crediti Intesa gestione crediti sede ha il castello Finance srl il castello Finance cede a italfondiario che già fallito è inglobato nella fallita Banca Marche italfondiario cede ancora a Purple srl che a sua volta cede a cerved spa la situazione va avanti da circa 30 anni le procedure esecutive 75 93 42 93 88 2005 sono stati estinti per mancanza di titoli esecutivi ora stanno continuando con una nuova procedura che chiedeva gli interessi degli interessi ed era stata portata avanti dal fallito Mediocredito vieni attaccato ancora una persona di 83 anni che con una scena con i carabinieri hanno finto uno sfratto e invece poi è stato subito ritirato il codice di questa persona ci ha lasciato la pelle 16 anni fa Ora tocca a noi figli dato che nostra madre la stanno attaccando già da 10 anni noi non abbiamo debiti è senz’altro trovare la soluzione sia essa quella che sia non abbiamo più nulla da perdere i nostri Beni sono lì da 35 anni e non utilizzabili e cadenti persone responsabili grande avvocato fermano Liberini Daniele altra Alessia De ambrosis di Teramo che dice che non bisogna stare a vedere l’umano in questi casi i giudici delle esecuzioni passate e giudicate senza titolo hanno sbloccato il canale di nostro padre che erano stati pignorati nel 1991 proprio per assenza di titolo esecutivo Ma questi continuano ad andare avanti ed è una situazione incredibile

  2. Diamanti Maria Clelia

    Correct:sono stati sbloccati i danari pignorati nel 1991 a danno di nostro padre, quattro ordinanze del giudice di liquidare la somma agli eredi. Da anni , la custode banca germana interpone una serie di opposizioni atte a non liquidare quella nostra somma come per legge,quanto, in modo da dare più tempo possibile all’ultimo cessionario cerved spa. Se i danari ci vengono liquidati decade il loro laido operato dal 1991.

  3. Diamanti Maria Clelia

    Correct; cassa banca fermana

  4. In base a quanto scritto dalla signora Diamanti Maria Clelia ho approfondito la situazione e la stessa appare appunto incredibile tuttavia è reale perche questi sono realmente i soggetti partecipanti alla proc. esecutiva 63/2001 trib di Fermo (FM; quali: Avvocato MARTA COMPAGNUCCI DI MACERATA, FUNZIONARIA/DIRIGENTE DELL’istituto VENDITE GIUDIZIARIE REGIONE MARCHE DI VIA CASSOLO 35 IN MONSANO (AN); il suo collaboratore WILLIAM MARINI E LA CTU NOMINATA ARCHITETTO ROBERTA MEDORI DA FERMO; con studio in Fermo, la stessa svolge attività di ricerca immobili centrali o vista mare con possibile procedura immobiliare avviata. I tre soggetti, isieme ad un quarto risultano essere già denunciati penalmente (per ora solo alla Procura di Fermo) per abuso d’atti d’ufficio, violazione di domicilio e illegittimo operare. Ultimo ma principale soggetto che promuove l’illegittimo operato di Purple SPV srl e di CERVED S.p.A. è DANIELE LIBERINI AVVOCATO APPARTENENTE AL FORO DI FERMO CON STUDIO epico per le espropriazioni immobiliare/altro in Fermo.

  5. Le estinzioni delle precedute esecutive di esproprio ci sono e un testimone dirigente della cassa di risparmio di Ascoli Piceno è pronto a testimoniare che Diamanti Maria Clelia ha pagato la cassa di risparmio di Ascoli Piceno nel 1997. Ci sono anche tutte le A/R con le quali Diamanti Maria Clelia chiede i danni a: cassa di risparmio di Ascoli, cedente a banca intesa cedente a igc intesa gestione crediti, cedente a mediocredito questo inglobate in fallita banca marche, cedente a il castello finance srl, cedente a italfondiario, cedente a purple srl cedente a cerved spa; ultimo cessionirio dal 1991. Pagheranno con azioni legali sulla personali, le loro srl spa non hanno nulla ma i loro parenti hanno beni intestati.

  6. Si, per questa Truffa che ha provocato e continua a provocare danni indicibili per Diamanti Maria Clelia devono essere indagati – omissis – e altresì informati: Giuseppe Conte, De Maio, Salvini,Consob, Banca d’Italia, nucleo Finanza,ordine degli avvocati, commissione Europea.

  7. Egr. Sig. Andrea Benzi,
    il Suo commento è stato oggetto di moderazione. L’offesa all’altrui reputazione, infatti, in assenza della persona offesa, anche nel caso in cui avvenga attraverso le reti informatiche e le moderne tecniche di comunicazione, è configurabile come reato di diffamazione ai sensi dell’art. 595. Nel caso in cui avvenga a mezzo della stampa (diffamazione aggravata), la pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a euro 516.
    Per il futuro ci permettiamo di sconsigliarle di postare commenti (anche sui social) contenenti l’indicazione di persone che potrebbero proporre querela.
    La Redazione

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