Servizio civile obbligatorio. Favorevole o contrario?

Servizio_civile1Pescara, 4 settembre 2018: Il Pro\Versi.it pubblica oggi un approfondimento sul recente dibattito scaturito da alcune proposte circa reintroduzione dell’obbligatorietà del servizio civile. Sia il centrodestra, in particolare la Lega, che il centrosinistra, guidato dal Partito Democratico, hanno più volte avanzato tali proposte.
Nato negli anni Venti del Novecento come obiezione non violenta alla prima guerra mondiale, il servizio civile è una tipologia di prestazione che i cittadini di uno Stato possono svolgere per enti pubblici o privati. In Italia venne istituito nel 1972, con l’introduzione del principio dell’obiezione di coscienza alla leva militare obbligatoria.
Nel 2001 si istituì il servizio civile nazionale, in seguito alla riorganizzazione delle Forze Armate, che portò all’abolizione definitiva della leva obbligatoria il I gennaio 2005, sostituita da quella volontaria o professionistica. Parallelamente, anche l’obiezione di coscienza al servizio militare, attraverso la quale si accedeva al servizio civile, venne sospesa. Il nuovo servizio civile nazionale è un istituto autonomo della Repubblica, prestato su base esclusivamente volontaria.

Nel fronte dei favorevoli all’introduzione dell’obbligatorietà del servizio civile le proposte appaiono piuttosto variegate. Matteo Salvini, ad esempio, propone il ritorno alla leva militare obbligatoria di otto mesi, con relativo servizio civile per gli obiettori di coscienza. Per il PD si sono espressi sul tema il deputato Emanuele Fiano, l’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti e l’ex premier Matteo Renzi. Quest’ultimo, in particolare, ha suggerito l’introduzione di un servizio civile obbligatorio di almeno due mesi per educare i giovani ad affiancare i doveri ai diritti. Luigi Santagata, ex esponente del PD, confluito poi in Area Civica, auspica una reintroduzione del servizio civile obbligatorio per contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile, avvicinando ragazze e ragazzi al mondo del lavoro.

Le proposte di reintroduzione del servizio civile obbligatorio hanno incontrato forti resistenze sia da parte della politica italiana che di operatori del campo. Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statistica Sociale all’Università Cattolica di Milano, definisce la proposta un errore clamoroso, poiché sarebbe un controsenso rendere obbligatorio un servizio basato sulla volontarietà. Dunque, dietro la scelta dell’impegno ci deve essere sempre la volontà e non la costrizione. Di questa idea anche Lucio Palazzini, presidente di Arci Servizio Civile, tra i primi a criticare le proposte avanzate dal Partito Democratico. Per Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, invece, il problema maggiore di un ritorno al servizio civile obbligatorio è di carattere economico, dato che mancherebbero già i fondi per assicurarlo a tutti quelli che fanno richiesta volontaria.
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