MPS: APPRODA IN SICILIA IL ROAD SHOW DEL PRIVATE BANKING DEDICATO AL RISPARMIO

Presentato a Catania uno studio del servizio studi e ricerche della Banca sul risparmio e l’economia siciliana: incremento del 16,3% per gli investimenti in quote di OICR

 

In Sicilia cresce l’export e il rilancio economico può avere un’importante leva nel capitale umano rappresentato dalle nuove generazioni

 

Catania 13 giugno 2018 – Appuntamento a Catania per la tappa siciliana del road show del private banking di Banca Mps incentrato sul tema del risparmio delle famiglie e della sua gestione. Quello siciliano è il terzo di una serie di incontri che hanno toccato le città di Siena e Perugia nei mesi scorsi e che giungeranno a Bologna entro giugno.

Durante l’evento è stato presentato Mps Private Solution Funds, OICR multicomparto di diritto irlandese Multi Solution Fund, un sistema innovativo di gestione del risparmio che, ad un anno dal suo lancio, ha già avuto importanti implementazioni e vede la collaborazione di 9 primarie case di investimento internazionali.Grazie alla sua struttura multi-manager, multi-asset e multi-strategy, MPS Private Solution Funds è in grado di offrire strategie mirate e diversificate a seconda delle esigenze dell’investitore.

Al convegno ha partecipato Iole Pavone, Area Manager direzione territoriale private Sicilia e Calabria.

Durante l’incontro è stata presentata l’analisi del servizio studi e ricerche di Banca Mps sull’economia e sull’evoluzione della gestione del risparmio in Sicilia. L’analisi evidenzia che il portafoglio finanziario delle famiglie siciliane è più conservativo rispetto alla media nazionale, con una maggiore incidenza dei depositi a risparmio rispetto agli altri titoli a custodia. Già dal primo semestre del 2017 nella Regione il processo di ricomposizione del portafoglio finanziario ha evidenziato un aumento della raccolta sui conti correnti e la crescita di investimenti in azioni e in quote di OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio): rispettivamente + 5,1% e +16,3%.

L’evento ha rappresentato anche l’occasione per analizzare le dinamiche dei flussi economici e delle previsioni di crescita del territorio siciliano e della provincia di Catania in relazione a quello nazionale.

Lo studio ha evidenziato che la crisi economica ha avuto un impatto importante per il comparto manifatturiero dell’isola che ha registrato, nel periodo 2007-2015, una contrazione del valore aggiunto rispetto al totale del 2,8%, che si confronta con una contrazione del 1,8% a livello nazionale. Attualmente la manifattura rappresenta il 5% dell’economia regionale a fronte di un 8% del Mezzogiorno e del 16% nazionale. In questo contesto solo i settori dell’alimentare, del mobile e del tessile sembrano essere riusciti a contenere gli effetti della crisi.

Segnali positivi arrivano invece dai dati sull’export, con una domanda che rimane vivace: nel 2017 le esportazioni siciliane sono cresciute del 30,4% e nella provincia di Catania del 24,6% rispetto ad un dato nazionale che si attesta al +7,4%. Negli ultimi anni sono aumentate significativamente le esportazioni verso i mercati asiatici con una ricomposizione importante dei principali mercati di sbocco. Nel catanese, in particolare, computer ed elettronica rappresentano il 95% dell’export verso Singapore e Hong Kong e i prodotti chimico-farmaceutici il 76% dell’export con la Cina.

Per quanto riguarda il turismo, la provincia di Catania ha registrato un aumento degli arrivi e delle presenze. La permanenza media degli italiani è rimasta pressoché stabile mentre quella degli stranieri è diminuita, in controtendenza con quanto si registra a livello nazionale.

Il mercato immobiliare residenziale, dopo un periodo relativamente protratto di calo delle quotazioni, sembra aver raggiunto un certo grado di stabilità, così come segnalato anche dalle aspettative degli operatori.

Sotto il profilo demografico, la popolazione under 40 rappresenta nella provincia di Catania più del 45% di quella residente, una percentuale superiore alla media nazionale (41%). La maggiore dinamicità tipicamente associata a una popolazione giovane e in crescita può rendere l’investimento in capitale umano una delle principali leve per il rilancio economico della provincia e dell’isola.

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