Scuole belle il più grande colorificio d’Italia

coloriGIL CISL UIL hanno chiesto al Dott. Jacopo GRECO Direttore Generale per le risorse umane e finanziarie del  MIUR un tavolo per monitorare l’andamento dell’appalto. In quel tavolo si discuterà delle cosiddette nuove gare nonostante nella Legge di Bilancio (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) all’art. 1 comma 687 si estende la validità dei contratti attuativi della Convenzione Consip, relativa ai servizi di pulizia presso le Istituzioni scolastiche, fino al 31/08/2019. Certo che sono strani, convocare un tavolo per monitorare (a Roma) ciò che accade in Sicilia sembra fuori da ogni realtà.

Magari si scambieranno qualche selfie da potere testimoniare  ai posteri: “noi in quel progetto, in quel magnifico progetto, c’eravamo” Magari lo racconteranno ai loro nipoti con l’augurio di non trovarsi in così degni lavori. Ma poi di cosa parliamo, con chi parliamo con la ex ministra Fedeli, la quale ha già dato incarico (il 4 aprile) ai suoi portaborse di preparare le valige. Al Dott. Jacopo GRECO dico per una volta si “stacchi” da queste forzature, aspetti il nuovo Governo, il nuovo Ministro al quale potrà raccontare tutte le schifezze di questo progetto.

Un progetto macchiato da disperazione, sfruttamento, da dolore. Un progetto che deve essere cancellato dalla memoria lavorativa, un progetto che passerà alla storia come il più grande “colorificio” scolastico del secolo.

Colori su colori, tanto da non fare riconoscere agli alunni, l’aula di appartenenza. Oggi rosso domani verde. Per non parlare dei milioni di euro incassati dalle potenti Cooperative che in massa hanno invaso la Sicilia. E di ieri la notizia che il tetto di una scuola e crollato,per fortuna non vi erano alunni, lasciando intatte le pareti appena colorate dai lavoratori della cooperativa. Ma chi se ne frega avrebbe detto Fantozzi. Quanta politica e quanto sindacato è passato sotto il ponte “scuolebelle”. Quanta gente ha voltato lo sguardo da un’altra parte. Occorre ridare dignità a questi lavoratori, occorre “ribattezzare” questi lavoratori nel nome di una democrazia fondata sul lavoro.

Quello dei diritti e della dignità.

Aldo Mucci

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