Solidarietà al collega Gervasoni

GervasoniFederico Gervasoni ha avuto la malaugurata idea di scrivere la verità su Avanguardia Nazionale, movimento sciolto ma non abbastanza. E’ giovane ma deciso e fa onore alla professione nonostante le gravi minacce che ha subito dopo la pubblicazione dell’articolo sulla rinascita dell’organizzazione ed in particolare a Brescia. Un articolo su La Stampa frutto di un’inchiesta dal titolo “Vino, risate e saluti romani: Avanguardia Nazionale rinasce in trattoria” Gervasoni ha coraggiosamente sporto denuncia nei confronti di chi ha emesso le minacce più gravi.

Purtroppo il collega viene a riempire le fila dei giornalisti minacciati, chi in maniera plateale sui social, come nel caso di Gervasoni, chi in maniera più subdola come nel caso di chi si occupa di mafia, ma è soltanto una sottile differenza di metodo. Ancorché anche le minacce di stampo mafioso risorgono brutalmente alla luce del sole. Come risorgono l’estrema destra ed il neonazismo. La domanda che mi pongo è perché non si difendono abbastanza questi giornalisti “veri”. Giornalisti che esistono ancora a dispetto di chi vuole imbavagliare il giornalismo d’inchiesta. E tornando al caso di Federico Gervasoni, come mai l’estrema destra non si nasconde più? E’ stata forse sdoganata da politici dai propositi un po’ troppo “eccitanti” per chi si nutre di odio ed odio risputa.

Il neonazismo non si nasconde più e si rivendica. Avanguardia Nazionale fu sciolta nel 1976 dal Tribunale di Roma. Eppure cantano gli inni, hanno i loro simboli. E minacciano chi lo dice.

Gervasoni ha tutta la mia stima e va veramente protetto per dare un segnale forte al sentimento di impunità che queste organizzazioni credono di avere. A nessuno venga in mente di dire che sono “sparate sul web”. Per essere passata a FranceInfo, in Francia, sulla questione dei migranti e la vittoria di Orban in Ungheria fui oggetto di un articolo che mi ridicolizzava e negava l’esistenza della nostra testata. Fu lanciato un comunicato in Francia ed in Italia ma non dimentico che molte testate non lo pubblicarono e neanche mi furono solidari. Mi dissero che si trattava di una esternazione idiota del noto « Boulevard Voltaire » uno dei siti d’informazione dell’estrema destra francese. Mi fu pure consigliato di non sporgere denuncia per evitare un peggioramento della situazione. Bene, peccato che le telefonate anonime o i regalini (tipo escrementi) li ricevessi io da chi aveva apprezzato le esternazioni dello scrittore.

Quindi tutta la nostra solidarietà a Gervasoni ed a chi come lui “si permette” di fare inchiesta e di non autocensurarsi.

Luisa Pace

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