Parigi – Migranti, un’associazione getta la spugna

migrants-porte-de-la-chapelleLungi da me fare del Francia bashing. Il tormentone della critica costante ad un determinato paese è uno sport troppo diffuso ma riguardo ai migranti la Francia proprio non ci prende. Da molte lezioni, soprattutto dall’arrivo del Presidente Macron, ma in casa propria non ci sa fare. Tra Monsieur Macron e Madame Hidalgo, la sindaca di Parigi, siamo allo spregio umanitario. Macron non apre i porti ed accusa di cinismo l’Italia. E portiamo pazienza, qualcosa verrà pur deciso. Ma guardiamo cosa succede in Francia dove non hanno saputo gestire il dramma umano della “giungla di Calais” dove circa due anni fa si era raggiunto un picco di 10.000 migranti che vivevano in situazione precaria sperando di poter andare in Inghilterra. Nell’ottobre 2016, quando si contavano circa 8.500 presenze, 5.500 persone furono evacuate o “messe in sicurezza” nella precipitazione come dichiarò la stessa sindaca di Calais. Precipitazione in cui vennero “smarriti” coloro che non volevano salire sugli autobus, minorenni, disperati o ribelli. Durante le operazioni scoppio anche un incendio…

Nel frattempo la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, si diletta con progetti certo interessanti (talvolta) ma poco umanitari (spesso). Madame Hidalgo che trova i soldi per imbellire la capitale, già bella di suo, non gestisce i tanti senzatetto di qualunque nazionalità, anche francesi che hanno toccato il fondo a causa della disoccupazione, e tantomeno gli accampamenti di migranti alle porte della capitale.

Solidarité migrants Wilson

Porte de la Chapelle, di cui scrivemmo nel giugno 2015 in un articolo dal titolo Parigi – Il pellegrinaggio dei migranti esplode. Siamo la 29 luglio 2018 e, come riportano il giornale francese Le Parisien, “il collettivo Solidarité migrants Wilson, che lavora con gli esiliati da 20 mesi, chiude le porte del proprio locali ed interrompe le proprie attività”. I migranti erano già stati evacuati nel giugno scorso. Per ragioni sanitarie fu detto ma con quali soluzioni? Infatti il campo si è riformato ma in quella zona una po’ dimenticata dove girano senza tetto o trafficanti, tossicomani, buoni e cattivi, disperati, minori, rifugiati… Ma rifugiati da cosa? Sono tutte persone, senza cadere nel buonismo. Sei un trafficante di crack? Bene vai in galera senza passare dal via. Sei una vittima di conflitti? Hai fatto chilometri sul mare o nel deserto per trovarti in un campo pericoloso e dalle condizioni sanitarie vergognose? Devi avere il diritto di essere curato! Sei minorenne? Devi essere protetto. L’associazione teme anche alcuni decessi. Uno è probabile, ma forse più, alcuni migranti sarebbero scomparsi dall’oggi all’indomani, non sarebbero più andati a chiedere il pane.

Solo per citare una delle spese folli della sindaca della capitale francese: 63 milioni di euro per un palazzo che accoglierà le circa 3000 opere del museo d’arte contemporanea dell’uomo d’affari miliardario François Pinault.  Nulla contro l’arte ma pensare prima al benessere della popolazione e gestire le situazioni di crisi come quella dei migranti è forse prioritario.

Luisa Pace

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